In Italia si fanno i conti con le nuove decisioni del Governo e delle Regioni che non piacciono alle categorie più colpite e dimenticate. Proprio a Napoli, i ristoratori sono scesi in piazza per protestare contro la decisone di De Luca di lasciare la Campania in zona arancione. Mentre a Milano, ma non solo, i locali si sono riempiti in vista della zona rossa totale. Intanto, però i contagi oggi, 19 dicembre, sono 16.308 con 176.185 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore e le vittime 553. Ieri i positivi erano stati 17.992, i morti 674. Il tasso di positività scende dunque al 9,2%. Ma anche se i nuovi casi sono sotto quota 20mila dal 6 dicembre, bisogna comunque scendere sotto la soglia di 10mila per poter riattivare il contract tracing e avere sotto controllo l’epidemia.

Ristoratori in piazza contro De Luca A Milano i locali si riempiono
Ristoratori bloccano il lungomare a Napoli per protesta contro il Governatore De Luca

Milano, ristoranti pieni e in coda per shopping e ultimo spritz

E gli italiani? In attesa che la Nazione diventi ufficialmente rossa, forse non sono così ligi alle regole. I milanesi (e non solo), ad esmpio, oggi si sono riversati in centro per comperare i regali e fare un ultimo brindisi con gli amici. Molti i gruppi di ragazzi nella zona di corso Como e anche in piazza Duomo, ma anche coppie e famiglie piene di pacchetti. Pieni anche diversi ristoranti all'ora di pranzo con gruppi di colleghi, o di compagni di scuola e affollati anche i tavoli all'aperto dei bar famosi per l'aperitivo.

La Campania resta zona arancione
Così proprio per evitare tutto ciò, l’Unità di Crisi della Regione Campania ha confermato per la Regione le limitazioni già in vigore con la «zona arancione».

Ristoratori e commercianti in piazza contro De Luca
Una decisione che non è piaciuta ai ristoratori che sono scesi in piazza. I manifestanti, oltre un centinaio, hanno allestito una barriera su via Caracciolo, lato piazza Vittoria, per bloccare il traffico e annunciano di non volersi allontanare fino alla revoca del provvedimento regionale. Anche le associazioni di categoria si sono mobilitate contro l'ordinanza, ricordando che migliaia di operatori avevano già acquistato le derrate fresche e richiamato il personale in vista della riapertura di domani.

Veneto: ancora la regione con più casi
Intanto a Nord, il Veneto è la regione più colpita d’Italia per numero di nuovi casi (+3.834 positivi) e per numero di decessi (+114 morti). È così per il secondo giorno di fila. Inoltre, nella regione di Zaia si verifica pure il maggior numero di ingressi in terapia intensiva (+41). Hanno un incremento di contagi a quattro cifre: Lombardia (+1.944), Emilia-Romagna (+1.641), Lazio (+1.410) e Puglia (+1.382).

La nuova variante di Covid circola più velocemente
Il tutto con una notizia che di certo preoccupa non poco: le autorità britanniche hanno informato l’Organizzazione mondiale della Sanità che la nuova variante del coronavirus rintracciata nel sudest dell’Inghilterra può circolare più velocemente. Chris Whitty, che è a capo dell’autorità sanitaria in Inghilterra, ha tuttavia precisato che non è ancora chiaro se questa nuova variante risulti più letale.

Lockdown duro in Inghilterra
Ma di certo non si può stare sereni tanto che il premier britannico Boris Johnson ha annunciato che a partire da domattina Londra, il Sud Est e l'Est dell'Inghilterra entreranno nella cosiddetta 'tier 4', il massimo livello di allerta che prevede le restrizioni più dure per contrastare la circolazione del coronavirus. Misure equivalenti a quelle introdotte in Inghilterra a novembre e che rimarranno in vigore per due settimane, con una verifica attesa per il 30 dicembre.