danno e beffa
Fondo siccità, a Pavia arrivato solo il 3% della richiesta degli agricoltori
Per gli agricoltori della provincia, in assoluto la più colpita dalla siccità 2022, sono stati stanziati solo poco più di 6 milioni di euro sul totale degli oltre 15 disponibili complessivamente a livello regionale
Oltre al danno, la beffa. Come sottolinea Cia Lombardia. A Pavia, per la siccità della scorsa stagione, arrivano bazzecole nonostante i danni evidenziati dal mondo agricolo sono ingenti. Arriva solo il 3% della somma richiesta dagli agricoltori a causa della calamità. A seguito della pubblicazione sul Bollettino Ufficiale regionale del 29 giugno del Decreto sui ristori per danni, in favore delle aziende agricole che hanno subito danni alle produzioni a causa della siccità dell’anno 2022 in Regione Lombardia, Cia Agricoltori Italiani Pavia esprime il più totale sconcerto di fronte alle cifre stanziate.
Pavia, tra le provincie più colpite dalla siccità
«Apprendiamo con grave disappunto - afferma Carlo Emilio Zucchella, presidente di Cia Agricoltori Italiani Pavia - che per gli agricoltori della nostra provincia, in assoluto la più colpita dalla siccità 2022, sono stati stanziati solo poco più di 6 milioni di euro sul totale degli oltre 15 disponibili complessivamente a livello regionale».
Pavia, “irrisori” i fondi per la siccità
Inspiegabile poi secondo il presidente Zucchella il cambio in corsa dei fondi complessivi stanziati a fronte delle richieste, che sembrano il più classico esempio di beffa oltre al danno. «La stima effettuata lo scorso autunno era decisamente differente: 172.437.956 euro di danni segnalati per 2.315 aziende agricole. I 200 milioni di euro stanziati a livello nazionale, si legge nel decreto regionale, sono poi diventati 100». Il risultato? Un ristoro che, per le aziende colpite, ha un’entità ridicola e tristemente beffarda per chi in questi ristori contava per recuperare un anno di mancato raccolto, oltre ai costi di produzione schizzati alle stelle.
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«A tutto questo aggiungiamo la mancata erogazione dell’anticipo Pac 2023 e i ritardi nei pagamenti del Sistema Agevolato dei Rischi, che aggravano il quadro del 2022 mettendo le aziende ancora più in crisi di liquidità» prosegue il rappresentante Cia degli agricoltori dell’Oltrepò. «A questo punto, confidiamo nella divina provvidenza perché gli aiuti del Governo sulle calamità climatiche sono solo promesse mancate» conclude Zucchella.
È oltremodo evidente che, oltre alla carenza di risorse economiche effettivamente stanziate, anche il metodo di quantificazione del danno, stabilito sulla base del Decreto 102/2004, sia risultato inefficace, tanto più che non è stato attivato nemmeno l’esonero contributivo per le aziende operanti nelle aree siccitose e ricomprese nella calamità. «Chiediamo ai politici referenti del territorio di attivarsi immediatamente per incrementare l’aiuto stanziato a favore delle nostre aziende. Siamo disponibili al confronto per individuare degli strumenti di supporto. Le belle parole di conforto non bastano più e le aziende rischiano di chiudere i battenti» conclude il Presidente Zucchella.


