nelle Eolie
A Lipari apre il Castellaro Bistrot: in cucina lo chef Giacomo Caravello
Un nuovo spazio dedicato alla cucina delle Eolie prende vita nella Tenuta di Castellaro: tra prodotti locali, vini d'eccellenza e una visione contemporanea, Giacomo Caravello firma un menu che parla al territorio
Dal 21 aprile, la Tenuta di Castellaro ha aperto le porte del suo nuovo bistrot sull'isola di Lipari (Me), affidando la cucina a Giacomo Caravello. Un progetto che unisce la forza del territorio eoliano alla visione contemporanea di uno chef che ha fatto dell'identità siciliana il perno della propria cucina. Il Castellaro Bistrot è già realtà e si candida a diventare un punto di riferimento per chi cerca un'esperienza gastronomica autentica e completa, tra vini selezionati e piatti capaci di raccontare le Eolie attraverso sapori veri e ingredienti locali.
Chi è Giacomo Caravello, chef del nuovo Castellaro Bistrot
A firmare la proposta culinaria del Castellaro Bistrot è Caravello, classe 1989, originario di Milazzo, con esperienze di rilievo a La Montecchia dagli Alajmo, al fianco di Martina Caruso al Signum dal 2014 al 2018 e, dal 2019, alla guida di Balìce, nella sua città natale. Una carriera costruita sulla ricerca e sull'equilibrio tra radici e innovazione, che oggi trova nuova espressione tra i filari e le colline di Lipari.
«Energia, entusiasmo, visione e territorio, sono queste le parole che riassumono alla perfezione la strada che ci ha portato ad abbracciare senza esitazione il progetto dell'apertura del nuovo Bistrot Castellaro - racconta lo chef. Il grande lavoro fatto da Massimo Lentsch in questi anni sull'Isola di Lipari - continua - ha dimostrato la lungimiranza di credere in un luogo unico al mondo, al quale sono fortemente legato per vicinanza geografica e percorso lavorativo. La nostra idea è quella di parlare di territorio, nel piatto, nell'atmosfera e nell'energia vulcanica che queste isole sanno trasmettere. Per me una sfida entusiasmante, come chef, come imprenditore e come figlio adottivo di questo arcipelago. Non vediamo l'ora di accogliervi».
Castellaro Bistrot: il menu, i vini e l'ambiente
Il menu del bistrot, aperto a pranzo con proposte degustazione e light lunch e a cena con una carta più ampia, è un vero tributo alla biodiversità dell'arcipelago. Ogni piatto ruota attorno a prodotti locali e stagionali, combinati con tecniche moderne e abbinamenti mai banali. Capperi, datterini, finocchietto selvatico, gamberi rossi e di nassa, melanzane, mandorle e cozze sono solo alcuni degli ingredienti protagonisti di una cucina che intende restituire il senso profondo dell'identità eoliana.
L'esperienza al Castellaro Bistrot non si esaurisce però nel piatto. Il progetto nasce in perfetta sintonia con la vocazione vitivinicola della Tenuta di Castellaro, e costruisce un dialogo serrato tra vino e cucina. In carta ci sono, oltre alle etichette prodotte sull'isola, anche quelle dell'Etna Doc firmate dallo stesso Massimo Lentsch e una selezione di referenze da alcuni tra i Vignerons francesi più rappresentativi. Ogni abbinamento è studiato per valorizzare aromi, consistenze e struttura delle portate, in un gioco di equilibri che punta a esaltare entrambi i protagonisti della tavola.
L'ambiente che accoglie i clienti completa il racconto. Il bistrot è stato progettato dallo studio Dalpiaz Giannetti Architekten di Amburgo, con la collaborazione degli architetti Michele Giannetti e Alessandro Dalpiaz, e richiama l'architettura della cantina, con colonne ispirate ai pilastri a fungo, realizzate in cassaforma di polistirolo. Proprio questi elementi sono stati trasformati in installazioni d'arte da Luigi Radici, che ha anche personalizzato le pareti della barriccaia. Una cucina a vista all'esterno e un ascensore che funziona come torre del vento completano un ambiente pensato per essere accogliente e immersivo, dove ogni dettaglio contribuisce a raccontare l'isola con coerenza e passione.

