
Pietro Ruffoni, pioniere del “tech” al servizio della ristorazione
Nonostante la giovane età, è stato inserito da Forbes nella classifica dei 100 top manager innovatori italiani. La sua startup HealthyFood vanta prodotti innovativi per la gestione dei locali. Per la prima volta è stato inserito tra i candidati del sondaggio Personaggio dell’anno di Italia a Tavola
01 gennaio 2021 alle ore 17:37
Pietro Ruffoni, giovane vicentino, fondatore nel 2018 di HealthyFood, una startup attiva nel mondo delle nuove tecnologie, è stato nominato all’interno della classifica di Forbes tra i 100 top manager innovatori italiani. Famiglia di imprenditori nel settore delle concerie, liceo scientifico, studi universitari interrotti per seguire il progetto e la nascita della società che oggi occupa 12 interni e molti collaboratori esterni. Nel portfolio di HealtyFood tre prodotti innovativi: la Carta di Identità Alimentare, MyCIA e My Contactless Menu, tutte applicazioni utili al mondo della ristorazione.
Ruffoni quest’anno per la prima volta è stato inserito tra i candidati del sondaggio Personaggio dell’anno dell’enogastronomia e dell’accoglienza, nella categoria Opinion leader, che tra poche ore segnerà la chiusura del 1° turno: alle 12 di lunedì 4 gennaio si fermeranno le votazioni e solo i primi 12 classificati in ogni categoria potranno accedere al 2° turno, che ripartirà alle 18 dello stesso giorno. Clicca qui per votare!

Dalla classifica di Forbes al sondaggio di Italia a Tavola...
Sono soddisfatto di vedermi affiancato a personaggi come Alessandro Borghese e Bruno Barbieri. Per quanto riguarda Forbes, all’inizio non mi sembrava vero. Poi la motivazione per la scelta, ovvero essere un’azienda che ha realizzato soluzioni innovative per combattere il Covid, aiuta a credere in quello che stai facendo.
L’idea della Carta di Identità Alimentare ti è venuta perché hai delle allergie?
Non ho nessun tipo di allergia, ma solo delle “non preferenze” che mi hanno spinto a farla. Il 78% delle persone ha una “non preferenza” che purtroppo viene considerata quasi come un’allergia. Ad oggi l’app è stata scaricata da 75mila persone. Inoltre, abbiamo deciso di dare un contributo a tutti i ristoratori che vivono momenti difficili donando per ogni download effettuato fino a fine anno 0,10 euro all’associazione Imprenditore Non Sei Solo. Abbiamo anche partecipato a Solidarietà Digitale.
Dei tre prodotti che avete sviluppato, quale ritieni sia il più utile?
Dal punto di vista del B2C sicuramente MyCIA, lanciata nel dicembre 2019 e disponibile su iOS e Android, che permette prima di andare al ristorante di selezionare il locale in base al tuo stile alimentare. Trovare online dei menu completi ed aggiornati non è facile. L’app inoltre visualizza l’elenco degli ingredienti per ogni piatto. Una volta scelto il ristorante si può utilizzare la stessa app per prenotare un tavolo, ordinare anche per il delivery. Per il B2B invece My Contactless Menu, nato per ridurre a zero il rischio di contagio, diventato un pacchetto di servizi a valore aggiunto per la digitalizzazione della ristorazione. Ad oggi hanno aderito ben 2.600 locali in tutta Italia.
Progetti futuri?
Il nostro obiettivo per il 2021 è quello di diventare il più grande portale di menu italiani, sempre aggiornato. Puntiamo sulla crescita e intanto stiamo studiando iniziative per il mercato estero.
Ruffoni quest’anno per la prima volta è stato inserito tra i candidati del sondaggio Personaggio dell’anno dell’enogastronomia e dell’accoglienza, nella categoria Opinion leader, che tra poche ore segnerà la chiusura del 1° turno: alle 12 di lunedì 4 gennaio si fermeranno le votazioni e solo i primi 12 classificati in ogni categoria potranno accedere al 2° turno, che ripartirà alle 18 dello stesso giorno. Clicca qui per votare!

Pietro Ruffoni
Dalla classifica di Forbes al sondaggio di Italia a Tavola...
Sono soddisfatto di vedermi affiancato a personaggi come Alessandro Borghese e Bruno Barbieri. Per quanto riguarda Forbes, all’inizio non mi sembrava vero. Poi la motivazione per la scelta, ovvero essere un’azienda che ha realizzato soluzioni innovative per combattere il Covid, aiuta a credere in quello che stai facendo.
L’idea della Carta di Identità Alimentare ti è venuta perché hai delle allergie?
Non ho nessun tipo di allergia, ma solo delle “non preferenze” che mi hanno spinto a farla. Il 78% delle persone ha una “non preferenza” che purtroppo viene considerata quasi come un’allergia. Ad oggi l’app è stata scaricata da 75mila persone. Inoltre, abbiamo deciso di dare un contributo a tutti i ristoratori che vivono momenti difficili donando per ogni download effettuato fino a fine anno 0,10 euro all’associazione Imprenditore Non Sei Solo. Abbiamo anche partecipato a Solidarietà Digitale.
Dei tre prodotti che avete sviluppato, quale ritieni sia il più utile?
Dal punto di vista del B2C sicuramente MyCIA, lanciata nel dicembre 2019 e disponibile su iOS e Android, che permette prima di andare al ristorante di selezionare il locale in base al tuo stile alimentare. Trovare online dei menu completi ed aggiornati non è facile. L’app inoltre visualizza l’elenco degli ingredienti per ogni piatto. Una volta scelto il ristorante si può utilizzare la stessa app per prenotare un tavolo, ordinare anche per il delivery. Per il B2B invece My Contactless Menu, nato per ridurre a zero il rischio di contagio, diventato un pacchetto di servizi a valore aggiunto per la digitalizzazione della ristorazione. Ad oggi hanno aderito ben 2.600 locali in tutta Italia.
Progetti futuri?
Il nostro obiettivo per il 2021 è quello di diventare il più grande portale di menu italiani, sempre aggiornato. Puntiamo sulla crescita e intanto stiamo studiando iniziative per il mercato estero.


