La Penisola sorrentina e la Costiera amalfitana, quando sorelle in amorevole relazione e quando sorelle pervase dal capriccio dell’istante che le fa apparire scontrose, nel loro scorrere, da Vico Equense a Massalubrense la Penisola e da Positano a Vietri sul Mare la Costiera, hanno momenti di giunzione consentiti da un’orografia che contribuisce non poco a rendere fatati e di indescrivibile bellezza paesaggi e panorami. Uno di questi stupendi meeting point tra Penisola sorrentina e Costiera amalfitana è dato da Agerola (Na), popoloso borgo collinare a cavaliere, per l’appunto, tra Penisola e Costiera, in conca amena dei Monti Lattari. Zootecnia di elevata qualità: qui placidamente vive la Vacca agerolese, dal cui latte si ricava quella prelibatezza ancora poco conosciuta che è il Provolone del Monaco Dop. Da Agerola parte il Sentiero degli Dei, crinale tra Penisola e Costiera. Dopo circa 9 km si arriva a Positano. Tempo di percorrenza, dove l’elogio della lentezza è ovvio e tacito, intorno alle 7 ore. Qui gli dèi sono di casa. Anzi, hanno proprio la loro corte: La Corte degli Dei.

L’incontro tra la cucina italiana e quella turca a “La Corte degli Dei”
La sala del ristorante La Corte degli Dei

La Corte degli Dei e la rassegna “Stelle a Corte”

La Corte degli Dei è la componente di ristorazione incastonata nello storico Palazzo Acampora, già residenza dei Principi Acampora di Corfù, e oggi inserito nel prestigioso novero delle Dimore storiche italiane. Giovanni Paone, discendente degli antichi proprietari, ha scelto di valorizzare l’eleganza di questo “luogo dell’anima”, restituendogli il suo antico splendore. Al governo de “La Corte degli Dei”, il talentuoso chef Vincenzo Guarino.

L’incontro tra la cucina italiana e quella turca a “La Corte degli Dei”
Lo chef Vincenzo Guarino

Il suo è sorta di ritorno a casa, dopo fruttuose esperienze in Toscana e in Umbria. E cosa fa lo chef, in lodevole armonia di intenti con il patron?! Invita colleghi divenuti amici, pianifica ghiotto palinsesto e propone la rassegna “Stelle a Corte”. Le stelle sono quelle della volta celeste di kantiana memoria e però, sia detto e va detto, le stelle sono i suoi amici, stellati e no, che hanno aderito con entusiasmo alla proposta dello chef Vincenzo.

L’arrivo dello chef turco Osman Serdaroglu

Ed è arrivato dalla Turchia, e precisamente da Urla, città costiera nella provincia di Smirne, lo chef stellato ospite del quarto appuntamento della rassegnaStelle a Corte 2025”. Stiamo parlando dello chef stellato, da sette anni al governo della cucina del suo ristorante Teruar. Lo chef stellato Osman Serdaroglu ha studiato all’Alma e poi ha lavorato a La Torre del Saracino di Gennaro Esposito (poco distante da Agerola) e poi a La Madia di Pino Cuttaia, entrambi due stelle Michelin.

L’incontro tra la cucina italiana e quella turca a “La Corte degli Dei”
Lo chef Osman Serdaroglu

Nel rientrare nel suo Paese, lo chef Osman Serdaroglu ha brillantemente messo a frutto le conoscenze, le competenze e le esperienze introitate e metabolizzate. La sua cucina esprime al meglio, sia grazie alle robuste tecniche acquisite e sia grazie ai suoi ghiotti guizzi creativi, il mix armonico di quanto sa dare il ragguardevole patrimonio gastronomico turco in giunzione con quello italiano. «Siamo felici di promuovere questi confronti internazionali, in chiave gastronomica - dichiara lo chef Vincenzo Guarino. Appuntamenti molto attesi, all’insegna dell’incontro tra culture e sapori».

“Agerola agevola”: contaminazioni virtuose

Ci sia consentita una facezia che poi magari può divenire spunto per rassegna a venire. La facezia è che si è affetti da rotacismo (!) e “Agerola”, ahinoi, assume fonemaagevola”. Ecco, assumerebbe senso compiuto dire cheAgerola agevola”. Per come è posizionata, per la sua storia, questo grazioso borgo collinareagevola” le contaminazioni virtuose che hanno reso, da circa tre millenni, l’area mediterranea la culla della nostra civiltà. E sappiamo bene tutti noi, posto che rifiutiamo di mettere la testa sotto la sabbia, quanto importante sia oggigiorno agevolare gli incontri tra popoli di differenti culture.

Il menu della serata e gli abbinamenti

Alla memoria ricorrendo, ancora prima che agli appunti, raccontiamo il menu della cena. Negli appropriati calici, corretto il servizio, accorto avvicendamento dei vini di Feudi di San Gregorio. E difatti, il Dubl Brut Edition 3 ha accompagnato il sontuoso aperitivo di benvenuto: Capasanta con crema di cavolfiore e tartufo nero estivo. Da Tenuta Capaldo, altro marchio della company, il Costa delle Parracine, Biancolella d’Ischia Doc 2024, si è pregevolmente abbinato allo squisito antipasto: Branzino marinato e affumicato, profumato al limone con fagiolini e dashi al limone Costa di Amalfi Igp. Il dashi è un brodo base della cucina giapponese e ha un sapore umami molto pronunciato. Viene solitamente preparato con alghe kombu (alga marina essiccata) e katsuobushi (fiocchi di tonnetto essiccato, affumicato e fermentato). Eccellente il primo: Tortello farcito con astice, fior di latte e spuma di Provolone del Monaco Dop e crumble di nduja. Ben concepito l’abbinamento con San Greg Campania Rosato Igt 2024 fatto da Feudi di San Gregorio.

E ancora, dopo la ragguardevole Fregola alla Marinara 2.0, giunge in tavola il memorabile secondo: Tonno grigliato con salsa ai peperoni verdi, furikake alla foglia di vite turca essiccata. Ed è con questa pietanza che fulgidamente splende il valore della fusion tra cucina turca e cucina italiana. Il furikake è un condimento ottenuto dalla combinazione tra diversi ingredienti essiccati: alghe nori, semi di sesamo, pesce secco e diverse spezie. All’aspetto appare una granella, così contribuendo a dare una texture croccante. E qui, nel calice, fatto da Feudi di San Gregorio, il Pietracalda Fiano di Avellino Docg Riserva 2023. Emettiamo giudizio impegnativo: tra i migliori Fiano di Avellino Docg mai bevuti!

L’incontro tra la cucina italiana e quella turca a “La Corte degli Dei”
Il pre-dessert: Ricotta, fichi, noci pecan e riduzione di aceto balsamico

Che bontà il pre-dessert: Ricotta, fichi, noci pecan e riduzione di aceto balsamico. E poteva mai concludersi qui la cena? Abbiamo taciuto, emulando coup de théâtre, la gradita presenza da coprotagonisti di due gelatieri tra i migliori al mondo: Sergio Dondoli e Sergio Colalucci, vincitori della Coppa del mondo di gelateria nel 2006 nonché membri dell’Accademia Italiana di Gelateria. Il carretto dei gelati, ultimati al momento e portati ai commensali direttamente dai due “Sergio”, conteneva opere di rara delizia, vero inno al gelato di altissima qualità: “Red 24”, “Mandorè”, “Match-ata”, “Mango-Thai”. Mandorè fatto con crema di mandorle con pere, zenzero e finocchietto. Match-ata fatto con cioccolato bianco, matcha e zenzero. Mango-Thai fatto con mango, cocco e riso. Matcha è un tè verde giapponese a base di polvere, ricco di antiossidanti, minerali e vitamine. In apposito bicchiere, fatto da Feudi di San Gregorio, il Privilegio Irpinia Fiano Passito Doc 2022. Serata memorabile, con abbraccio fraterno tra due valorosi chef: Osman Serdaroglu e Vincenzo Guarino. Da quel terrazzo che è Agerola, ci si affaccia sul mare del Golfo di Salerno. Sguardo ad est e Smirne la si vede in lontananza e, nel suo essere lontana, si scopre poi che è a noi vicina.

Via Armando Diaz 26 80051 Agerola (Na) Italia
Mar-Dom 12:30-14:00,19:00-22:00