Le misure
Decreto lavoro, Moretti (Fipe): «Giusta la linea del governo ma non basta»
Il Decreto prevede misure che interessano anche la ristorazione, per il direttore dell'area sindacale: bene la modifica al reddito di cittadinanza che dovrebbe favorire l'occupazione nel settore, ma c'è ancora strada da fare
Il 1° maggio, Festa dei lavoratori, è stato approvato dal Consiglio dei ministri il Decreto lavoro 2023 che ha come obiettivi principali quelli di ridurre il cuneo fiscale, per la parte contributiva, nei confronti dei lavoratori dipendenti con redditi fino a 35mila euro lordi annui; di contrastare la povertà e l’esclusione sociale, promuovere politiche attive del lavoro, con l’obiettivo di assicurare un’adeguata formazione a chi non ha un’occupazione ed è in grado di svolgere un’attività lavorativa e di favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. «Secondo noi - commenta Silvio Moretti, direttore dell’area sindacale della Fipe, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi - la linea con cui si è mosso il governo è giusta ma non ancora sufficiente. Sicuramente sono molto importanti le riduzioni apportate al taglio del cuneo fiscale, anche se come tutti sappiamo sono contingenti, e quindi per il prossimo anno già si sta parlando di reperire parecchie risorse. Pensiamo che solo fino a dicembre sia qualcosa che aiuti, ma aiuti poco. In più noi abbiamo richiesto più volte - anche al ministro Calderoni attraverso una lettera - di poter intervenire sulla detassazione degli importi contrattuali. Noi siamo in fase di rinnovo del contratto e certamente aiuterebbe se anche gli aumenti contrattuali fossero detassati».
Oltre la riduzione del cuneo fiscale, altri interventi che interessano il settore della ristorazione sono la modifica del reddito di cittadinanza e il ricorso a voucher o buoni lavoro con il tetto che il decreto-legge aumenta a 15mila euro annui per «gli utilizzatori che operano nei settori dei congressi, delle fiere, degli eventi, degli stabilimenti termali e dei parchi divertimento».
Modificato il reddito di cittadinanza, «favorirà l’occupazione»
Proprio in merito alla modifica del reddito di cittadinanza, commenta Moretti: «Sicuramente è una misura importante che ha permesso di spostare l’orizzonte dal reddito di cittadinanza ad altre forme che consentano di sostenere i più deboli ma al tempo stesso favoriscano la possibilità per chi è occupabile di essere occupato». Il settore della ristorazione, infatti, sta vivendo un periodo di grave emorragia del personale, che non si trova da Nord a Sud, e proprio l’assegno di sostegno sociale è stato più volte citato come uno dei motivi che spinge chi, pur potendo lavorare, preferisce non farlo.
«Diciamo che – continua Moretti – anche se forse non poteva essere inserito nel Decreto lavoro, noi ci auguriamo che ci siano gli interventi del Pnrr ad aiutarci perchè per noi è fondamentale che le politiche attive del lavoro vengano attuate in maniera decisiva: se non si riesce a superare il mismatch – la mancata corrispondenza - tra offerta e domanda di lavoro, i decreti servono ma servono fino a un certo punto. Quindi, sicuramente la direzione è giusta ma a questa, il governo dovrà dare seguito con altri interventi».
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Per quanto riguarda le altre misure che possono interessare il settore della ristorazione previste dal decreto, conclude il direttore: «Riguardo ai contratti a termine il nostro contratto già prevede una strumentazione che affida alla contrattazione collettiva l’individuazione di particolari soluzioni in caso di intensificazione di stagionalità, per noi dovrebbe cambiare poco, probabilmente è più importante per altri settori. Una norma interessante è quella del Welfare: della possibilità per le imprese di poter, se vogliono, arrivare fino al benefit di 3mila euro, com’era già in precedenza con il governo Draghi, anche se è stata condizionata dal fatto che bisogna avere figli. Dunque, pare una norma un po’ in controtendenza rispetto alla linea di voler favorire la natalità: cioè, mi spiego meglio, aiuta chi ha già figli ma non prevede l'avvio di una politica a favore della natalità» conclude Silvio Moretti.


