Con la fine della sessione di calciomercato estivo e la pausa per le nazionali, questo è il classico periodo dell’anno in cui appassionati e addetti ai lavori fanno le cosiddette “griglie” della Serie A, indicando le formazioni più forti che possono ambire al titolo di questa stagione 2020-2021 che si annuncia fra le più tribolate a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Nelle prossime righe proveremo anche a noi a dire la nostra sulle formazioni papabili alla vittoria della Serie A, ma se hai già una tua idea a riguardo e vuoi puntarci su, in questa pagina puoi trovare tutti i migliori siti scommesse attivi in Italia.

Per capire chi possa vincere questa Serie A bisogna riprendere il filo da dove si è interrotto, ovvero qualche mese fa quando la Juventus di Maurizio Sarri vinceva lo scudetto, il nono di fila di questo straordinario decennio bianconero. Per una società forte come la Juventus tuttavia, la vittoria del campionato era solo uno degli obiettivi, e nemmeno il più importante: la delusione bianconera è arrivata con l’eliminazione in Champions League per mano di un modesto Lione, che ha dato il via alla rivoluzione: Sarri è stato esonerato, e al suo posto è arrivato Andrea Pirlo, maestro di calcio con le scarpette ai piedi ma un’incognita assoluta come allenatore. Sono andati via anche giocatori da ingaggi importanti come Higuain, Douglas Costa, Matuidi e Pjanic e sono arrivati profili più “bassi” come Morata, Kulusevski, Arthur e Chiesa. Ciò nonostante, con un CR7 ancora in bianconero e con la stessa voglia di vincere di sempre, la Juventus resta anche quest’anno la favorita in assoluto alla vittoria della Serie A.

Chi vincerà la Serie A?Tutti in fila dietro alla Juventus

La rivale più accreditata per contendere lo scudetto ai bianconeri è l’Inter di Antonio Conte, che nel giro di un anno non solo ha trasformato i nerazzurri in una delle realtà più solide del campionato, ma ha anche profondamente inciso a livello societario, riuscendo a farsi portare tutti i giocatori che gli servivano per il suo progetto tecnico, come Hakimi, Sanchez (già avuto lo scorso anno), Vidal e Kolarov. Certo, questo percorso di crescita non è stato facile e spesso si è rischiata la rottura definitiva fra tecnico e società, ma la finale di Europa League conquistata qualche mese fa ha fatto capire al presidente Steven Zhang che forse Conte non brillerà in simpatia, ma sul piano professionale è probabilmente il profilo più adatto per far tornare a vincere qualche trofeo all’Inter.

Un filino dietro nella nostra griglia c’è il Napoli di Gennaro Gattuso. Gli ultimi 12 mesi dei partenopei non sono stati fra i più semplici: prima il naufragio del progetto Ancelotti che ha portato all’esonero dell’attuale tecnico dell’Everton e all’ingaggio proprio di Rino Gattuso, poi il lockdown e infine i fattacci della partita non giocata fra Juventus e Napoli, che rischiano di spostarsi nelle aule dei tribunali ordinari. Al netto di queste difficoltà, c’è però una Coppa Italia conquistata con le unghie e con i denti e un calciomercato di assoluto rinforzo, con l’arrivo di pezzi da Novanta come Osimhen e Bakayoko. Senza contare che il mancato accordo con il Manchester City fa considerare come nuovo acquisto anche Kalidou Koulibaly, che insieme a Manolas possono creare davvero un muro impenetrabile. Se Gattuso riuscirà a dare equilibrio alla squadra e a creare la stessa quantità di palle gol che i partenopei producevano nell’era Sarri, il Napoli sarà un cliente scomodo per tutti.

L’etichetta di squadra di provincia è difficile da togliere, perfino se ti qualifichi per due anni di fila in Champions League e se nelle Final Eight dello scorso anno per pochi minuti non mandi a casa il PSG di Mbappé e Neymar. Tuttavia, che ai suoi detrattori piaccia o meno, l’Atalanta è una realtà solida, ma soprattutto è una macchina da gol impressionante, di quelle di cui ci si ricorderà anche negli anni a venire. Il recupero psico fisico di Josip Ilicic mette a disposizione di Gasperini un’altra bocca di fuoco per il suo attacco, che già conta gente del calibro di Zapata, Muriel, Gomez e Malinovski. La Dea in appena 3 giornate di Serie A ha già messo a segno la bellezza di 13 gol: se mantenesse questo trend per tutto il campionato a fine stagione Gomez e compagni avrebbero messo a segno più di 164 reti, qualcosa di pazzesco. Nonostante il reparto difensivo non sia tra i migliori in circolazione (brutta botta la perdita di Caldara per infortunio), la Dea è sicuramente una serie candidata allo Scudetto.