I lacci e lacciuoli della cosa pubblica hanno mandato in confusione i bar delle Marche. Ci è voluta un’inchiesta del Corriere Adriatico per fare ordine. Veniamo ai fatti. Nel decreto della Regione datato 26 aprile si dava il via libera ai cibi da asporto, purché con prenotazione, ma senza consumazione nei pressi del locale. Asporto puro, insomma. Le bevande, però, non potevano essere vendute singolarmente, ma solo se accompagnate da alimenti. Quindi stop alla sola tazzina. Punto.

Marche, nel caos l'asporto dai bar Oggi l'ordinanza che fa chiarezza
L’ordinanza della Regione svincola l’espresso da ogni forma di food, ma sempre su ordinazione

Questo il nucleo che ha originato il caos e, si presume, insofferenza da parte dei consumatori. «L’obiettivo vero – hanno spiegato dal servizio Commercio della Regione - era quello di vietare l’asporto tout court degli alcolici. E scoraggiarlo vincolandolo all’asporto del cibo». Mentre al market a fianco si poteva uscire con litri di spirits senza neppure un’oliva.

Secondo la spiegazione dei Tecnici della Regione, riportata dal Corriere Adriatico, «Il decreto nasceva per mettere in condizione di far riaprire i ristoranti anche se la norma era destinata a un gruppo di attività che nel decreto sono descritte come esercizi di somministrazione di alimenti e bevande».

La scossa procurata dal quotidiano marchigiano ha dato i suoi frutti. La Regione ha controllato il Dpcm del 4 maggio constatando che si consentiva “l’asporto di cibi e bevande”: ‘e’ bevande, non ‘con’ bevande. L’interpretazione ha portato alla liberazione del caffè dalle manette del cibo.
E oggi l’ordinanza della Regione svincola l’espresso da ogni forma di food, ma sempre su ordinazione.

Abbiamo però voluto sentire il polso della situazione facendo un volo radente su alcuni locali marchigiani. «A dir la verità – raccontano dallo Zip Bar di Ancona – non sappiamo niente, né dell’ordinanza di oggi , né dei fatti precedenti. Noi l’asporto lo facciamo tranquillamente: panino, pizzetta, espresso…».

Rigorosi al Caffè Bistrò di Ascoli Piceno: «Abbiamo seguito la regola e abbiamo sempre accompagnato il caffè con qualcosa da mangiare, per esempio un pasticcino. Ma il vero problema è che non c’è gente in giro. Dal 4 maggio qualcuno in più si vede, ma sono persone che passeggiano, che prendono una boccata d’aria. C’è ancora paura e qui il lockdown è stato rispettato. Noi per ora stiamo facendo ancora poco asporto, ma siamo circondati da un uffici, in smart working, e scuole, chiuse».

«Effettivamente c’è stata un po’ di confusione – spiegano dal Bar Mercurio di Macerata -Non si sapeva e capiva come fare. Abbiamo comunque sanificato tutto, installato i plexiglass e non è ancora chiaro se si può entrare uno alla volta oppure no. Per non saper né leggere né scrivere effettuiamo il servizio di asporto all’esterno. L’espresso con cibo o senza? Lo abbiamo abbinato a un cioccolatino o a una pralina. Sempre di food si tratta».