Dal limite dei 200 metri alla fase 3 Il lento risveglio della Lombardia
Oggi via libera ad altre riaperture, come quelle dei centri estivi, dei cinema e dei teatri. La Regione più colpita dal virus riparte lentamente assaporando sempre di più il piacere delle piccole cose
Da oggi inizia la fase 3. Per chi ha vissuto in Lombardia, a partire dal 20 febbraio quando a Codogno è stato ufficialmente riscontrato il primo caso di covid-19, sa cosa vuol dire tornare “lentamente” alla normalità. Normalità intesa come la quotidianità dei gesti: andare in pizzeria o al ristorante, al cinema oppure a teatro, portare i figli a scuola, passeggiare liberamente ovunque e non oltre i 200 metri del “recinto” dalla propria casa.

Queste “cose normali” per molte zone del resto del Paese, al Nord (per 120 giorni) sono state dimenticate. Perché - come ricordano gli esperti - ci sono state due pandemie: una nelle terre del Manzoni e l'altra nel resto della Nazione. E proprio un ritorno alla “quasi” normalità è la riapertura dal 15 giugno dei centri estivi per bambini e adolescenti da 0 a 17 anni, i cinema, i teatri, le sale giochi e le sagre locali (queste ultime con annesse critiche da parte della ristorazione). Numeri ridotti e contingentati per i cinema e i teatri, molti dei quali stanno ancora studiando le modalità organizzative per riaprire i battenti in sicurezza. Intanto anche il turismo regionale prova a rimettersi in marcia con strategie mirate di comunicazione.
Porte aperte anche nelle fattorie didattiche come quella “Del Cortese” gestita dalla Coldiretti, a Soncino nel cremonese. La nuova ordinanza firmata dal presidente della Regione, Attilio Fontana, viene confermata su tutto il territorio regionale ed è valida dal 15 al 30 giugno. Nel nuovo provvedimento, viene anche ribadito che in tutti i 1.546 comuni permane in vigore l'obbligo di portare la mascherina o altri indumenti utili a coprire le vie respiratorie anche all’aperto. In tema di organizzazione del lavoro, resta obbligatoria la misurazione della temperatura per il datore di lavoro e i dipendenti, come per i clienti di ristoranti e pizzerie.
Restano per ora chiuse le attività che si svolgono in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso, le fiere, i congressi. Precauzioni e prudenza perché alcune cifre fanno riflettere su cosa è stata fino ad ora la pandemia in Lombardia: al 14 giugno le persone riscontrate positive complessivamente sono state: 91.658, quelle attualmente contagiate 15.989; le vittime, 16.449. È come se, in quattro mesi, fosse scomparso un comune di medie dimensioni.

La fase 3 della Lombardia convalescente
Queste “cose normali” per molte zone del resto del Paese, al Nord (per 120 giorni) sono state dimenticate. Perché - come ricordano gli esperti - ci sono state due pandemie: una nelle terre del Manzoni e l'altra nel resto della Nazione. E proprio un ritorno alla “quasi” normalità è la riapertura dal 15 giugno dei centri estivi per bambini e adolescenti da 0 a 17 anni, i cinema, i teatri, le sale giochi e le sagre locali (queste ultime con annesse critiche da parte della ristorazione). Numeri ridotti e contingentati per i cinema e i teatri, molti dei quali stanno ancora studiando le modalità organizzative per riaprire i battenti in sicurezza. Intanto anche il turismo regionale prova a rimettersi in marcia con strategie mirate di comunicazione.
Porte aperte anche nelle fattorie didattiche come quella “Del Cortese” gestita dalla Coldiretti, a Soncino nel cremonese. La nuova ordinanza firmata dal presidente della Regione, Attilio Fontana, viene confermata su tutto il territorio regionale ed è valida dal 15 al 30 giugno. Nel nuovo provvedimento, viene anche ribadito che in tutti i 1.546 comuni permane in vigore l'obbligo di portare la mascherina o altri indumenti utili a coprire le vie respiratorie anche all’aperto. In tema di organizzazione del lavoro, resta obbligatoria la misurazione della temperatura per il datore di lavoro e i dipendenti, come per i clienti di ristoranti e pizzerie.
Restano per ora chiuse le attività che si svolgono in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso, le fiere, i congressi. Precauzioni e prudenza perché alcune cifre fanno riflettere su cosa è stata fino ad ora la pandemia in Lombardia: al 14 giugno le persone riscontrate positive complessivamente sono state: 91.658, quelle attualmente contagiate 15.989; le vittime, 16.449. È come se, in quattro mesi, fosse scomparso un comune di medie dimensioni.


