Anche sulle modalità di cura “domiciliareGoverno e Regioni sono in conflitto. Nei giorni scorsi è stata resa nota la bozza di documento “Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da SarsCov2” alla cui stesura ha contribuito il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli. L’obiettivo è quello di curare a casa il covid, ricorrendo agli ospedali solo in caso di estrema necessità così da affollarli. Alcune indicazioni terapeutiche e di chiarimento delle fasce di rischio, ma pochi giorni dopo ecco che la Lombardia ha sentito la necessità di dar notizia di altre indicazioni che, in particolar modo, si differenziano da quelle “nazionali”.

Due protocolli per curare il covid - Due protocolli per le cure a casa Altro scontro Governo-Lombardia
Due protocolli per curare il covid

Governo vs. Lombardia, un duello infinito
Il duello tra Stato e Lombardia è ormai un caso cronico che si è acceso sin dall’inizio dell’epidemia quando ci si passava (e ci si passa tuttora) la patata bollente delle chiusure soprattutto al nord. Poi è stata la volta delle ordinanze e, addirittura, alle autocertificazioni. Il bisogno di rivendicare le proprie autorità insomma ha sempre dilagato e ora sfocia anche nelle modalità di cura. In ballo insomma c’è la salute dei cittadini con la Lombardia che - con tutto il rispetto per medici ed infermieri che si sono prodigati senza sosta - non ha proprio brillato a livello di gestione sanitaria. La domanda è tanto banale quanto doverosa: a quale protocollo bisogna affidarsi? A quello nazionale o lombardo?

Eparina: sì della Lombardia, no del Ministero
Ma tant’è, il duello è ad un nuovo round e quindi necessita di un approfondimento. Uno dei punti sui quali si differenziano maggiormente le due indicazioni è sull’eparina, il farmaco anticoagulante che la Lombardia indica come sempre necessario mentre il protocollo nazionale consiglia solo per i pazienti immobilizzati dall’infezione.

Diffidenza su idrossiclorochina e clorichina da entrambe le parti
Poi il capitolo idrossiclorochina e clorichina (antimalarici e antireumatici). In questo caso Lombardia e Italia seguono le indicazioni dell’Aifa (l’agenzia italiana del farmaco) e quindi ne sconsigliano l’utilizzo perché mancano evidenze scientifiche sia sullo scopo di guarire sia di prevenire l’infezione.

Cortisone solo con ossigeno in Lombardia
Diverse, anche se non di molto, le indicazioni sull’utilizzo di cortisone. La Lombardia da il via libera all’utilizzo, ma solo nel caso in cui il paziente sia seguito in maniera medica con l’ossigenazione adeguata. Il protocollo nazionale invece ritiene che il cortisone vada somministrato solo in caso di emergenza così da non indebolire il sistema immunitario.

Antibiotici: il Ministero li esclude sempre
E gli antibiotici? In Lombardia solo se si sospetta un’infezione batterica e mai come profilassi, il protocollo nazionale invece - a quanto si può apprendere dalla bozza - li esclude sempre e comunque.

Via libera agli antipiretici come cura
I due protocolli sono sostanzialmente in linea sull’utilizzo di antipiretici, con il protocollo nazionale che consiglia caldamente il paracetamolo.

Protocollo lombardo redatto dal Cts regionale
Le indicazioni operative per la terapia antiCovid a domicilio, ha spiegato l’assessore alla Salute Giulio Gallera, «sono state elaborate dal gruppo tecnico di lavoro del Cts regionale, composto da immunologi, virologi e pneumologi, confrontate con il documento predisposto dagli Ordini dei medici della Lombardia e approvate in seduta plenaria» dal Comitato del quale, ricorda Gallera, fanno parte anche Guido Marinoni, presidente dell’Ordine di Bergamo, e Gianluigi Spata, presidente dell’Ordine di Como e della Federazione degli Ordini dei medici lombardi, che aveva steso il suo vademecum insieme all’infettivologo Massimo Galli dell’ospedale Sacco di Milano.
 
Domanda: perchè due protocolli?
Tutti nomi di spicco, senza dubbio e non spetta a chi non è competente per professione in ambito medico “metterci il becco”, ma resta comunque la domanda relativa alla strategia e alla politica: Perché due protocolli? Perché diversi?