Allarme lavoro
Abano e Montegrotto, sos lavoratori alle terme. Ecco come trovarli online
Secondo la Federalberghi locale mancano all'appello 1.500 lavoratori negli stabilimenti termali. Soprattutto in cucina e sala. Problema cronico post-Covid. InfoJobs prova a dare qualche suggerimento
Anche le terme di Abano e Montegrotto non trovano personale. All’appello mancano 1.500 lavoratori per la stagione turistica in corso e per il periodo autunnale. «Una situazione drammatica», l’ha definita Marco Gottardo, direttore locale di Federalberghi che, nonostante il miglioramento rispetto a qualche mese fa, lancia l’allarme. Le offerte non mancano, ora bisogna convincere i lavoratori con la giusta proposta. Magari attraverso un annuncio, chiaro, online.
L'allarme delle terme euganee
A mancare sono soprattutto le figure professionali in cucina e sala. Tema più volte affrontato da Italia a Tavola e trasversale ai diversi comparti in cui si offrono servizi di ristorazione. Compresi gli stabilimenti termali euganei. «Ci sono strutture che dovrebbero riaprire, dopo la breve pausa estiva, a inizio agosto ma sono in questo momento con l’acqua alla gola. Stiamo parlando di almeno una decina di hotel che non hanno al momento i cuochi per poter riaprire. In molti hanno cambiato lavoro, altri sono andati all’estero. I nostri imprenditori non si vogliono accontentare di persone con meno esperienza, che ovviamente non garantirebbero un servizio adeguato alla nostra destinazione turistica», ha raccontato sulle pagine del Mattino di Padova Gottardo.
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Troppe incertezze azzoppano l'offerta contrattuale
A determinare questa situazione è stato senza dubbio l’effetto della pandemia e delle varie restrizioni alle attività economiche. Fermi a cui si è sommato anche il conseguente stop del traffico turistico. Incertezze che, nonostante gli allentamenti scattati a partire da fine aprile e le nuove norme annunciate per l’estensione del green pass, non permettono ancora grande programmazione. Cosa che, a caduta, si abbatte anche sul livello contrattuale: «È impensabile pensare di proporre contratti a lunga durata con la situazione pandemia attuale. Non si hanno certezze se si rimarrà aperti e se arriveranno clienti. In questo modo l’imprenditore non si può accollare contratti e impegni che poi magari farebbe fatica a fronteggiare», ha concluso Gottardo.
Filippo Saini (InfoJobs): «C'è stato un travaso di lavoratori da un settore poco specializzato a un altro»
«Sono ormai un paio di mesi in cui girano articoli di giornale che raccontano di una mancanza cronaca di lavoratori e di salari. Ma noi guardiamo ai numeri», afferma Filippo Saini, head of job di InfoJobs. Nelle scorse settimane, il portale di matching fra domanda e offerta di lavoro aveva segnalato un +97% di richieste nei settori della ristorazione e dell’accoglienza. Eppure, più che di un aumento delle opportunità quella metrica sembra dare la grandezza del problema. «Partiamo da una considerazione basilare: non possiamo dimenticarci che turismo e ristorazione sono andati in crisi per restrizioni ma allo stesso tempo ci sono settori che sono esplosi, nel senso che non c’è serie storica analoga. Parliamo, per esempio, della logistica o della grande distribuzione. Settori in cui non è richiesta un’alta specializzazione e che hanno richiamato i lavoratori in esubero nei settori citati precedentemente», spiega Saini.
La leva del digitale
In che modo uscire da questo “travaso” e recuperare manodopera? «Innanzitutto, utilizzare un servizio digitale è già un bel passo avanti rispetto al classico passaparola. Soprattutto in un settore come la ristorazione in cui la penetrazione di questo canale è ancora tutta da sfruttare a livello di recruiting. Poi bisogna mettere a punto il corretto annuncio: parole chiave corrette, target ben identificato, retribuzione chiara e la capacità di valorizzare le diverse esperienze che i professionisti hanno maturato nella loro carriera», spiega Siani.


