avanguardia
Le malghe dell'Altopiano dei Sette Comuni ottengono la certificazione biologica
Valoritalia, ente leader nelle certificazioni agroalimentari in Italia, ha rilasciato per la prima volta in Europa, il certificato biologico di gruppo all’Unione montana spettabile reggenza dei Sette Comuni
Valoritalia, ente leader nelle certificazioni agroalimentari in Italia, ha rilasciato per la prima volta in Europa, il certificato biologico di gruppo all'Unione montana spettabile reggenza dei Sette Comuni, che comprende 69 professionisti operanti nelle aree a pascolo permanente delle malghe presenti nel territorio dell'Altopiano dei Sette Comuni (Asiago, Lusiana-Conco, Enego, Foza, Gallio, Roana e Rotzo in provincia di Vicenza).
Certificazione biologica per le malghe, cosa dice il regolamento
Le malghe, enorme patrimonio economico, storico e turistico, sono di proprietà delle amministrazioni comunali e sono gestite in collaborazione con l'Unione montana spettabile reggenza dei Sette Comuni, alla quale Valoritalia ha proposto la sperimentazione di questa nuova modalità di certificazione biologica. La gestione delle Malghe è affidata ai Comuni in collaborazione con la Comunità Montana (ora Unione Montana) spettabile reggenza dei Sette Comuni che in relazione ai contratti di concessione della durata di 6 anni provvedono alla consegna e riconsegna delle Malghe ai malghesi sulla base di un disciplinare tecnico economico.
Il regolamento stabilisce poi il divieto d'uso di miscelatori per la fornitura di razioni alimentari preconfezionate, con la fornitura di mangimi ammessa fino ad un massimo del 20% del fabbisogno giornaliero. È inoltre vietato concentramento e stazionamento delle mandrie nelle zone con cotico danneggiato per calpestio e il pascolo va turnato nei casi di prevalenza di bestiame asciutto. Vengono stabiliti anche gli obblighi per interventi di conservazione e manutenzione con riferimento allo stato dei beni al momento della consegna, di miglioramento sui pascoli e sulla viabilità indicati nel contratto e nel verbale di consegna e di manutenzione dell'efficienza delle concimaie e l'asportazione e dispersione dello stallatico, così come dell'utilizzo completo della superficie di malga con sfalcio dei residui rifiutati; taglio delle infestanti prima della fioritura.
Malghe, la sfida della certificazione di gruppo
L'articolo 36 del regolamento biologico (UE) 2018/848, entrato in vigore il 1° gennaio 2022, ha introdotto infatti per la prima volta in Europa la certificazione di gruppo, un'opzione rivolta ai piccoli produttori al fine di stimolare la partecipazione delle aziende nell'attuazione del processo di certificazione e promuovere l'innovazione organizzativa e istituzionale. L'Altopiano dei Sette Comuni ha risposto positivamente a questa sfida, cogliendo l'opportunità di implementare la gestione dei pascoli permanenti con grande efficacia, e allo stesso tempo salvaguardare la fertilità e la struttura dei suoli, fondamentali per la tutela di questo patrimonio naturale.
Il progetto è inoltre in linea con le strategie europee di sviluppo sostenibile, in particolare con l'obiettivo di aumento della superficie biologica della strategia del Green Deal sulla biodiversità che prevede il 25% di superfici coltivate a biologico, a livello europeo, entro il 2030. A tal proposito, Elena Panichi, capo unità, agricoltura biologica Unione Europea, plaude all'efficace applicazione del regolamento europeo e si congratula per il traguardo raggiunto, invitando la struttura a farsi ambasciatore di tale risultato e porsi come esempio per altre realtà sia italiane che europee.
Certificazione biologica per le malghe, i commenti
«La certificazione di gruppo è un ulteriore passo per garantire il futuro del biologico in Europa - commenta Eduardo Cuoco, direttore di Ifoam Organics Europe -: tramite questo strumento, piccole realtà virtuose come quelle delle malghe hanno potuto dare il via a un percorso verso la completa tracciabilità, con una netta riduzione di costi di controllo e oneri amministrativi».
«L'Unione Montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni ha assunto il ruolo di Gestore del gruppo di certificazione, figura prevista dal regolamento europeo e incaricata di elaborare le procedure, i documenti e le registrazioni del sistema di controllo interno, nonché di svolgere le attività di formazione e di autocontrollo su tutti i membri del gruppo», spiega Diego Rigoni, assessore e vicepresidente dell'Unione Montana Spettabile Reggenza.
Valoritalia, nel rispetto della normativa vigente, ha svolto l'attività di verifica preliminare al fine di accertare che l'Unione Montana avesse effettuato il controllo sul 100% dei membri aderenti al gruppo di certificazione e successivamente ha svolto le visite ispettive su un campione di dieci operatori. «Questa pionieristica modalità di certificazione può sicuramente fungere da apripista per una migliore gestione sostenibile del territorio nazionale. La certificazione biologica di gruppo dell'Altopiano dei Sette Comuni costituisce un esempio unico in Italia di territorio biologico e un importante caso in Europa di applicazione del regolamento biologico 2018/848. Il sistema, applicabile ad altre colture, offre la possibilità di una gestione regolamentata capillare dei terreni», aggiunge Sandra Furlan, Responsabile ricerca e sviluppo - Certificazioni di sostenibilità Valoritalia.

