Vita selvaggia
Ha lasciato tutto per vivere a Filicudi senza corrente: la storia di Gisbert Lippelt
A Filicudi, l’artista tedesco Gisbert Lippelt vive da oltre 50 anni in armonia con la natura, senza comfort moderni. Tra silenzio, arte, orto e cucina autentica, la sua “Paradisola” è un esempio di libertà e vita essenziale
Filicudi è una delle sette isole dell’arcipelago delle Eolie, che fa capo amministrativamente al comune di Lipari, in cui normalmente vivono circa 200 persone (che d’estate diventano però 2000). In greco antico l’isola veniva chiamata Phoinikoûssa e successivamente anche Phoinik?des: generalmente riconducibile al significato di palma nana, di cui l’isola è ancora oggi rigogliosa.
Natura incontaminata e silenzio: l’anima di Filicudi
L’attrazione principale dell’isola è data dai lunghi silenzi che si possono godere, circondati da una natura semplice di piante di cappero, di fichi, di ginestra, di ulivo, di lentisco, di carrubo, di artemisia, tanto da essere stata inserita nel Patrimonio dell’Unesco.
Gisbert Lippelt: l’uomo che ha scelto la Paradisola
L’isola è frequentata da diversi turisti, uno dei quali, Gisbert Lippelt (78 anni), oltre 50 anni fa decise di mollare tutto e rimanerci, però continuando a viverci allo stesso modo in cui lo fece il suo primo giorno: quindi ad esempio, senza luce, senza televisione, senza macchina e senza lavoro, senza cibo confezionato, ecc.
Una vita essenziale tra natura e arte
Tedesco di Amburgo, Gisbert vive una vita silenziosa, che si riflette nelle modalità con cui svolge la sua comunicazione (piena di vuoti, ma “densa”), ma anche una vita intensa per procurarsi il cibo (fatto di fiori, frutta, erbe spontanee, funghi), gestire l’acqua piovana raccolta, fare il pane (e anche il vino da uve selvatiche), coltivare l’orto, andare a pescare, immergersi nelle letture, curare la vena artistica (pittura), rimaneggiare la caverna di tufo (scavata a mano nei primi tre mesi e mezzo in contrada Serro a 400 metri sul livello del mare e che l’Accademia delle Belle Arti di Amburgo trattò come una scultura).
Tecnologia minima e libertà interiore
Non è completamente isolato, in quanto ha una radio a batterie per ascoltare qualche notizia, da alcuni anni ha un telefono cellulare ricaricato, prima presso i vicini e da qualche anno a energia solare fornita da un pannello solare. Ogni tanto si allontana dall’isola, per ritornare in Germania oppure recarsi in altre nazioni a tenere conferenze sulla sua storia e sulle modalità di vita sull’isola (sulla “Paradisola” come ama definirla lui).
Gisbert dice: «ero dove c‘era tutto e ho scelto l’opposto» (era figlio di avvocati e architetti). La sua esperienza di uomo felice è diventata un esempio di libertà e di un diverso modo di concepire la casa e la felicità, concentrandosi sull'ascolto di sé e della natura, sentendo le “vibrazioni” interiori nel brevissimo spazio della propria esistenza. «Se riesci a identificare il fatto che il tempo è tuo e di nessun altro, allora è fatta !», aggiunge.
Sapori autentici: fichi d’india, cladodi fritti e pasta ai capperi
Ma un’altra sorpresa è stata quando ci siamo accomodati sul “lastricu” vista mare, per sorseggiare un succo di fichi d’india (una spremuta del frutto passata al setaccio), aromatizzato con menta.
E un piatto di polpa di cladodi (pale) fritta. Ma superlativa è risultata la sua pasta con i capperi (con cipolla, pomodoro, olio di oliva) senza dissalarli per non perdere il caratteristico gusto.


