SEGNALATI 315 RISTORANTI DI SELVAGGINA
è di recente pubblicazione, a cura del Touring Club Italiano, la guida 'I ristoranti di selvaggina”, compendio di 225 pagine (testi di Alex Guzzi - 10 euro) che seleziona 315 locali in tutta la Penisola dove gustare ricette e specialità gastronomiche di cacciagione. Sono 264 i ristoranti, descritti per ambiente, specialità e prezzo; 51 gli agriturismo con scheda su ospitalità e cucina. Nel libretto sono anche inserite 40 ricette dettate da noti chef.
Dopo la Toscana (54 le segnalazioni sulla guida del Touring), la cui passione per la cucina venatoria affonda le sue radici nelle tradizioni legate alla caccia, la regione che su questa nuova guida annovera il maggior numero di locali - ben 38 - è la Lombardia. Tra le regioni del nord spiccano per numero di locali anche il Piemonte (38 i ristoranti segnalati), il Trentino Alto Adige (23), il Veneto (23) e con 21 locali l'Emilia Romagna. Sulla fascia alpina lombarda abbonda la selvaggina da pelo (camoscio, cervo, capriolo), meno numerose e limitate nei prelievi sono le specie di volatili della pianura, mentre sono sempre molto diffuse le carni selvatiche di cattura o allevamento, dalla lepre e pernice al fagiano. I locali lombardi inseriti nel volume: Abele, Al Tronco, Da Renzo, Il luogo di Aimo e Nadia, Il Teatro dell'Hotel Four Seasons, Osteria Il Giardinetto, Piero e Pia, Trattoria degli Orti (tutti a Milano); Le due colonne, Albignano d'Adda (Mi); Le Cascinette, Cerro al Lambro (Mi); Via del Borgo, Concorezzo (Mi); Da Orlando, Cusago (Mi); Osteria del Pomiroeu, Seregno (Mi); Agnello d'Oro (Bergamo); Della Torre, Trescore (Bg); Ponte di Briolo, Valbrembo (Bg); Il Gestore (Varese); Crotto Valtellina, Malnate (Va); Osteria di Porta Mosa (Cremona); Saltini, Pomponesco (Cr); La Cantina, Esine (Bs); Agriturismo venatorio La Pernice, Gargnano (Bs); Osteria di Bacco, Gianico (Bs); Alpino Da Rosa, Rezzato (Bs); Cavallino, Vione (Bs); Castello di Serle, Serle (Bs); La Nuova Fornace, Codevilla (Pv); Cascina Visconta, Santa Cristina e Bissone (Pv); Agriturismo venatorio Ferrari Giampiero, Sommo (Pv); Tenuta Limido, Zerbolò (Pv); Albergo Cacciatori, Esino Lario (Lc); il Tartufo, Revere (Mn); La Baita, Grosio (So); Sassella da Jim, Grosio (So); Crotasc, Mese (So); Terrazza Pirovano, Passo dello Stelvio (So); Osteria del Sole, Ponte in Valtellina (So); Ai Portici, Tirano (So).
Dopo la Toscana (54 le segnalazioni sulla guida del Touring), la cui passione per la cucina venatoria affonda le sue radici nelle tradizioni legate alla caccia, la regione che su questa nuova guida annovera il maggior numero di locali - ben 38 - è la Lombardia. Tra le regioni del nord spiccano per numero di locali anche il Piemonte (38 i ristoranti segnalati), il Trentino Alto Adige (23), il Veneto (23) e con 21 locali l'Emilia Romagna. Sulla fascia alpina lombarda abbonda la selvaggina da pelo (camoscio, cervo, capriolo), meno numerose e limitate nei prelievi sono le specie di volatili della pianura, mentre sono sempre molto diffuse le carni selvatiche di cattura o allevamento, dalla lepre e pernice al fagiano. I locali lombardi inseriti nel volume: Abele, Al Tronco, Da Renzo, Il luogo di Aimo e Nadia, Il Teatro dell'Hotel Four Seasons, Osteria Il Giardinetto, Piero e Pia, Trattoria degli Orti (tutti a Milano); Le due colonne, Albignano d'Adda (Mi); Le Cascinette, Cerro al Lambro (Mi); Via del Borgo, Concorezzo (Mi); Da Orlando, Cusago (Mi); Osteria del Pomiroeu, Seregno (Mi); Agnello d'Oro (Bergamo); Della Torre, Trescore (Bg); Ponte di Briolo, Valbrembo (Bg); Il Gestore (Varese); Crotto Valtellina, Malnate (Va); Osteria di Porta Mosa (Cremona); Saltini, Pomponesco (Cr); La Cantina, Esine (Bs); Agriturismo venatorio La Pernice, Gargnano (Bs); Osteria di Bacco, Gianico (Bs); Alpino Da Rosa, Rezzato (Bs); Cavallino, Vione (Bs); Castello di Serle, Serle (Bs); La Nuova Fornace, Codevilla (Pv); Cascina Visconta, Santa Cristina e Bissone (Pv); Agriturismo venatorio Ferrari Giampiero, Sommo (Pv); Tenuta Limido, Zerbolò (Pv); Albergo Cacciatori, Esino Lario (Lc); il Tartufo, Revere (Mn); La Baita, Grosio (So); Sassella da Jim, Grosio (So); Crotasc, Mese (So); Terrazza Pirovano, Passo dello Stelvio (So); Osteria del Sole, Ponte in Valtellina (So); Ai Portici, Tirano (So).g.l.
IL PONTE DI BRIOLO SUGGERISCE
CAPRIOLO AL VINO ROSSO Dove ha sede il ristorante 'Ponte di Briolo” di Valbrembo (Bg) già nel 1876 svolgeva la sua attività un locale di ristoro con annesso stallaggio per cavalli. Da diverse generazioni la gestione del ristorante è saldamente nelle mani della famiglia Assolari. Patron Augusto è affiancato nei numerosi compiti quotidiani dalla figlia Francesca e da una brigata di cuochi con Alberto Ravasio al timone da ben 25 anni e Paolo Riva instancabile tra i fornelli da due lustri buoni. Il 'Ponte di Briolo” è segnalato dalla nuova guida del Touring dedicata ai ristoranti di selvaggina per le sue specialità autunnali ed invernali: la lombatina di capriolo con vino rosso e mirtilli, la faraona disossata in carpione e, su ordinazione, salmì di lepre e ricette con cinghiale, capriolo ed altri selvatici. Il ristorante, in un ambiente dallo stile classico ed elegante, in questo periodo propone anche carrè d'agnello della Normandia 'pre salé” al timo, guancette di vitello e foiolo in umido, nonché ricette mediterranee di pesce. Ristorante Ponte di Briolo, via Briolo 2, Valbrembo (Bg). Tel 035 611197. Chiuso il mercoledì, si consiglia la prenot
CAPRIOLO AL VINO ROSSO Dove ha sede il ristorante 'Ponte di Briolo” di Valbrembo (Bg) già nel 1876 svolgeva la sua attività un locale di ristoro con annesso stallaggio per cavalli. Da diverse generazioni la gestione del ristorante è saldamente nelle mani della famiglia Assolari. Patron Augusto è affiancato nei numerosi compiti quotidiani dalla figlia Francesca e da una brigata di cuochi con Alberto Ravasio al timone da ben 25 anni e Paolo Riva instancabile tra i fornelli da due lustri buoni. Il 'Ponte di Briolo” è segnalato dalla nuova guida del Touring dedicata ai ristoranti di selvaggina per le sue specialità autunnali ed invernali: la lombatina di capriolo con vino rosso e mirtilli, la faraona disossata in carpione e, su ordinazione, salmì di lepre e ricette con cinghiale, capriolo ed altri selvatici. Il ristorante, in un ambiente dallo stile classico ed elegante, in questo periodo propone anche carrè d'agnello della Normandia 'pre salé” al timo, guancette di vitello e foiolo in umido, nonché ricette mediterranee di pesce. Ristorante Ponte di Briolo, via Briolo 2, Valbrembo (Bg). Tel 035 611197. Chiuso il mercoledì, si consiglia la prenot

