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Grazie agli “sconti” Burger King cresce e rinnova la sfida a McDonald’s
Burger King cresce grazie ai menu “value” e alle offerte aggressive. La capogruppo Restaurant Brands supera le attese puntando su pasti economici e "pacchetti". Le "offerte" diventano l'arma per riempire i locali del fast food. Dopo McDonald’s, anche il secondo grande player conferma che il mercato globale torna a cercare convenienza
Dopo McDonald's, anche la catena internazionale Burger King conferma che il mercato globale della ristorazione sta entrando in una nuova fase: quella del ritorno al prezzo e allo sconto come arma per trovare consumatori. Secondo Reuters, “Restaurant Brands International” (la capogruppo canadese-stratunitense) ha superato le attese degli analisti grazie soprattutto alla spinta dei value menu (i menu scontati a prezzo fisso) e delle offerte aggressive lanciate negli Stati Uniti. Pasti economici, pacchetti e promozioni diventano così il principale strumento per sostenere il traffico nei ristoranti.
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E qui si gioca la sfida fra i due colossi americani del settore. La notizia è interessante soprattutto perché arriva pochi giorni dopo un altro segnale forte: McDonald's ha infatti ammesso un rallentamento globale del traffico nei locali e il ritorno massiccio alle promozioni, come raccontato anche da Italia a Tavola. Ora il movimento si allarga e coinvolge direttamente anche Burger King. E questa è la conferma di quanto avevamo scritto: non è più la strategia di una singola catena. È un cambio di clima del mercato che a cascata avrà effetti su tutti i livelli della ristorazione, salvo forse quella medio-alta.
I numeri dietro la crescita di Burger King
Tornando ai dati di Restaurant Brands International, il trimestre si è chiuso sopra le attese degli analisti grazie soprattutto alle performance di Burger King negli Stati Uniti. I dati chiave sono:
- Ricavi trimestrali superiori alle stime di mercato
- Crescita sostenuta dai menu value e dalle offerte promozionali
- Traffico in recupero nelle fasce più sensibili al prezzo
- Performance migliore rispetto ad altri segmenti casual dining
Gli analisti leggono il dato in modo abbastanza chiaro: il consumatore continua a spendere, ma premia soprattutto i format percepiti come “convenienti”.
Il confronto con McDonald’s
La cosa interessante è che il dato arriva subito dopo il rallentamento segnalato da McDonald's:
- McDonald’s rallenta e torna agli sconti
- Burger King cresce proprio grazie agli sconti
Gli analisti vedono quindi un mercato meno disposto a spendere “a qualsiasi prezzo” e molto più reattivo alle offerte aggressive. Il problema, secondo diversi osservatori, è che questa strategia funziona sul traffico ma comprime i margini. Più clienti, ma meno redditività per singolo scontrino. Ed è qui che si giocherà la vera partita dei prossimi trimestri.
Il consumatore cerca convenienza
Negli ultimi anni il fast food aveva progressivamente alzato i prezzi, spingendo su:
- digitalizzazione
- delivery
- menu premium
- scontrino medio più alto
Oggi però il contesto cambia. Inflazione, costi quotidiani e minore disponibilità di spesa riportano la convenienza al centro. Il cliente continua a uscire, ma seleziona molto di più. E il fast food, storicamente percepito come accessibile, torna a giocarsi la partita proprio lì: sul valore percepito. E in un mercato in crescita ed effervescenza come quello italiano (dove il fast food è l’unico comparto con previsioni di crescita) sarà interessante capire cosa succederà.
Non è più premium contro cheap, alta gamma contro basso costo
Il punto interessante è che il mercato non si divide più tra lusso e basso costo. La vera distinzione sta diventando fra accessibile oppure irrilevante. Le grandi catene stanno capendo che il traffico non è più garantito e che mantenere frequenza di visita vale quasi più del margine immediato.
Si tratta di un segnale che riguarda come detto direttamente anche l’Italia. Anche qui:
- il cliente è più attento ai prezzi
- aumentano offerte e formule combo
- cresce la sensibilità sul rapporto qualità-prezzo
E non è un caso che anche nel nostro Paese il fast food stia tornando a lavorare in modo più aggressivo sul prezzo. Riportiamo di seguito la tabella pubblicata pochi giorni fa pr dare un'idea precisa di cosa stiamo parlando.


