stime coldiretti

A Natale un italiano su 3 regala cesti enogastronomici. E in 2 milioni vanno in agriturismo
Secondo le previsioni di Coldiretti/Ixè la spesa natalizia complessiva arriva a 9,6 miliardi e la scelta del cibo (34%) supera moda e tech, spinta anche dal riconoscimento dell’Unesco e dalla voglia di filiera corta. In parallelo, Coldiretti stima oltre due milioni di presenze fra pasti e pernotti negli agriturismi (+5% sul 2024)
C’è un dato che più di altri racconta come stanno cambiando i regali di Natale in Italia: nel 2025, un italiano su tre sceglie un cesto enogastronomico, espressione della stessa cultura gastronomica che in questi giorni anima mercati contadini e agriturismi (dove le stime vedono una crescita delle visite per le Feste del 5%) in tutta la Penisola. A dirlo è l’indagine Coldiretti/Ixè sulle abitudini festive, che fotografa una spesa complessiva da 9,6 miliardi di euro e una gerarchia dei doni sempre più chiara. In cima c’è il cibo (34%), davanti ad abbigliamento e accessori, poi articoli per la casa, libri, giocattoli e tecnologia. Un risultato che si spiega anche con il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, ma che va oltre l’effetto-annuncio e intercetta un modo diverso di pensare il regalo.
Quanto spendono gli italiani (e quando)
La corsa agli acquisti, come spesso accade, entra nel vivo all’ultimo momento: cinque milioni di italiani concentrano le spese nella settimana che precede il Natale. Il budget medio cresce rispetto allo scorso anno, pur con differenze marcate. L’11% non supera i 50 euro, il 44% resta nella fascia tra 50 e 150 euro, il 24% arriva fino a 300 euro, mentre una parte minoritaria spende anche di più. Dentro questi numeri si muove il successo dei cesti, come preannunciato, scelti dal 34% delle famiglie, con una spesa media di 48 euro, una cifra che li rende accessibili ma tutt’altro che banali.
Il motivo è semplice: il cibo funziona perché parla a tutti, entra nelle case senza chiedere misure o istruzioni e racconta qualcosa di chi lo regala. Nei mercati contadini di Campagna Amica, dal Circo Massimo in poi, l’atmosfera è già quella delle grandi occasioni. Tra i banchi si cercano confezioni curate ma non rigide, prodotti riconoscibili e storie da portare a tavola insieme ai pacchi. La biodiversità agricola italiana, che è uno dei pilastri del made in Italy agroalimentare, diventa così materia concreta per un regalo che ha un senso preciso e non si esaurisce nell’estetica.
Dai cesti Unesco alla biodiversità contadina
Non a caso stanno prendendo spazio i cesti a tema Unesco, costruiti attorno ai cardini della Dieta mediterranea. Dentro ci finiscono passata di pomodoro, olio evo, pasta, lenticchie, pecorino, frutta secca - nocciole, mandorle, noci - e naturalmente il panettone, che resta il simbolo più immediato della convivialità natalizia. È un insieme che, come spiega Coldiretti, «racconta l’Italia del buon cibo, fatta di semplicità, stagionalità e legame con il territorio».
Accanto a questi, resistono e anzi si rafforzano i cesti della biodiversità contadina, che custodiscono produzioni meno scontate e spesso poco conosciute fuori dai confini regionali. Per esempio, la Melannurca Campana Igp, il maialino nero di razza casertana, gli oli extravergini aromatizzati e tante altre specialità diventano il cuore di pacchi che hanno il sapore della scoperta e, allo stesso tempo, della tutela di un patrimonio agricolo e culturale fragile.
Viaggi regionali e cesti su misura
Poi ci sono i cesti territoriali, veri itinerari gastronomici lungo la Penisola. Dalla Lombardia arrivano proposte che mettono insieme riso Carnaroli, miele d’acacia, vino spumante brut, torrone classico e passata di pomodoro, componendo una tavola delle feste equilibrata e immediata. Dalla Puglia il racconto passa invece per la civiltà del grano e dell’olio, con caciocavallo, carciofo brindisino sott’olio, friselle di grano Senatore Cappelli, taralli all’olio evo e orecchiette di grano duro. Liguria, Friuli Venezia Giulia, Calabria, Sicilia, Emilia-Romagna e tutte le altre regioni completano la mappa, valorizzando conserve, salumi, formaggi, vini, mieli, confetture, cereali e prodotti freschi delle aziende agricole di Campagna Amica.
Restano tra i più richiesti anche i cesti più classici, quelli che mettono insieme spumante e panettone con lenticchie, olio evo, cotechino e zampone, una formula che continua a funzionare perché rassicurante. Allo stesso tempo cresce la richiesta di personalizzazione: cesti fai da te, temi specifici, scelte legate alle nuove sensibilità dei consumatori. I prezzi, di conseguenza, si muovono su un’ampia forbice: si parte da circa 20 euro e si può superare quota 200 per le selezioni più ricercate.
Anche gli agriturismi protagonisti a Natale
E a confermare la centralità del cibo come esperienza, oltre che come regalo, arrivano anche i numeri del turismo rurale durante le festività. Secondo le previsioni di Coldiretti e Campagna Amica, saranno infatti oltre due milioni le persone che nel 2025 sceglieranno di trascorrere il periodo natalizio in agriturismo. Un dato in crescita del 5% rispetto allo scorso anno, che racconta un’Italia dove il viaggio si lega sempre di più alla tavola e ai luoghi della produzione agricola. A prevalere sono nettamente gli italiani, che rappresentano circa l’80% della clientela e optano per soggiorni di media durata, intorno alle tre notti, confermando l’agriturismo come formula capace di tenere insieme riposo, scoperta e senso del luogo.
Inoltre, in vista delle festività, molte strutture hanno ampliato l’offerta con attività pensate per pubblici diversi: dagli sportivi agli amanti delle tradizioni, da chi cerca esperienze culturali a chi privilegia il benessere e i cammini, senza dimenticare le iniziative natalizie come i corsi di cucina dedicati alle ricette delle feste. Un mosaico di proposte che rafforza il ruolo dell’agriturismo come presidio vivo delle aree interne e rurali, dove il turismo affianca e sostiene le attività agricole e artigianali locali, contribuendo alla tutela dei borghi, del paesaggio e alla prevenzione dello spopolamento.
«Trascorrere le festività in agriturismo - ha commentato la presidente di Campagna Amica e Terranostra, Dominga Cotarella - significa vivere le tradizioni autentiche, le usanze tipiche delle aree rurali, dei borghi e dei piccoli comuni. Scegliere percorsi responsabili e proposte sostenibili, acquistando prodotti agricoli direttamente dalle aziende agricole, celebrando il recente riconoscimento della nostra cucina patrimonio immateriale dell’umanità, che trova espressione nella sana cucina contadina. Sempre più italiani e stranieri scelgono le nostre aziende agricole, un fenomeno in continua crescita che dimostra la capacità dell'agricoltura di creare valore, relazioni, coesione e benessere sociale diffuso».

