Resistenza

Il mondo degli agricoltori soddisfatto per il decreto salva-cibo del Governo
Arriva un segnale positivo dal Decreto Energia con le prime misure a sostegno delle aziende agricole messe in ginocchio dal caro-energia e dal boom delle materie prime. Soddisfatte Coldiretti, Cia e Confagricoltura. Stanziati circa 195 milioni per il comparto, che non riesce più a coprire i costi (+120% delle bollette, carburante alle stelle e fertilizzanti triplicati)
Arriva un segnale positivo dal Decreto Energia con le prime misure a sostegno delle aziende agricole messe in gi-nocchio dal caro-energia e dal boom delle materie prime con lo stanziamento di circa 195 milioni di euro per il comparto rurale, che non riesce più a coprire i costi di produzione (+120% delle bollette, carburante alle stelle e fertilizzanti tri-plicati). Tra le misure: rinegoziazione e ristrutturazione dei mutui a 25 anni con garanzia gratuita Ismea, credito di imposta del 20% per la riduzione del costo del gasolio per pesca e agricoltura, 35 milioni alle filiere in crisi destinati al Fondo per lo sviluppo e il sostegno delle imprese agricole, della pesca e dell'acquacoltura e via libera a fertilizzanti naturali come il digestato prodotto negli allevamenti per far fronte alla carenza di quelli chimici. Un piano anti crisi sostenuto dalle associazioni degli agricoltori che da subito avevano chiesto al Governo per affrontare l’emergenza del settore agricolo con i bilanci in crisi con 8 miliardi di costi aggiuntivi tra mangimi, concimi, energia. Così mentre il presidente della Coldiretti Ettore Prandini ringrazia il Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli e il premier Mario Draghi per gli interventi a favore del settore agricolo, Confagricoltura afferma soddisfatta che il decreto-legge approvato dal Governo ha dato un primo segnale che accoglie le sollecitazioni delle imprese per contrastare gli effetti dei rincari e quelli derivanti dalla crisi. Soddisfazione anche per Cia-agricoltori italiani, in particolare per il credito d'imposta al 20% sui costi carburante del primo trimestre ’22 e per le misure a favore dell’economia circolare
Caro energia, effetti devastanti sull’agricoltura
Dall’inizio del conflitto si è verificato un balzo medio di almeno 1/3 dei costi produzione dell’agricoltura a causa degli effetti diretti ed indiretti delle quotazioni energetiche con valori record per alcuni prodotti: dal +170% dei concimi, al +80% dell’energia e al +50% dei mangimi, che stanno duramente colpendo le aziende costrette a vendere sotto i costi di produzione.
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Garantire la sopravvivenza delle aziende
Le misure varate servono a garantire la sopravvivenza delle aziende con la liquidità, la riduzione dei costi energetici ma anche con aiuti diretti per le filiere più in sofferenza senza dimenticare la necessità di affrontare le difficoltà determinante dalla carenza del 40% dei fertilizzanti necessari per garantire la produttività dei terreni. Il via libera al digestato rappresenta una opportunità fondamentale che valorizza la capacità del settore agricolo di produrre energia con il biometano agricolo, il cui processo alimentato da scarti e rifiuti delle filiere agroalimentari mette a disposizioni preziosi materiali fertilizzanti.
L’Italia deve diventare autosufficiente
«In una situazione in cui una azienda agricola su tre (32%) è costretta a tagliare i raccolti – afferma Prandini - le misure adottate sono importanti per invertire la rotta e non far chiudere le aziende agricole e gli allevamenti sopravvissuti ma occorre programmare il futuro con la possibilità concessa dall’Unione Europea di mettere a coltura altri 200mila ettari di terreno a riposo per rispondere all’invito dei capi di Stato a difendere la sovranità alimentare per rendere l’Italia e l’Europa più autosufficiente dal punto di vista degli approvvigionamenti di cibo, in un momento di grandi turbolenze ma garantendo però elevanti standard di sicurezza alimentare sia nella produzione interna che in quella importata a garanzia delle imprese e dei consumatori europei».
Occorrono investimenti
«Per questo occorre investire - conclude Prandini - per aumentare produzione e le rese dei terreni con bacini di accumulo delle acque piovane per combattere la siccità, contrastare seriamente l’invasione della fauna selvatica che sta costringendo in molte zone interne all’abbandono nei terreni e sostenere la ricerca pubblica con l’innovazione tecnologica e le Nbt a supporto delle produzioni, della tutela della biodiversità e come strumento in risposta ai cambiamenti climatici».
Confagricoltura: segnali importanti dal Governo
In attesa della pubblicazione ufficiale del provvedimento, Confagricoltura evidenzia in particolare alcune misure di rilevanza per la ripresa economica in questa fase particolarmente critica.
È il caso dell’intervento sulla rinegoziazione dei mutui agrari e garanzia Ismea, fortemente voluto da Confagricoltura, che permette alle imprese agricole di sostenere la continuità produttiva rinegoziando le esposizioni bancarie per un periodo di rimborso fino a 25 anni.
Positivo il rifinanziamento di 35 milioni del fondo per lo sviluppo e il sostegno delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura. È un primo passo per affrontare l’emergenza delle filiere e sul quale occorrerà deliberare con urgenza.
Bene il credito d’imposta a beneficio delle imprese, richiesto più volte dalla Confederazione. Con questa misura, gli interventi già previsti per le aziende energivore (per i consumi di elettricità e di gas) sono estesi anche alle imprese agricole. In particolare, per i consumi elettrici sono interessate le realtà con contatori di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW.
Anche il credito d’imposta per l’acquisto di carburante per agricoltura e pesca è stato richiesto da Confagricoltura. In sintesi, per il gasolio utilizzato dalle macchine agricole si abbassano i costi con uno specifico credito di imposta, pari al 20%. L’intervento si limita tuttavia al carburante effettivamente utilizzato nel primo trimestre solare dell'anno 2022, senza tenere conto che le operazioni in agricoltura iniziano effettivamente nelle prossime settimane. Inoltre, non sono contemplati i consumi degli altri comparti, come l’allevamento, le serre, ecc…
Per i prossimi 30 giorni, comunque si applica a livello generale la riduzione delle accise sulla benzina e sul gasolio impiegato come carburante per autotrazione pari a 25 centesimi di euro al litro.
Di rilievo credito d’imposta Imu per le imprese turistico-recettive
Di rilievo, ma si attende la pubblicazione del decreto per le valutazioni specifiche, il credito d’imposta Imu per le imprese turistico-recettive, comprese quelle che esercitano attività agrituristica, in misura corrispondente al 50% dell'importo versato a titolo di seconda rata Imu dell’anno 2021.
Un piccolo aiuto arriva anche dalla possibilità di rateizzazione delle bollette di energia elettrica e gas naturale, per i consumi relativi ai mesi di maggio e giugno 2022.
Sui fertilizzanti, infine, Confagricoltura giudica molto importante la previsione dell’equiparazione del digestato ai fertilizzanti chimici di sintesi. Questa sarà definita con uno specifico decreto e permetterà di aumentare l’approvvigionamento di materia organica nei suoli e di limitare i costi di produzione.
Cia: Soddisfazione per credito d'imposta al 20% sui costi del carburante
Cia valuta con favore la destinazione di 140 milioni per il contributo -sotto forma di credito d'imposta- pari al 20% delle spese per l'acquisto del carburante utilizzato per l'eser-cizio dell'attività agricola e della pesca nel primo trimestre del 2022. Una boccata d’ossigeno per le aziende è rappresentata anche dall’attribuzione di 20 milioni di euro alla rinegoziazione e ristrutturazione dei mutui agrari -operazioni garantite dall'Ismea- e dai 35 milioni che vanno a ri-finanziare il fondo per lo sviluppo e il sostegno delle imprese agricole, dopo i rincari delle mate-rie prime per la crisi internazionale in Ucraina.
Particolare soddisfazione per le disposizioni in materia di economia circolare, che equiparano i fertilizzanti naturali a quelli di origine chimica, non solo come risposta all’attuale emergenza ma come indirizzo strategico per il futuro. Cia è stata, infatti, da sempre favorevole alla valorizzazione del biodigestato agricolo prodotto dagli impianti di biogas delle aziende zoo-tecniche: una sostanza fertilizzante proveniente dagli scarti agroalimentari che rappresenta uno dei migliori esempi di green economy in agricoltura.
Questo decreto-legge sarà oggetto di dibattito parlamentare e pertanto ulteriormente migliorabile, anche alla luce di un coordinamento con gli interventi in discussione a Bruxelles.

