La questione dei rimborsi per i viaggi annullati a causa della pandemia è giunta ad un epilogo. La Commissione Europea infatti ha archiviato la procedura d’infrazione contro l’Italia definendo che emettere voucher invece che la restituzione del denaro speso dal cliente è lecito. Nei mesi scorsi il dibattito era diventato anche piuttosto acceso dal momento che i consumatori lamentavano questa metodologia utilizzata diffusamente e che anche l’Europa in un primo momento aveva giudicato illecita.

Sì ai voucher - Vacanza annullate dalla pandemia Sì dell'Europa ai voucher
Sì ai voucher

Un sospiro di sollievo per gli operatori turistici che possono dunque contare su un mezzo che consente loro di continuare a disporre di liquidità e di non “perdere la faccia” avendo scelto questa via. Nel corso della disquisizione voucher sì-voucher no (che riguardava con un capitolo diverso anche i voli), il decreto rilancio diventato legge a luglio aveva esteso da 12 a 18 mesi la validità dei voucher, almeno per quelli emessi prima dell’entrata in vigore della norma oltre alla possibilità di ricevere il rimborso in denaro solo alla scadenza del voucher che, tra l’altro, potevano essere emessi senza consenso del viaggiatore solo fino al 31 luglio 2020.

Da qui in poi era stato ripristinato il Codice del Turismo che prevede il rimborso in denaro e non con i voucher in caso di causa di forza maggiore. Un chiarimento che archivia uno dei tanti punti di domanda relativi ad un settore che sta soffrendo come non mai e che, per quanto riguarda le agenzie di viaggio non potrà nemmeno godere dei fondi derivanti dal prossimo ristori bis.