La notizia è ormai ufficiale: a breve arriverà il bando, fondo di 500mila euro, per progetti volti alla tutela dell’ambiente dopo piene e nubifragi. Il ‘decreto legna del Masaf’ dà il via libera agli agricoltori, senza rischiare di essere multati, alla raccolta di legname che si viene a depositare dopo eventi atmosferici o meteorologici, negli alvei di fiumi e torrenti, sulle sponde di laghi e fiumi e sulle coste, pratica, di fatto, che è stata sempre preclusa agli agricoltori in quanto di competenza regionale e di Ispra. A illustrare il decreto in conferenza stampa è stato il presidente della Commissione Agricoltura della Camera Mirco Carloni, insieme al Ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida, e al presidente della Commissione Agricoltura del Senato, Luca De Carlo.

Francesco Lollobrigida, Mirco Carloni e Luca De Carlo
Francesco Lollobrigida, Mirco Carloni e Luca De Carlo

Il decreto per una cultura della gestione fluviale

Carloni ha evidenziato come l’iniziativa rappresenti il «punto di arrivo di una norma fatta in finanziaria che permette agli agricoltori di raccogliere il legname depositato naturalmente in seguito ad eventi atmosferici o meteorologici nell'alveo dei fiumi, dei torrenti, sulle sponde dei laghi e sulla battigia del mare. Noi vogliamo che chi si impegna a mantenere pulito dal legname un fiume almeno non venga multato. Il decreto prevede inoltre, il finanziamento di progetti per la raccolta del legname nei territori colpiti da eventi atmosferici come nubifragi, piene, alluvioni, frane ed esondazioni. Le risorse stanziate sono pari a 500mila euro annui a beneficio di una serie di soggetti quali gli agricoltori in forma associata o singola, le associazioni di categoria che mi auguro possano farsi promotori di formazione e informazione agli agricoltori, anche giovani, per creare una cultura della gestione fluviale. Le norme prevedono la modalità d’impiego della biomassa, la modalità del trasporto anche con gli animali e la prevenzione del dissesto idrogeologico. Ogni progetto può avere un massimo di 50mila euro di finanziamento ed entro 15 giorni il Masaf farà le procedure di pubblicazione del bando».

Provvedimento che aiuta anche i comuni

Il presidente della Commissione Agricoltura del Senato, Luca De Carlo, ha sottolineato che «con questo provvedimento, andiamo ad incentivare gli agricoltori a riprendere in mano quello che storicamente e in silenzio, senza chiedere in cambio nulla, hanno sempre fatto, prima che questo diventasse motivo di multe e denunce. È un’iniziativa che ha un immediato riflesso anche sull’attività amministrativa dei comuni, che ora vedono una soluzione per risolvere situazioni che si trascinano da anni durante i quali poco o nulla si è potuto fare per la prevenzione e la gestione dell'emergenza. Portiamo a termine un progetto che permetterà finalmente di riuscire ad impattare anche sul dissesto idrogeologico, dando la possibilità agli agricoltori di poter pulire l’ambiente dal legname nell’alveo dei fiumi e non solo, secondo delle precise regole stabilite. Potranno quindi dare una mano a manutenere l’ambiente come hanno fatto per secoli rispetto ad un modello che impediva di farlo in termini ideologici e non pragmatici. Sempre grazie all’emendamento abbiamo stanziato anche una cifra importante che permetterà anche di incentivare queste forme di attività».

Eccessiva burocrazia impedisce ad agricoltori di curare territorio

A concludere i lavori Carloni, specificando l’importanza nella semplificazione delle procedure: «infatti dietro alle catastrofi non c’è solo il cambiamento climatico ma anche l’eccessiva burocrazia che ha impedito agli agricoltori di prendersi cura del loro territorio con la raccolta del legname che può causare accumuli torrenziali. Il legno è una materia prima che può rappresentare anche una soluzione a fronte dell’aumento dei costi dei prezzi energetici, la raccolta può avvenire su un territorio ampio, ovvero dove è stata dichiarata un’allerta meteo o uno stato di calamità con provvedimento regionale o provinciale nei cinque anni antecedenti la data di avvio della procedura selettiva».