Il rapporto tra vaccino e immunità è al centro delle questioni trattate in questo iniziale periodo di campagna di vaccinazione - ma interessa anche la maggior conoscenza acquisita sul Covid-19. Una ricerca anglosassone dà una risposta alla domanda che molti si sono posti: Per chi ha avuto una forma lieve di coronavirus o un'infezione asintomatica, quanto dura l'immunità protettiva? Per quanto tempo permangono gli anticorpi? Secondo la scoperta dei ricercatori del Regno Unito (pubblicata sulla rivista Science Immunology), la presenza di anticorpi neutralizzanti nelle 16-18 settimane successive all'infezione è confermata in circa il 90% delle persone che ha avuto una forma lieve o asintomatica. Questo risultato fornisce importanti rassicurazioni sul fatto che la risposta immunitaria nei confronti del virus Sars-CoV-2 non sia di breve durata (come hanno suggerito alcune ricerche precedenti): questa è una buona notizia anche per le campagne di vaccinazione attualmente in corso.

L'immunità è stata rilevata in forma soddisfacente nell'89% del campione - Scoperta l'immunità duratura anche per gli asintomatici
L'immunità è stata rilevata in forma soddisfacente nell'89% del campione

Lo studio è stato portato avanti dai ricercatori della Queen Mary, dell'Imperial College e dell'University College di Londra; ha preso in esame sia l'immunità umorale (ovvero quella mediata da molecole come gli anticorpi), sia l'immunità cellulare (ovvero, quella determinata dai linfociti) per 136 operatori sanitari degli ospedali di Londra - di cui 76 con una forma lieve o asintomatica di Covid-19. «Ecco la prova dell'immunità duratura che molti stavano aspettando», ha dichiarato Aine McKnight, professoressa di Patologia virale presso il Blizard Institute della Queen Mary University di Londra.

I risultati dello studio indicano che l'89% degli operatori sanitari aveva un livello rilevabile (e ritenuto protettivo) di anticorpi neutralizzanti nelle 16-18 settimane successive all'infezione e che la maggior parte degli operatori aveva anche cellule T (in riferimento alla presenza di linfociti di cui sopra) in grado di riconoscere diverse parti del virus e dunque di contribuire alla protezione. «Questa è una scoperta importante poiché i sintomi lievi o addirittura assenti di Covid-19 sono molto comuni e rappresentativi della maggior parte delle infezioni nella comunità – ha aggiunto Corinna Pade, coautrice dello studio e ricercatrice post-dottorato presso la Queen Mary – Queste abbondanti risposte immunitarie danno anche speranza per l’efficacia a lungo termine dei vaccini».

I ricercatori hanno comunque osservato che non sempre la risposta umorale e quella cellulo-mediata persistevano in egual misura: «Le risposte delle cellule T tendevano ad essere inferiori a seguito di infezione asintomatica rispetto a coloro che hanno riportato sintomi di Covid-19 (come tosse secca e febbre), mentre i livelli di anticorpi neutralizzanti erano presenti indipendentemente dai sintomi». Dopo questa conclusione, i ricercatori suggeriscono buone probabilità che lo sviluppo di anticorpi e l'eventuale risposta delle cellule T in seguito a forme lievi o asintomatiche di Covid-19 possano fornire un certo grado di protezione dalle re-infezioni.