Sono in crescita i locali che hanno trasformato il concetto di bar, caffetteria o ristorante, mixandolo con la vendita di oggettistica, complementi d'arredo, prodotti food & beverage, souvenir e soprattutto libri. In particolare nelle città d'arte o nelle località turistiche.
C'è un nuovo modo per gustare la colazione, la pausa pranzo o la pausa caffé: non più solo qualcosa da mangiare e da bere, ma anche la compagnia di una rivista o di un buon libro. Se una volta c'erano i caffé letterari, dove artisti, poeti e scrittori si ritrovavano a discutere e filosofeggiare sugli argomenti più disparati, oggi sono nati i risto-book e i book-bar.
 è una nuova moda, arrivata in Italia dagli States dove, qualche anno fa, è stato aperto 'The Library Cafè” a New York, meta ambita da chiunque voglia non solo assaporare la squisitezza di un piatto, ma anche rilassarsi con la lettura. Cavalcando la fortunata onda, hanno aperto locali come il 'Mood” a Torino, in cui si possono consumare colazione, pranzo o merenda in compagnia di dolcetti e libri, o 'La Passeggiata” a Genova, dove si gustano crepes discutendo di fisica.
A Milano, nel cuore di Brera, si trova la 'Caffetteria degli Atellani”, annesso alla mediateca di Santa Teresa, con una vasta scelta di libri sul cinema e dvd tematici in vendita, oppure il 'Caffé Letterario” in via Solferino. A Roma, un precursore della tendenza è stato 'Il Nuovo Sacher”, bar annesso al cinema di Nanni Moretti a Porta Portese dove si vendevano e presentavano libri. Oggi l'iniziativa ha visto l'apertura di locali come il 'Bar à Book”, con mobili vintage e un tavolo di incontro librario, 'Alicelibri”, che organizza incontri culturali, o l'imperdibile 'Libreria del Cinema”, dove si reperiscono sceneggiature e pubblicazioni cult.
Si tratta di un atteggiamento 'culturale”, una way-of-life non solo per trascorrere in modo diverso il tempo passato al ristorante, al bar o in caffetteria, ma anche un punto d'incontro tra persone con interessi comuni.Da questa consapevolezza si è fatta strada l'idea di locali accoglienti, dove rilassarsi e poter acquistare anche un libro.
è il caso del Noir Cafè di Inzago (Mi), un bar-caffetteria che ha sposato perfettamente il concetto di book-bar. L'idea che ha ispirato i due soci, Alberto Pluda ed Erminia Ratti, ha un'origine del tutto nobile, come ci ha raccontato Erminia. «Ci siamo ispirati al celebre Noir Cafè di Parigi, un vero book-bar specializzato in libri del genere noir. Noi, in una micro-realtà come quella dell'hinterland milanese, non potevamo limitarci a un solo genere e così abbiamo optato per una vasta scelta di libri, soprattutto di saggistica e di narrativa. La gestione della caffetteria e del bar è classica, ma fin dall'inizio abbiamo puntato tutto sulla qualità dei prodotti. Abbiamo un menu a base di cioccolate, frappè, tisane e prodotti food&beverage di un solo noto e apprezzato marchio del settore quale è Eraclea. Un'offerta mirata ed esclusiva, che ha subito contraddistinto il locale.
L'attività di libreria è centrale e la formula è apprezzata perché associata al livello di qualità del bar. Capita che il cliente entri solo per bere un caffé, poi attratto dallo spazio libreria comincia a fare domande a cui siamo ben preparati a rispondere.
Lo spazio è diviso in tre settori: c'è un bancone lungo circa 7-8 metri dove si raccoglie l'attività di somministrazione, sulla sinistra c'è la zona libreria fornita di un piccolo salotto dove si possono gustare caffé e leggere libri o riviste. Sulla destra sono posizionati tavoli per godersi da seduti una meritata pausa culturale. Di recente abbiamo inaugurato un piccolo settore per la vendita di dvd, spesso ispirati a libri o a spettacoli teatrali».

L'altro lato della caffetteria
Ma il connubio bar-libri non è il solo a funzionare. Una formula più classica e tradizionale prevede la vendita di prodotti alimentari "particolari", ricercatezze gastronomiche che diventano anche graziosi souvenir.
La fotografia che emerge è quella di una proposta in crescita che fa del bar non più un semplice "luogo di passaggio" ma un vero "tempio dello shopping".
Prendiamo ad esempio Sweet Irene, una pasticcera-caffetteria nel cuore di Bergamo gestito da una coppia giovane. Luca, uno dei proprietari insieme a Irene, ci ha spiegato com'è nata l'idea e quale riscontro ha la formula "shopping al bar" tra i clienti. «Prepariamo dolci ispirati dalla tradizione culinaria anglosassone, americana e francese con ingredienti da agricoltura biologica.
Proponiamo servizio di caffetteria e tavola calda, affiancato alla vendita di prodotti alimentari selezionati e ricercati. I prodotti scelti sono quindi un corredo indispensabile a creare interesse e fidelizzare il cliente che entra per un semplice caffé ed esce con prodotti golosi e regali per i propri cari.
Vendiamo marmellate della Provenza, miele, cioccolato, caramelle, tè, tisane, accessori per il tè, prodotti gourmand. In pratica siamo una "fornitissima drogheria" in cui ci si può fermare a bere qualcosa, consumare la pausa pranzo assaggiando alcuni dei prodotti in vendita, bere il the venduto a peso e assaggiare le nostre torte fatte in casa. I prodotti sono esposti nelle aree allestite e i clienti spesso si servono da soli,
a volte chiedono consigli per idee regalo e confezioni personalizzate. Per ora vendiamo solo prodotti alimentari e accessoristica per il the in quanto abbiamo uno spazio espositivo ridotto, ma volendo ci sarebbe interesse anche per libri e oggettistica».

Tutto in vendita
Un'interessante frontiera concettuale, certamente più di nicchia, è rappresentata da quei locali che propongono la vendita di oggettistica e complementi d'arredo. AI Colonial Cafè, catena di caffetterie di Milano e Como che vende anche cioccolato al taglio di ogni forma e tipo, è possibile acquistare anche tutti gli arredi e l'oggettistica visibile all'interno del locale. Rigorosamente in stile coloniale. Lampadari in ferro battuto, artigianato spagnolo, olandese o africano, paralumi in tessuto, specchi di varie forme ed epoca. La vendita degli oggetti risulta vincente e per questo l'offerta è periodicamente rinnovata.
Questo format innovativo rivisita la classica caffetteria alla ricerca di un target esigente e dinamico, con esclusivi spazi di relax. A garanzia di qualità anche la scelta del partner leader nel settore bar: il supporto di macchinari Brasilia per esempio, il vasto assortimento di caffé creato esclusivamente per il locale dall'azienda Moak tra cui la miscela Colonial Café.
Greta Nicoletti