L'analisi
Il Food&Beverage quest’anno crescerà più del resto dell'economia italiana. Più ricavi che nel 2019
Nel 2020 il settore è stato l'unico a crescere, seppur di poco, rispetto al resto dell'economia italiana che è crollata. Ora l'Osservatorio Cerved prevede un trend di crescita doppio, sempre rispetto agli altri settori
In Italia la filiera del Food&Beverage ha retto bene l'impatto del Covid (+0,8% nel 2020 sul 2019) rispetto al crollo dell'intera economia (-8,9%) e si prepara a vivere un 2022 sotto i migliori auspici. È quanto afferma uno studio di Cerved marketing intelligence su uno dei pilastri del Made in Italy. Le attese per l'anno in corso parlano infatti di un'uteriore crescita del mercato (+ 6,3% rispetto al periodo pre-Covid), con tutti i comparti in attivo contro una crescita media nazionale stimata a 3,7%. Quanto ai canali di vendita si prevede un ulteriore consolidemento della grande distribuzione alimentare (+4,7% sul 2019) che vede però i discount guadagnare terreno (+19,8% nel triennio 2022-2019) e un vero exploit dell'e-commerce, che triplicherà il valore del mercato. Tra i prodotti l'osservatorio prevede un'ottima crescita del settore delle bevande (+4,6%). Ma resta l'incognita sui prezzi dei prodotti, causata da inflazione e dal caro energia causata ancho dalla crisi tra Russia e Ucraina, che potrebbe influenzare drasticamente le abitudini dei consumatori.
La valorizzazione del Made in Italy porterà benefici all'intera filiera
Per Andrea Mignanelli, amministratore delegato di Cerved gli auspici per un 2022 di forte crescita ci sono tutti, nonostante il forte rincaro delle materie prime avvenuto a causa dell'inflazione e delle tensioni tra Russia e Ucraina, che hanno fatto salire alle stelle il prezzo dell'energia. «La valorizzazione del made in Italy porterà benefici all'intera filiera - La centralità di salute ebenessere, l'interesse per l'italianità dei prodotti, la ricerca della qualità, l'attenzione dei consumatori e la sostenibilità favoriscono la nostra industria del Food&Beverage. Per cui si apre un'ottima stagione».
Quattordicimila società di Food&Beverage dovranno fare importanti investimenti
«Sono circa 14mila le società di Food&Beverage che dovranno effettuare investimenti rilevanti per riconvertive i processi produttivi in linea con gli obiettivi europei - ha ripreso Mignanelli - Ben il 18% delle sociaetà di capitale della filiera contro l'8,4% calcolato su totale italia».
C'è però anche chi potrebbe uscire dal mercato
Ci sono però anche 9mila imprese che potrebbero uscire dal mercato secondo Cerved, soprattutto le piccole medie imprese, perché, secondo l'osservatorio non avrebbero i fondamentali necessari a sostenere gli investimenti necessari per la transizione. Di contro, altre 5mila avrebbero invece una situazione finanziaria che permetterebbe loro di finanziare investimenti fino a 1,2 miliardi di euro, in grado di accelerare la trasformazione di tutta la filiera. In base alla ricerca, queste tendenze aprirebbero una nuova stagione di aggregazioni aziendali, consolidando il mercato e portando a realtà più grandi in grado di competere meglio sui mercati internazionali. «Già nel 2021 vi sono state molte operazioni - ha concluso il l'Ad di Cerved - Secondo una nostra analisi sui dati di bilancio esistono 400 Piccole e medie imprese, moltissime a conduzione familiare, con fondamentali eccellenti che potrebbero entrare nel mirino di investitori istituzionali».
Lo sviluppo del settore sarà trainato dalle bevande
Nel 2002 a trainare lo sviluppo del settore ci sarà il segmento delle bevande (+4,6% rispetto al 2019), che aveva fortemente risentito del lockdown e delle chiusure di bar e ristoranti. Ma le difficoltà vissute dal mondo della ristorazione, che non sono ancora alle spalle, non permetteranno di recuperare i livelli preCovid (-3,5% nel 2022 sul 2019). Molto bene l'agricoltura (+9,2%), la distribuzione (+6,4%) e gli alimentari (+4%).
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