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Guide turistiche, troppi candidati per il bando: ConfGuide lancia l'allarme
Oltre 27mila candidati per il bando guide turistiche, il doppio degli attuali professionisti. ConfGuide teme un calo della qualità e l'impatto sul settore. Preoccupano anche i nuovi requisiti di accesso
Oltre 27mila domande per il primo bando nazionale per guide turistiche. Un numero che supera di gran lunga quello degli attuali professionisti registrati sull'elenco nazionale del ministero del Turismo, pari a circa 14mila. Il termine per le iscrizioni si è chiuso ufficialmente nella giornata di giovedì 27 febbraio, lasciando spazio a riflessioni sulle conseguenze che questa ondata di nuovi aspiranti potrebbe avere sul settore. ConfGuide, la Federazione nazionale delle guide turistiche aderente a Confcommercio Professioni, esprime timori soprattutto sulla tenuta qualitativa della professione.
«Numeri elevati che, per quanto prevedibili dopo tanti anni, non possono che preoccupare e che impongono riflessioni» sottolinea Valeria Gerli, presidente di ConfGuide. Il rischio, secondo l'associazione, è che l'ingresso sul mercato di un numero così alto di nuovi professionisti possa creare un effetto destabilizzante, soprattutto in un settore che richiede competenze specifiche e un'elevata preparazione. Alcuni territori lamentano effettivamente una carenza di guide abilitate, ma triplicare in un solo anno il numero di operatori può avere conseguenze difficili da gestire.
Bando guide turistiche: boom di domande, ma ConfGuide avverte sui rischi
L'altra grande preoccupazione riguarda la qualità dei servizi offerti. E Gerli avverte: «Temiamo inoltre che, come ulteriore conseguenza, si abbassi il livello qualitativo dei servizi offerti, in un contesto che, invece, chiede sempre maggiore qualità, anche per contrastare i fenomeni di "overtourism"». Il tema della preparazione delle guide è da sempre cruciale e l'alto numero di candidati pone interrogativi sulla capacità del sistema di selezionare e formare adeguatamente i nuovi professionisti.
A preoccupare ConfGuide non è solo il numero di domande presentate, ma anche la revisione dei requisiti per accedere alla professione: la Federazione aveva già infatti espresso perplessità sulla modifica dell'impianto della riforma voluta dalla Commissione europea, che ha abbassato il livello di accesso da laurea a diploma e ridotto da due a una le lingue straniere richieste, con un livello minimo di conoscenza fissato a B2. Nonostante le criticità evidenziate, ConfGuide riconosce l'importanza della riforma, attesa da oltre dieci anni, e augura a tutti i candidati di affrontare con successo il percorso di selezione: «A tutti i candidati, esprimiamo l'augurio che dalle prove d'esame emergano i più meritevoli, qualificati e preparati, perché è di costoro che turismo e cultura hanno bisogno» conclude Gerli, invitando gli aspiranti a rivolgersi alle sedi locali della Federazione per ottenere informazioni e supporto.

