Infomycity rivoluziona i locali. Prenotazioni in sicurezza
Scopri, guarda, cerca, trova e prenota. Tutto con una applicazione gratuita che consente di trovare ristoranti, pub, lounge bar, wine bar, night club, stabilimenti balneari e spa
Mercato vivace quello che, nell’ambito della ristorazione, sta impattando sulle attività delicate delle prenotazioni e dei pagamenti. Ai big players a livello mondiale si accosta qualche ardimentosa impresa locale che scende in agone competitivo, ben consapevole che con una vision ben chiara, sottesa a lucida strategia, con competenze giuste e crescenti e con passione infinita, i risultati saranno lusinghieri.
È il caso di Infomycity. Per conoscere meglio questo nuovo servizio abbiamo intervistato Fabio Settanni, direttore della comunicazione e socio di Infomycity.

Infomycity è una coproduzione italo-francese, possiamo dire così?
Esattamente. Noi soci siamo tutti italiani, ma la sede legale è in Francia, così come sono francesi molti nostri collaboratori.
La necessaria volontà di espansione con la conseguente esigenza di incrementare il capitale vi mette nella condizione di cercare apporti con il crowdfunding. Come farete?
I fondi di Infomycity sono tutti da capitali privati, ma a breve saremo su Wissed, la più grande piattaforma di equity crowdfunding francese, per una grande raccolta fondi. Ovviamente al momento attuale le nostre necessità sono coperte dai sopracitati fondi privati.
Il motto di Infomycity è intrigante ed è sfida considerevole: “Prenota e paga tutto quello di cui hai bisogno intorno a te”. Cosa sottende una promessa del genere al mercato?
Questa è una domanda chiave a cui rispondo molto volentieri. In questo motto c’è l’essenza di cosa è Infomycity. La piattaforma che abbiamo sviluppato è al momento completamente gratuita, ed è a disposizione di tutte le attività commerciali di ristorazione, bar, night-life e altro ancora. Tramite questa piattaforma, i manager dei locali potranno gestire tutti gli aspetti legati alla loro attività, comprese le prenotazioni e i pagamenti; esiste ovviamente anche una versione per i clienti, che può essere utilizzata per prenotare e pagare.
“Completamente gratuita” mi fa sorgere un interrogativo: dove sta il revenue stream?
Allo stato attuale sono tutte funzioni assolutamente gratuite per entrambi: Noi possiamo permetterci di dare a costo zero sia agli imprenditori che alla clientela tutte le funzionalità che ora la concorrenza fa profumatamente pagare perché ricaveremo entrate e risorse dal settore pubblicitario.
Avete in programma di gestire voi all’interno dell’azienda l’advertising o vi avvarrete di agenzie specializzate?
Diciamo così: il 30% sarà affidato ad agenzie specializzate (ad esempio MoPub e Google), il restante 70% verrà gestito da noi attraverso i nostri moduli pubblicitari.
Farete cernita degli inserzionisti?
Ovviamente gli inserzionisti saranno valutati da noi, e in ogni caso dovranno essere del settore della ristorazione e dell’enogastronomia, quelli in cui la nostra piattaforma opera.

Dicevi in apertura, caro Fabio, che le app sono due. Una è pertinente al ristoratore e l’altra all’end user. Quali sono le caratteristiche salienti dell’app rivolta al ristoratore?
Le posso elencare così:
Come calcolate un risparmio medio giornaliero di 60 €? Anzi, diciamola diversamente, posto che il singolo punto vendita faccia 60 coperti al giorno, gli state pressoché garantendo/promettendo un risparmio di 1 € a coperto?
Da quello che risulta dalle nostre ricerche di mercato, il costo a coperto è di 2 euro più un costo mensile di utilizzo pieno dell’app che va dai 50 ai 100 euro in base al tipo di abbonamento. Ti aggiungo che nelle ultime settimane abbiamo letto molte notizie non esaltanti su TheFork, che è il nostro primo naturale competitor. Ma pensiamo anche a Quandoo e OpenTable come concorrenti naturali.
Quali sono invece le caratteristiche salienti della app dell’end user?
Infomycity consente all’utente di trovare, in tutto il mondo, tutti i luoghi dedicati alla vita sociale e ordinati per tipologia. Scoprire, guardare, cercare, trovare e prenotare tutte le tipologie di ristoranti, pub, lounge bar, club, wine bar, night club, stabilimenti balneari e spa. Inoltre, la registrazione sarà richiesta solo se l’utente desidera prenotare e pagare; diversamente non è obbligatoria. Ovviamente, aggiungo, la registrazione sarà utile per salvare i propri locali preferiti.
Il fatto che abilitiate anche il pagamento significa che avete accordi commerciali e integrazione di software con realtà dell’e-payment?
Certamente sì! Abbiamo un accordo con circuito PayPal e stiamo concludendo un accordo con Satispay. Andremo poi in trattativa con la piattaforma Nex per la gestione dei Pos. Per quanto riguarda i pagamenti con la criptovaluta ci appoggeremo a BitPay.
Insomma da follower alle spalle di TheFork a leader di questo mercato: è questo il vostro intento?
Esatto! Abbiamo il vantaggio di poter imparare da chi prima di noi ha affrontato questo business, e riteniamo fortemente di poter diventare una nuova e grossa risorsa per tutti coloro che ruotano dentro o intorno al mondo della ristorazione.

Quante e quali persone lavorano in azienda?
Attualmente abbiamo un gruppo di 5 persone che si occupa di programmazione e della gestione degli aspetti informatici, 2 persone che si occupano del digital marketing, 5 rappresentanti, oltre a noi soci che siamo 5. L’età media è circa 35 anni. Le skills sono molto stratificate e decisamente importanti: ognuno di noi ha capacità specifiche nel proprio settore.
Per adesso del settore Horeca avete approcciato il cuore (“Re”). Agevolmente presumo che vorrete espandere la vostra attività anche verso “Ho”, andando cioè sul mercato degli alberghi. È così?
Esattamente. Crediamo che si è ricchi di progetti a venire, e non di medaglie conquistate. Abbiamo intenzione di espandere la nostra attività agli hotel e infatti abbiamo avviato colloqui con Federalberghi. È evidente come allo stato attuale le grosse compagnie di prenotazione offrano servizi a prezzi decisamente alti. Tu ci pensi, Vincenzo, che una realtà non italiana come Booking, che chiede commissioni che sfiorano il 20% è come se fosse diventata azionista di tutti gli alberghi italiani, azionista che partecipa agli utili ma non agli investimenti! Noi pensiamo di poter offrire un’alternativa vera ed economica. Per i bar/caffè vale lo stesso discorso: pensiamo di poter offrire tools notevolmente utili anche a loro.
Quali sono le vostre previsioni aziendali di performance inteso come numero di ristoranti e numero di utenti dell’app end user di qui alla primavera 2021?
A breve partiremo con una grande campagna pubblicitaria sui maggiori social, rivolta sia all’end user sia al manager. Auspichiamo di aver fatto salire a bordo almeno 2mila locali con un volume conseguente di utenti finale non facilmente quantificabile.
Bene, obiettivo ardimentoso ma non velleitario. Una bella sfida, complimenti.
Grazie Vincenzo! Lasciami solo dire una cosa ancora: pensiamo che con l’appoggio di tutte le categorie del settore, potremo diventare una grande risorsa per i locali e per gli utenti e chiaramente raggiungere il successo e la posizione che ci competono.
Per informazioni: infomycity.com
È il caso di Infomycity. Per conoscere meglio questo nuovo servizio abbiamo intervistato Fabio Settanni, direttore della comunicazione e socio di Infomycity.

Infomycity Manager è un modo innovativo per restare in contatto con i propri clienti, promuovere eventi e ricevere prenotazioni
Infomycity è una coproduzione italo-francese, possiamo dire così?
Esattamente. Noi soci siamo tutti italiani, ma la sede legale è in Francia, così come sono francesi molti nostri collaboratori.
La necessaria volontà di espansione con la conseguente esigenza di incrementare il capitale vi mette nella condizione di cercare apporti con il crowdfunding. Come farete?
I fondi di Infomycity sono tutti da capitali privati, ma a breve saremo su Wissed, la più grande piattaforma di equity crowdfunding francese, per una grande raccolta fondi. Ovviamente al momento attuale le nostre necessità sono coperte dai sopracitati fondi privati.
Il motto di Infomycity è intrigante ed è sfida considerevole: “Prenota e paga tutto quello di cui hai bisogno intorno a te”. Cosa sottende una promessa del genere al mercato?
Questa è una domanda chiave a cui rispondo molto volentieri. In questo motto c’è l’essenza di cosa è Infomycity. La piattaforma che abbiamo sviluppato è al momento completamente gratuita, ed è a disposizione di tutte le attività commerciali di ristorazione, bar, night-life e altro ancora. Tramite questa piattaforma, i manager dei locali potranno gestire tutti gli aspetti legati alla loro attività, comprese le prenotazioni e i pagamenti; esiste ovviamente anche una versione per i clienti, che può essere utilizzata per prenotare e pagare.
“Completamente gratuita” mi fa sorgere un interrogativo: dove sta il revenue stream?
Allo stato attuale sono tutte funzioni assolutamente gratuite per entrambi: Noi possiamo permetterci di dare a costo zero sia agli imprenditori che alla clientela tutte le funzionalità che ora la concorrenza fa profumatamente pagare perché ricaveremo entrate e risorse dal settore pubblicitario.
Avete in programma di gestire voi all’interno dell’azienda l’advertising o vi avvarrete di agenzie specializzate?
Diciamo così: il 30% sarà affidato ad agenzie specializzate (ad esempio MoPub e Google), il restante 70% verrà gestito da noi attraverso i nostri moduli pubblicitari.
Farete cernita degli inserzionisti?
Ovviamente gli inserzionisti saranno valutati da noi, e in ogni caso dovranno essere del settore della ristorazione e dell’enogastronomia, quelli in cui la nostra piattaforma opera.

Fabio Settanni
Dicevi in apertura, caro Fabio, che le app sono due. Una è pertinente al ristoratore e l’altra all’end user. Quali sono le caratteristiche salienti dell’app rivolta al ristoratore?
Le posso elencare così:
- chat diretta con il cliente;
- possibilità di visionare il Modulo Covid del cliente;
- ricevere pagamenti e anticipi diretti anche in bitcoin sul conto dell’azienda;
- possibilità di creare eventi/sconti/promozioni e pubblicizzarli istantaneamente sulla mappa di Infomycity;
- possibilità di inserire manualmente tavoli/clienti, planimetria tavoli e prenotazioni, statistiche, cronologia prenotazioni;
- dal modulo marketing possibilità di mandare inviti e promozioni a singoli o gruppi;
- possibilità di creare la scheda cliente.
Come calcolate un risparmio medio giornaliero di 60 €? Anzi, diciamola diversamente, posto che il singolo punto vendita faccia 60 coperti al giorno, gli state pressoché garantendo/promettendo un risparmio di 1 € a coperto?
Da quello che risulta dalle nostre ricerche di mercato, il costo a coperto è di 2 euro più un costo mensile di utilizzo pieno dell’app che va dai 50 ai 100 euro in base al tipo di abbonamento. Ti aggiungo che nelle ultime settimane abbiamo letto molte notizie non esaltanti su TheFork, che è il nostro primo naturale competitor. Ma pensiamo anche a Quandoo e OpenTable come concorrenti naturali.
Quali sono invece le caratteristiche salienti della app dell’end user?
Infomycity consente all’utente di trovare, in tutto il mondo, tutti i luoghi dedicati alla vita sociale e ordinati per tipologia. Scoprire, guardare, cercare, trovare e prenotare tutte le tipologie di ristoranti, pub, lounge bar, club, wine bar, night club, stabilimenti balneari e spa. Inoltre, la registrazione sarà richiesta solo se l’utente desidera prenotare e pagare; diversamente non è obbligatoria. Ovviamente, aggiungo, la registrazione sarà utile per salvare i propri locali preferiti.
Il fatto che abilitiate anche il pagamento significa che avete accordi commerciali e integrazione di software con realtà dell’e-payment?
Certamente sì! Abbiamo un accordo con circuito PayPal e stiamo concludendo un accordo con Satispay. Andremo poi in trattativa con la piattaforma Nex per la gestione dei Pos. Per quanto riguarda i pagamenti con la criptovaluta ci appoggeremo a BitPay.
Insomma da follower alle spalle di TheFork a leader di questo mercato: è questo il vostro intento?
Esatto! Abbiamo il vantaggio di poter imparare da chi prima di noi ha affrontato questo business, e riteniamo fortemente di poter diventare una nuova e grossa risorsa per tutti coloro che ruotano dentro o intorno al mondo della ristorazione.

Le prenotazioni avvengono in tempo reale ed è possibile comunicare via chat con i clienti
Quante e quali persone lavorano in azienda?
Attualmente abbiamo un gruppo di 5 persone che si occupa di programmazione e della gestione degli aspetti informatici, 2 persone che si occupano del digital marketing, 5 rappresentanti, oltre a noi soci che siamo 5. L’età media è circa 35 anni. Le skills sono molto stratificate e decisamente importanti: ognuno di noi ha capacità specifiche nel proprio settore.
Per adesso del settore Horeca avete approcciato il cuore (“Re”). Agevolmente presumo che vorrete espandere la vostra attività anche verso “Ho”, andando cioè sul mercato degli alberghi. È così?
Esattamente. Crediamo che si è ricchi di progetti a venire, e non di medaglie conquistate. Abbiamo intenzione di espandere la nostra attività agli hotel e infatti abbiamo avviato colloqui con Federalberghi. È evidente come allo stato attuale le grosse compagnie di prenotazione offrano servizi a prezzi decisamente alti. Tu ci pensi, Vincenzo, che una realtà non italiana come Booking, che chiede commissioni che sfiorano il 20% è come se fosse diventata azionista di tutti gli alberghi italiani, azionista che partecipa agli utili ma non agli investimenti! Noi pensiamo di poter offrire un’alternativa vera ed economica. Per i bar/caffè vale lo stesso discorso: pensiamo di poter offrire tools notevolmente utili anche a loro.
Quali sono le vostre previsioni aziendali di performance inteso come numero di ristoranti e numero di utenti dell’app end user di qui alla primavera 2021?
A breve partiremo con una grande campagna pubblicitaria sui maggiori social, rivolta sia all’end user sia al manager. Auspichiamo di aver fatto salire a bordo almeno 2mila locali con un volume conseguente di utenti finale non facilmente quantificabile.
Bene, obiettivo ardimentoso ma non velleitario. Una bella sfida, complimenti.
Grazie Vincenzo! Lasciami solo dire una cosa ancora: pensiamo che con l’appoggio di tutte le categorie del settore, potremo diventare una grande risorsa per i locali e per gli utenti e chiaramente raggiungere il successo e la posizione che ci competono.
Per informazioni: infomycity.com


