Per tre lunghe settimane, Davide Buzzi, 43 anni, aveva vissuto nell'agonia per la perdita del figlio della sua ex compagna, un giovane di nome Edo a cui era profondamente legato. Questo legame era così viscerale che la morte di Edo, avvenuta davanti al bar "Big Town" di Ferrara il 12 agosto scorso, lo aveva scosso profondamente. La causa della morte era stata un mix letale di alcol e cocaina. Buzzi non aveva conosciuto pace da quel giorno e amici affermano che era sconvolto e desiderava con tutto se stesso fare qualcosa per cercare giustizia. Aveva persino consultato il suo avvocato chiedendo se ci fosse un'opzione legale per agire contro coloro che riteneva responsabili. Si era convinto che Edo fosse stato vittima della droga vendutagli nei pressi del bar e accusava i gestori del locale di non aver chiamato immediatamente il soccorso quando il giovane, affetto da una patologia cardiaca, era caduto in uno stato di agonia a causa del "mix" letale.

Prova a incendiare il bar per vendicare il “figlio” ma viene ucciso dai proprietari
Buzzi è stato ucciso dai gestori di un bar dopo aver cercato di vendicare il figlio dell‘ex compagna

Buzzi ucciso dai gestori del bar Big Town a Ferrara: la dinamica dell'omicidio

Per giorni, l'agonia di Davide Buzzi lo aveva spinto a cercare una via d'uscita, oscillando tra la ricerca di giustizia e l'istinto di vendicarsi personalmente. Alla fine, aveva scelto la strada della vendetta personale. Chi lo conosceva lo descriveva ancora come un "gigante buono". Dopo la morte di Edo, Buzzi aveva prima attaccato un pusher tunisino che credeva avesse fornito la dose mortale e poi si era concentrato sui gestori del "Big Town". Aveva iniziato con minacce e alla fine aveva compiuto un blitz nel locale. Venerdì scorso 1 settembre, con il sostegno di un giovane cugino di Edo, Buzzi era entrato nel bar "armato" di una tanica di benzina. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, sembrava che avesse cercato di incendiare il locale, un fatto confermato dalla presenza di una tanica rossa all'interno del bar. Tuttavia, gli amici insistono che forse voleva solo spaventare i gestori. La verità rimarrà un mistero.

Dopo un breve alterco verbale, Davide Buzzi è stato attaccato brutalmente con coltelli, cocci di bottiglia e chiavi inglesi. Era venuto in cerca di vendetta ma si era trovato di fronte a individui determinati. Anche il giovane che era con lui è rimasto gravemente ferito. I gestori del locale, Mauro Di Gaetano, 41 anni, e suo padre Giuseppe, 69 anni (anche loro lievemente feriti), sono stati arrestati con l'accusa di omicidio volontario, ma hanno affermato di aver agito in legittima difesa dopo le minacce ricevute.