La ricerca dei prodotti del territorio, la schiettezza e la veracità, oltre che la passione per il vino. Questi gli obiettivi del felice convivio, andato in scena nei giorni scorsi a Montalcino in provincia di Siena. Le stelle sopra il Comune Toscano hanno fatto da splendente corollario alla cena-evento organizzata dalla cantina Poggio il Castellare delle Tenute Toscane della famiglia Baroncini per festeggiare la creatività e l’eccellenza di un territorio e di un’azienda vinicola radicata in Toscana dal 1489. Ospite d'onore Simone Rugiati, il celebre cuoco e star della Tv, e da sempre appassionato di prodotti del territorio che ha proposto ai commensali un percorso culinario sensoriale.

Bruna Baroncini, Simone Rugiati, Samuele Baroncini Simone Rugiati ospite nelle cucine di Tenuta Poggio il Castellare
Bruna Baroncini, Simone Rugiati, Samuele Baroncini

Simone Rugiati ospite nelle cucine di Tenuta Poggio il Castellare

In questo evento a Poggio il Castellare Bruna Baroncini e il nipote Samuele Baroncini, con la graziosa compagna Giulia, sono stati i premurosi anfitrioni dei numerosi giornalisti ed esperti intervenuti.
Ospite d’eccezione il noto, estroverso e vulcanico chef Simone Rugiati che ha proposto - e piacevolmente commentato passo-passo, con divertenti reminiscenze personali della cucina della “mi nonna”- un percorso sensoriale basato sulla genuinità della materia prima disponibile nel territorio.

Simone Rugiati ospite nelle cucine di Tenuta Poggio il Castellare

Il percorso sensoriale scelto da Rugiati

Ne è scaturito un originale menu, studiato in abbinamento a una selezione di vini delle varie realtà di Tenute Toscane: il Vermentino della Maremma Toscana in due versioni, spumante metodo ancestrale e fermo; il Rosso di Montalcino, il Brunello di Montalcino;il Brunello di Montalcino Riserva e il Vin Santo Chianti Classico.
In sequenza gli ospiti hanno potuto apprezzare:

  • prosciutto di Cinta con zonzelle, pasta di pane fritta;
  • insalata di farro con verdurine estive, in sformatino quadrato; picetti con verdurine estive, un formato di pasta più simile allo spaghetto alla chitarra che al tradizionale picio;
  • cimalino, coscia di vitellone fasciato di erbe aromatiche con crema di patate al prezzemolo;
  • assaggio di pecorini di Pienza e budino di ricotta con pesche caramellate. Quest’ultimo piatto realizzato egregiamente da Giulia con l’apporto di una eccellente ricotta del vicino caseifico di Vergelle.

La serata si è chiusa con il saluto e il rigraziamento di Bruna.

Com’e nel suo stile- per chi la conosce - ha voluto accomiatarsi lasciando agli ospiti un piccolo messaggio- ricordo in formato pergamena, con parte del testo di una bellissima e profonda poesia di Jaques Brel: “Vi auguro sogni a non finire”.
 Vale la pena ricordarlo:
“Vi auguro sogni a non finire
e la voglia furiosa di realizzarne qualcuno
vi auguro di amare ciò che si deve amare
e di dimenticare ciò che si deve dimenticare
vi auguro passioni
vi auguro silenzi
vi auguro il canto degli uccelli al risveglio
e le risate dei bambini.
Vi auguro di resistere all’affondamento,
all’indifferenza, alle virtù negative della nostra epoca.
Vi auguro soprattutto di essere voi stessi”

Le donne, sono sempre state le curatrici delle vigne Baroncini

Per tradizione nella famiglia Baroncini sono state sempre le donne ad avere un ruolo rilevante e a curare in prima persona le vigne. Prima dell’attuale proprietaria Bruna - che inizia la propria carriera imprenditoriale a San Gimignano nei possedimenti di famiglia al Podere Torre Terza - il timone era stato in mano a nonna Gina e a mamma Ilva.

La prematura scomparsa del padre nel 1987 significa per Bruna la rinunzia al sogno di diventare medico e l’inizio di un percorso imprenditoriale che - sulle orme tracciate dal padre - punterà con decisione sulla produzione di Sangiovese di qualità in territori vocati.
Nel 1995 acquista Il Faggeto, a Montepulciano, il primo territorio in cui sperimenta, nella versione Prugnolo gentile, il vitigno principe di queste terre. Nel 1997 è la volta del Morellino in Maremma a Magliano in Toscana, con l’acquisto di Fattoria Querciarossa. Sempre nel 1997 l’approdo e la sfida più ambiziosi: il Brunello e il Sangiovese grosso, con l’acquisizione di Tenuta Poggio Il Castellare.
Infine nel 2003, con l’acquisto di Tenuta Casuccio Tarletti, a Castelnuovo Berardenga, versante Chianti Classico, si completa il percorso di produzione di Sangiovese nelle diverse declinazioni territoriali.