L'«effetto weekend», meno tamponi, perché la domenica sono comunicati i test processati durante il sabato che in sono in quantità inferiore rispetto a quelli analizzati nei giorni infrasettimanali, non attenua la curva epidemiologica:   il rapporto di casi su tamponi rimane pressoché invariato al 17%, segno che anche oggi si individuano 17 positivi per ogni 100 test e i numeri sono comunque alti — sopra quota 30 mila —, al punto da richiedere l’ingresso di altre Regioni in zona rossa. Per vedere i primi effetti del Dpcm sulla curva bisogna aspettare almeno qualche settimana. Ma la preoccupazione maggiore riguarda la tenuta del sistema sanitario, messo a dura prova dall’aumento dei malati ospedalizzati.

La Regione più colpita rimane la Lombardia (dall’inizio della seconda ondata) che però quasi dimezza i casi quotidiani (sono +6.318), mentre al suo record si trova la Campania con 4.601 nuovi contagiati (superato il suo picco di +4.508 del 6 novembre).

La lombardia dimezza i contagi ma ci sono 40mila tamponi in meno

Sono in particolare 32.616 i nuovi casi di positività al coronavirus nelle ultime 24 ore (7.195 in meno rispetto a ieri quando i contagiati erano stati 39.811). Le vittime sono 331 (94 in meno rispetto a ieri). Sono stati 191.144  i nuovi tamponi effettuati, circa 40mila in meno dei 231.673 di ieri. Lo riportano i dati diffusi dal ministero della Salute. Complessivamente sono 935.104 i contagiati, comprese vittime e guariti, mentre il totale dei morti è di 41.394.

In Italia, dall’inizio dell’epidemia di coronavirus, almeno 935.104 persone (+32.616 rispetto a ieri, +3,6%; ieri +39.811) hanno contratto il virus Sars-CoV-2. Di queste, 41.394 sono decedute (+331, +0,8%; ieri +425) e 335.074 sono state dimesse (+6.183, +1,9%; ieri +5.966). Attualmente i soggetti positivi dei quali si ha certezza sono 558.636 (+26.100, +4,9%; ieri +33.418) e sono visibili nella quinta colonna da destra della tabella in alto; il conto sale a 935.104 — come detto sopra — se nel computo ci sono anche i morti e i guariti, conteggiando cioè tutte le persone che sono state trovate positive al virus dall’inizio dell’epidemia. La preoccupazione maggiore riguarda la tenuta del sistema sanitario messo a dura prova dall’aumento degli ospedalizzati.

I tamponi sono stati 191.144, ovvero 40.529 in meno rispetto a ieri quando erano stati 231.673 Mentre il tasso di positività è intorno al 17% (precisamente 17,06%): vuol dire che su 100 tamponi eseguiti 17 sono risultati positivi; come ieri quando era di circa il 17% (precisamente 17,18%). Questa percentuale dà l’idea dell’andamento dei contagi, indipendentemente dal numero di test effettuati.

Aumenta ancora la pressione sui reparti Covid. I pazienti ricoverati con sintomi sono 26.440 (+1.331, +5,3%; ieri +1.104), mentre i malati più gravi in terapia intensiva sono 2.749 (+115, +4,4%; ieri +119). Questi dati sono visibili nella tabella in alto, nella seconda e nella terza colonna da sinistra. Ricordiamo che il picco di ricoveri si è verificato il 4 aprile con 29.010 persone in ospedale e il picco di malati in terapia intensiva si è verificato il 3 aprile con 4.068 pazienti in questo reparto.