TRATTORIA PARTENOPEA: NON SOLO PIATTI DI MARE
Sono originari di Capri e nella cucina di mare, a Bergamo hanno fatto scuola. La famiglia Federico nella terra della polenta e del Giupì è conosciutissima per aver aperto nel 1975 la trattoria Caprese, gestita dallo chef Bruno fino allo scorso luglio, a circa un anno di distanza dal trasferimento nel nuovo ristorante di Mozzo. Le novità, col passare del tempo non si limitano alla nuova attività ma anche e soprattutto al ricambio generazionale, che anche per questi ristoratori di successo è già iniziato. Risale, infatti, a un paio di mesi fa l'idea dei figli Antonella ed Enrico di ridare slancio alla gestione della storica trattoria di via Crocette a Mozzo, che cambia la sua insegna in 'Trattoria Partenopea”. Immutato l'ambiente, caldo e raffinato, un salotto abbellito da oggettti, quadri e ricordi della terra d'origine dei Federico. Ciò che cambia è invece il menu, che affianca alle specialità marinare capresi i piatti di terra della tradizione partenopea. Si va dalla pizza rustica con verdure nelle sue diverse varianti (non è la classica pizza bensì una gustosa torta salata), alla mozzarella di bufala campana, dai cannelloni alla napoletana ripieni di ricotta, pomodoro, crudo e mozzarella, al raviolo alla caprese con caciotta, maggiorana e condimento di pomodoro fresco. Tra i secondi un controfiletto alla pizzaiola dai sapori mediterranei, grazie alla cottura in padella con pomodoro, capperi e olive; la parmigiana di melanzane o le verdurine di stagione fritte in pastella da gustare insieme agli arancini di riso, alle crocchette di patate e al raviolo caprese nella versone fritta con o senza acciuga e pomodoro a 'decorazione”. Dall'esperienza ultradecennale del cuoco 28enne Michele Quarenghi prendono forma antiche ricette, interpretate con personalità e un tocco di modernità. Il sughillo, emulsione di prezzemolo, olio, peperoncino e limone andrà ad insaporire il controfiletto alla griglia e con la stagione invernale a riscaldare corpo ed animo raffreddati, saranno zuppe e paste con verdure, piatti poveri ma ricchi di tradizione e saggezza contadina. La ventata di novità si legge nella filosofia di Antonella Federico, che dopo la gavetta alla scuola alberghiera e in cucina coi genitori, punta a far riassaporare, specialmente ai giovani, il piacere della buona tavola, di quei piatti che non inseguono a tutti i costi le mode del momento ma che valorizzano le antiche ricette della tradizione e della cucina regionale. Per colpire nel segno ecco, quindi, la nuova formula per il mezzogiorno che si affianca al menu alla carta: piatti unici, dai taglieri misti ai piatti di pasta con pesce, carne o verdure, un contorno, un bicchiere di vino, un assaggio di dolce, acqua e caffè, ad un prezzo che va dai 15 ai 30 euro. Ma non è tutto: la sera del lunedì, giorno di chiusura con la domenica, saranno presto organizzate cene-degustazione e incontri a tema dedicati all'enogastronomia.

