Santachexit
Dopo Visibilia anche Ki Group: la Santanchè non avrebbe pagato i contributi
Una trentina di ex dipendenti hanno bussato alla porta dell’Ispettorato del Lavoro e dell’Enasarco per verificare se siano stati versati i contributi, compensi e Tfr. C’è il rischio è che rimangano a bocca asciutta
La saga Santanchè, che ha (finalmente) ricevuto l’avviso di garanzia, si infittisce. Perché ora nella galassia delle imprese della ministra del Turismo, oltre che da Visibilia (azienda di cui Santanchè non è più azionista di maggioranza) arrivano problemi anche da Ki Group Spa, l’azienda di alimentare biologico che la ministra la acquista nel 2006 insieme all’ex compagno Canio Mazzaro). E se da una parte per quanto riguarda Visibilia, la Santanchè è implicata in accuse di falso in bilancio, bancarotta e in ultimo un’ipotesi da esplorare di truffa ai danni dello Stato per i lavoratori in cassa Covid a zero ore, con Ki Group l’accusa è di non aver pagato i contributi.
Ki Group, i dipendenti della Santanchè aspettano contribuiti e Tfr
Così, una trentina di ex dipendenti di Ki Group hanno bussato alla porta dell’Ispettorato del Lavoro e dell’Enasarco per accertarsi che siano stati versati i contributi, altri compensi e Tfr dal 2020. L’ultima a presentarsi, come riporta Il Fatto Quotidiano, è stata Raffaella Caputo, ex impiegata amministrativa di Ki Group, licenziata nel 2022, che aspetta 35mila euro di Tfr: «Abbiamo chiesto alla Guardia di Finanza di verificare se hanno versato almeno la quota dipendente che trattenevano in busta paga. Altrimenti sarebbe appropriazione indebita».
Ma, come detto, Raffaella Caputo non è l’unica: Marco Scotto, agente di vendita, ha accumulato crediti per 111.318 euro; Claudia Micucci, agente per il Lazio, deve avere 3mila euro; altri lamentano cifre più alte. Il problema è anche che non possono versarli da sé subito: devono passare due anni dalla dichiarazione di fallimento.
Leggi anche
E c’è il rischio è che alla fine rimangano a bocca asciutta. Tutti i crediti, compresi quelli esecutivi in forza di decreti ingiuntivi, sono congelati dal 29 luglio 2022. Per dipendenti e creditori si era aperta la strada dell’istanza di liquidazione giudiziale. In 12, 7 agenti e 5 impiegati, la depositano al tribunale chiedendo 450mila euro di spettanze. Ma pochi giorni prima i legali di Ki avevano inviato alla seconda sezione civile una proposta di concordato semplificato liquidatorio che congela per la seconda volta le spettanze creditizie.

