Tre le eredità della pandemia ci sono anche incertezza economica e, in alcuni casi, povertà. Lo dimostra anche un dato che arriva dalla grande distribuzione: rispetto al 2019 i furti "per necessità" nei supermercati sono aumentati del 66%. Lo dice, nel dettaglio, una ricerca realizzata dall'Università Cattolica del Sacro Cuore e intitolata "La sicurezza nel retail in Italia 2021". 

Crisi economica e pandemia: nei supermercati si ruba per necessità

Aumentano i prezzi, salgono i furti 

La Gdo è stata senz’altro uno dei settori meno colpiti dalla pandemia: con la prima ondata di Covid-19 i supermercati, e più in generale i negozi di generi alimentari, hanno registrato un considerevole aumento delle vendite rispetto al periodo pre-pandemia. Una tendenza che potrebbe però cambiare. Il 76% degli italiani ha infatti percepito un aumento dei prezzi dei generi alimentari e questo solitamente significa, di conseguenza, minori consumi. Non solo: l'aumento del prezzo medio del carrello espone i retailer al rischio di veder aumentare le differenze inventariali

Un problema che costa 3,48 miliardi 

Nel 2020, sempre secondo lo studio della Cattolica, le differenze inventariali sono costate alla Gdo 3,48 miliardi, pari all'1,41% del fatturato annuo. Tra le principali cause esterne di differenze inventariali che interessano supermercati, ipermercati e discount il taccheggio si è confermato essere la principale, seguita da scarti, rotture, scadenze, deterioramento, errori di gestione e mancati freddi. 

 

 

Quando e cosa si ruba 

Le fasce orarie di maggiore picco di furti nei supermercati e ipermercati sono principalmente quella serale (18.00 - 20.00) e quella del pranzo (12.00-14.00), soprattutto nei giorni infrasettimanali. I beni più soggetti a furto sono gli alcolici, seguiti da prodotti in scatola, salumi, formaggi, caffè, dolci e profumeria. Il valore medio della marce rubata è di 39 euro.