Per le "G8 first ladies" il cuoco tedesco. Heinz Beck cucina un inno alla romanità
Le mogli dei grandi del G8 si ritrovano in Campidoglio per un pranzo ufficiale offerto da Isabella Rauti e praparato da uno dei più noti cuochi della Capitale: il tedesco, ma romano d'adozione, Heinz Beck. E se i consorti degustano specialità abruzzesi le first ladies assaggiano la cucina romana
Riportiamo da Corriere.it
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Le mogli dei grandi riuniti a L'Aquila per il G8 si ritrovano in Campidoglio. Sono arrivate nella piazza di Michelangelo mercoledì intorno alle 14 le first ladies attese in Comune per un pranzo ufficiale offerto da Isabella Rauti e praparato da uno dei più noti chef della Capitale: il tedesco, ma romano d'adozione, Heinz Beck.
E quasi un vertice dei gourmet quello che era cominciato con il decano dei grandi cuochi italiani e prosegue con lo chef tedesco che si è guadagnato la cittadinanza onoraria a Roma. Questo «G8 dei gourmet» non è proprio un appuntamento ufficiale tra quelli in programma al margine del summit de L'Aquila, ma il fronte enogastronomico ha pure un suo rilievo nel panorama dei mille appuntamenti che anche Roma ospita per il vertice. Così, se sabato è toccato a Gualtiero Marchesi cucinare - all'Istituto superiore Antincendi - per il J8, ovvero il Junior 8 Summit, il G8 dei ragazzi tra i 14 e i 17 anni, mercoledì a pranzo, invece, Heinz Beck (nella foto) cucina per le «first ladies » le consorti (e il consorte: c'è anche il marito di Angela Merkel) dei premier impegnati nel vero G8.
Lasciato il suo regno al ristorante La Pergola, Beck ha scelto di servire - sulla Terrazza Caffarelli - un menu (anzi 3 menu: standard, vegetariano e su richiesta) che è un inno alla romanità: si comincia con mini-porzioni di coda alla vaccinara, piatti di verdure (pensati per la first lady indiana) - come i carciofi in pastella, risotto alle erebe, aspargi e fragole -, rivisitazioni della carbonara, fagottelli alla carbonara, triglia croccante su erbe spontanee e filetto di vitella con carciofi in pastella. Niente maiale né vino in cottura. «La Capitale è una città che mi ha dato molto - dice Beck - e sono felice di poterle rendere omaggio».
E il suo non è che il primo omaggio culinario a Roma, perchè tra qualche giorno al G8 dei gourmet seguirà il «G20 dei cuochi». Nella Città eterna è in programma infatti un evento davvero unico nel settore enogastronomico. Dopo le first ladies, arrivano i loro cuochi: o meglio, i maghi dei fornelli che curano l'haute cuisine sulle tavole delle teste coronate e di tanti presidenti della Repubblica. Tutti a Roma il 20 e 21 luglio. Si rivedranno per la loro annuale riunione, chiamati da Gilles Bragard, presidente e fondatore del «Club des Chefs des Chefs»: il club dei cuochi dei Capi. Di Stato, si intende. Ci sarà anche la bravissima executive chef della Casa Bianca, Cristeta Comerford, scelta da Laura Bush, è stata confermata da Michelle Obama. Non mancherà Ulrich Kerz che cucina per la cancelliera Angela Merkel.
E poi arriveranno: Markus Burkart, cuoco della Casa Reale svedese; Christian Garcia chef de cuisine del principe Alberto II di Monaco; nonché Madhusudan Gupta, già chef del presidente dell'India Abdul Kalam. E tanti altri. Tra i promotori del rendez vous, che porterà il meglio della cucina mondiale sulla terrazza dell'Hotel Majestic - a far gli onori di casa il siciliano Filippo La Mantia - anche lo chef del presidente della Repubblica italiana: Fabrizio Boca. Lo stesso Giorgio Napolitano riceverà il 21 gli chefs des chefs. Poi i grandi cuochi parteciperanno a una lezione-degustazione sull'oro verde a cura di Armando Manni, produttore di uno tra i più grandi oli d'oliva extravergine del mondo fornito a 35 top restaurant: da quello di Pierre Gagné (Francia) all'inglese Heston Blumenthal, all'americano Thomas Keller, fino alla Pergola di Heinz Beck.
Luca Zanini
Corriere.it
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