Angurie vendute a 1 centesimo. Lega: Governo e Bellanova incapaci
Mentre in Puglia e Sardegna si sollevano le proteste di Coldiretti, i senatori Centinaio e Bergesio puntano il dito contro la mancanza di provvedimenti da parte del governo. «Sviliti i sacrifici dei produttori»
Angurie vendute sui banchi dell’ortofrutta a un centesimo al chilo? La Lega non ci sta. «Un’offesa per gli agricoltori italiani, che vedono meno di un terzo dei prezzi di vendita al consumo dell’ortofrutta entrare nelle loro tasche», hanno dichiarato in una nota i senatori della Lega Gian Marco Centinaio, già ministro delle Politiche agricole, e Giorgio Maria Bergesio, capogruppo in Commissione Agricoltura a Palazzo Madama. «Un altro episodio che grava sul made in Italy ortofrutticolo, un’altra prova di incapacità del governo e del ministro Bellanova».

«Il governo - proseguono i senatori del Carroccio - resta in silenzio mentre vengono sviliti i sacrifici di moltissimi agricoltori italiani. Quello che serve è un sostegno diretto ai produttori e al prezzo di vendita. Le nostre proposte sono sul tavolo, il governo apra gli occhi. Non è accettabile che gli italiani che lavorano la terra per garantire un cibo sano vedano questa fatica ripagata al costo di un centesimo».
Intanto da Puglia e Sardegna arrivano grida d’allarme. «Servono un impegno di filiera e una visione strategica - ha sottolineato il presidente di Coldiretti Puglia Savino Muraglia - per salvare il frutteto pugliese che in 10 anni dal 2010 a oggi si è ridotto del 26% per colpa del consumo del suolo, della tropicalizzazione che ha mangiato 21mila ettari di frutteto e scelte sbagliate di pianificazione e programmazione. Da una parte infatti ci sono gli effetti della crisi economica generata dal Coronavirus, dall’altra le conseguenze del clima impazzito col moltiplicarsi di eventi estremi come gelo, grandine, nubifragi, siccità e caldo torrido che compromettono le produzioni di frutta e verdura, provocando la perdita del lavoro di un intero anno in molte aziende agricole».

Sciopero dell’anguria a prezzo civetta: in Sardegna la Coldiretti per la vigilia di ferragosto ha lanciato una vera e propria mobilitazione contro la super offerta promozionale di un centesimo al chilo. «Seppur dentro il perimetro delle legalità, è una offesa al lavoro - ha denunciato il presidente regionale di Coldiretti Battista Cualbu - al sacrificio e alla dignità di migliaia di nostri agricoltori che ogni giorno con grande sacrificio e per remunerazioni spesso al limite se non al di sotto dei costi di produzione, lavorano la terra per garantire un cibo sano, genuino e rispettoso dell’ambiente». Si tratta inoltre di un’offesa «all’intelligenza e alla buona fede del consumatore, aggredito nella sua parte più debole, i soldi, con l’aggravante di questa gravissima crisi». E se anche quest’offerta è pagata dall’azienda, questo non motiva «la declassificazione di un duro lavoro a un centesimo».
«Se davvero lo scopo è quello omaggiare i clienti, perché non le regalano le angurie?», è la provocazione del direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba. «Sul regalo non si discute, ma dando un prezzo si quantifica e in questo caso si squalifica, si umilia e si offendono tutti gli agricoltori, oltre a danneggiare il mercato di questo prodotto e cercare di mettere l’uno contro l’altro gli anelli deboli della filiera: il produttore e il consumatore». Quindi l’appello: «Sono solo offerte civetta per attirare i consumatori. Il prossimo venerdì, vigilia di ferragosto, rifiutiamoci tutti di acquistare le angurie a un centesimo».

«Il governo - proseguono i senatori del Carroccio - resta in silenzio mentre vengono sviliti i sacrifici di moltissimi agricoltori italiani. Quello che serve è un sostegno diretto ai produttori e al prezzo di vendita. Le nostre proposte sono sul tavolo, il governo apra gli occhi. Non è accettabile che gli italiani che lavorano la terra per garantire un cibo sano vedano questa fatica ripagata al costo di un centesimo».
Intanto da Puglia e Sardegna arrivano grida d’allarme. «Servono un impegno di filiera e una visione strategica - ha sottolineato il presidente di Coldiretti Puglia Savino Muraglia - per salvare il frutteto pugliese che in 10 anni dal 2010 a oggi si è ridotto del 26% per colpa del consumo del suolo, della tropicalizzazione che ha mangiato 21mila ettari di frutteto e scelte sbagliate di pianificazione e programmazione. Da una parte infatti ci sono gli effetti della crisi economica generata dal Coronavirus, dall’altra le conseguenze del clima impazzito col moltiplicarsi di eventi estremi come gelo, grandine, nubifragi, siccità e caldo torrido che compromettono le produzioni di frutta e verdura, provocando la perdita del lavoro di un intero anno in molte aziende agricole».

Giorgio Maria Bergesio e Gian Marco Centinaio
Sciopero dell’anguria a prezzo civetta: in Sardegna la Coldiretti per la vigilia di ferragosto ha lanciato una vera e propria mobilitazione contro la super offerta promozionale di un centesimo al chilo. «Seppur dentro il perimetro delle legalità, è una offesa al lavoro - ha denunciato il presidente regionale di Coldiretti Battista Cualbu - al sacrificio e alla dignità di migliaia di nostri agricoltori che ogni giorno con grande sacrificio e per remunerazioni spesso al limite se non al di sotto dei costi di produzione, lavorano la terra per garantire un cibo sano, genuino e rispettoso dell’ambiente». Si tratta inoltre di un’offesa «all’intelligenza e alla buona fede del consumatore, aggredito nella sua parte più debole, i soldi, con l’aggravante di questa gravissima crisi». E se anche quest’offerta è pagata dall’azienda, questo non motiva «la declassificazione di un duro lavoro a un centesimo».
«Se davvero lo scopo è quello omaggiare i clienti, perché non le regalano le angurie?», è la provocazione del direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba. «Sul regalo non si discute, ma dando un prezzo si quantifica e in questo caso si squalifica, si umilia e si offendono tutti gli agricoltori, oltre a danneggiare il mercato di questo prodotto e cercare di mettere l’uno contro l’altro gli anelli deboli della filiera: il produttore e il consumatore». Quindi l’appello: «Sono solo offerte civetta per attirare i consumatori. Il prossimo venerdì, vigilia di ferragosto, rifiutiamoci tutti di acquistare le angurie a un centesimo».

