Andy Hayler nella vita fa il programmatore ma la sua vera passione è l'alta cucina. Riportiamo da www.repubblica.it l'articolo riguardante questo esperto gourmet inglese che ha cenato in tutti i ristoranti della Guida Rossa.


"
Ci sono persone che raggiungono la celebrità dopo aver girato un film, sfidato le forze della natura o inventato qualcosa di straordinario. Ad Andy Hayler è bastato star seduto al ristorante. è l'unico uomo ad aver mangiato in tutti i ristoranti citati dalla Guida Rossa Michelin, la pubblicazione enogastronomica più famosa al mondo. «La guida segnala 1.522 ristoranti a una stella, 281 a due stelle e 68 a tre stelle. Tra questi ultimi - racconta a Repubblica.it - solo 36 meritano davvero gli Oscar della cucina».
Un hobby, il suo, cominciato in gioventù e diventato un secondo lavoro. Tanto che il suo sito è un punto di riferimento per tutti i cultori della forchetta.

 Quello di Hayler è un giudizio garantito dal fatto di aver pagato il conto sempre di tasca propria. «Ti rende libero - spiega - e ti autorizza a esprimere un giudizio. Una volta, a Londra, ho mangiato in un locale chiamato West Street, che adesso ha chiuso. Mi hanno servito una pasta talmente scotta che aveva formato un blocco unico. In certi casi avvertire i futuri avventori è doveroso». Una bomba, per la guida dell'omonima casa editrice francese, che attualmente rappresenta il maggiore riferimento mondiale per la valutazione della qualità di ristoranti e alberghi.

Hayler, inglese, nella vita non fa né lo chef né il degustatore ma l'informatico. E scrive, sul sito, recensioni semplici e precise. «Ci sono ristoranti segnalati con due stelle che invece ne meriterebbero tre: perché non farlo presente? Io prendo nota di tutto: presentazione, qualità, armonia dei sapori». Piuttosto schivo, ha conosciuto il successo grazie agli chef di tutto il mondo che pian piano hanno cominciato a fare riferimento a lui. Un'intervista al quotidiano inglese Daily Mail ha fatto il resto.
«Quando sono venuto a Londra, dopo l'università - racconta - ho cominciato a mangiare regolarmente al ristorante. Ciò che però mi ha avvicinato all'alta cucina è stato un viaggio a Parigi nel 1990, in particolare un pranzo al ristorante Jamin, dove lavorava il celebre chef Joel Robuchon. Tutto era perfetto, persino l'insalata. Anche il condimento era incredibile» . Il desco parigino spinse Hayler a creare un bollettino per gli amici e, nel 2006, un sito. «Ho subito avuto un gran numero di contatti, così mi sono iscritto a Google Adsense, cominciando anche a guadagnare qualcosa».

Nel frattempo, la decisione di lasciare il posto di lavoro alla Shell (attualmente Hayler lavora per una compagnia di ricerca informatica, la Information Difference) e trasformare il suo hobby in qualcosa di sistematico. «Mangiare fuori non è poi così caro come si pensa - spiega - cenare in un ristorante a tre stelle Michelin può costare sui 300 euro: poco, in confronto a chi ama le macchine di lusso o gli alberghi a 5 stelle».
Hayler va al ristorante in media cinque volte alla settimana. Pur trascorrendo 75 minuti al giorno in palestra per smaltire le calorie, lui e la moglie sono riusciti quest'anno a visitare tutti e 68 i ristoranti a tre stelle. «I più grandi ristoratori sono senza dubbio in Francia, dove vige la cultura dell'alta cucina. Subito dopo, a mio giudizio, vengono Germania e Italia».
Il migliore, secondo Hayler, è il tedesco Schloss Berg di Perl-Nennig: «è in un edificio bruttino di fianco ad un hotel-casinò, ma il cibo è eccellente». Per la Gran Bretagna, invece, ha parole durissime: secondo lui merita tre stelle soltanto il Fat Duck di Bray, nel Berkshire. Quanto al Belpaese, sul suo sito Hayler - che si prepara a visitare Hong Kong e Macao, dove ci sono due ristoranti appena insigniti dalle tre stelle nella guida 2009 - premia a pieni voti Dal Pescatore a Canneto sull'Oglio (Mi), l'Al Sorriso di Soriso (Mi) e l'Enoteca Pinchiorri di Firenze. Le Calandre di Rubano (Pd) prende invece soltanto 8 punti su 10 e La Pergola di Roma 9 su 10.
«Quello che amo della vostra cucina è la semplicità - conclude - l'enfasi che mettete nella scelta degli ingredienti stagionali. In questo siete maestri. La scorsa estate sono stato in alcuni supermercati tra Ventimiglia e Sanremo e ho trovato dei prodotti straordinari, dalla verdura al pesce: il vostro è un Paese pieno di ricchezza».

Sara Ficocelli

"

Articolo correlato:
La Rossa promuove 8 nuove "2 stelle". Ma per il top la porta è chiusa