Ripartenza
La richiesta: “I protocolli antiCovid sono superati, ne servono di nuovi”
Così Donatella Prampolini, vicepresidente di Confcommercio, ha invitato i ministeri e le parti sociali a concentrarsi sulla prevenzione dei lavoratori più fragili e sul distanziamento, ma solo nelle situazioni critiche
In vista del 30 giugno, quando si dovranno rivedere i protocolli antiCovid sul lavoro, Donatella Prampolini, vicepresidente di Confcommercio ha inviato un accorato appello ai ministero della Salute e dello Sviluppo economico e a tutte le parti sociali coinvolte nella revisione dei documenti a redigere atti più snelli, pensati a tutelare i lavoratori più fragili e a mantere il distanziamento nelle situazioni più critiche.
Protocolli antiCovid al lavoro: l’appello di Confcommercio alle parti in causa
«I protocolli Covid del 2020 e del 2021 e con essi, parti sociali, imprese e lavoratori hanno svolto egregiamente il loro compito di arginare, con comportamenti virtuosi, l’andamento della pandemia. Oggi, però, si è aperta una nuova fase ed occorrono indicazioni da parte dei ministeri e delle istituzioni preposte. Bisogna lavorare a nuovi protocolli molto più snelli e concentrati sulla prevenzione dei lavoratori fragili e sulla raccomandazione di mantenere forme di distanziamento in situazioni critiche»: così Donatella Prampolini, Vicepresidente di Confcommercio con incarico al lavoro e welfare, al termine dell’incontro tra Ministero del Lavoro, Ministero della Salute, Ministero dello Sviluppo economico, Inail e tutte le parti sociali per la revisione dei protocolli Covid.
«Esistono già norme stringenti per la sicurezza sui luoghi di lavoro»
«Del resto - prosegue Prampolini - la legislazione vigente in via ordinaria contiene già un solido sistema a tutela dei lavoratori e norme stringenti per la prevenzione e la sicurezza sui luoghi di lavoro, motivo per cui anche i comitati in questa fase non hanno più ragion d’essere. Pertanto, si attendono con urgenza, entro questo mese, le indicazioni dei ministeri per condividere tra le parti sociali le nuove regole che dovrebbero entrare in vigore successivamente al 30 giugno, considerando che in tutti gli ambiti sono venuti meno gli obblighi legati soprattutto all’uso delle mascherine».

