Discoteche aperte? La stagione è in ritardo ma il protocollo per tornare a ballare c'è
I locali da ballo potrebbero riaprire l'1° luglio. Data che rende difficile la programmazione della stagione ma darebbe respiro a un settore fermo da febbraio 2020.
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Dopo l’audizione alla commissione Salute del Senato del 15 giugno, il mondo delle discoteche rappresentato da Asso Intrattenimento si prepara all’incontro con il sottosegretario Andrea Costa del 16 giugno. All’ordine del giorno, la presentazione del protocollo elaborato dai locali da ballo per la riapertura in sicurezza. Obiettivo: arrivare a calendarizzare un incontro con il Governo e il Comitato tecnico scientifico in cui validare le regole e le linee guida per far tornare a ballare i clienti. Anche perché «se il ballo è fonte di contagio, allora per quello che si vede in giro di questi tempi entro pochi giorni tutta l’Italia sarà da lockdown», afferma ironicamente Luciano Zanchi, presidente dell’associazione di categoria che fa parte Confindustria.
Per riaprire le discoteche, serve un rigido controllo all'ingresso grazie al green pass
Il riferimento è ai numerosi fatti di cronaca in cui da più parti emerge come, con la bella stagione e una campagna vaccinale che sta finalmente dando i suoi frutti arrivando a coinvolgere anche le fasce più giovani della popolazione, sia difficile “vietare” di divertirsi. Una constatazione che spinge ancor di più verso la riapertura dei locali, almeno quelli all’aperto, dopo che il 15 giugno sono ripartiti anche i banchetti di matrimonio (in cui il tema del ballo si ripropone) e da inizio mese sono attive le palestre (con il caso di contagio da variante delta avvenuto a Milano che rilancia la necessità del green pass come strumento di controllo degli accessi – tesi da sempre sostenuta da Italia a Tavola) e i ristoranti hanno ripreso il servizio in sala. Ma in che modo? «Essenzialmente la nostra proposta si basa sul controllo degli accessi. In discoteca si entra se si è in grado di dimostrare l’avvenuta vaccinazione, la guarigione dalla malattia o il risultato negativo di un tampone effettuato entro 48 ore prima l’ingresso nel locale. Insomma, chiediamo il rispetto del green pass cosicché una volta entrati i clienti si trovino di fronte la discoteca che hanno sempre conosciuto senza mascherine né distanziamento», afferma Zanchi.


