Dagli scavi
Scoperti due nuovi giganti nella necropoli nuragica di Mont'e Prama
Due nuove statue monumentali, due giganti, si aggiungono all'esercito in pietra di guerrieri, arcieri e pugilatori di tremila anni rinvenuto nel sito archeologico sardo di Cabras (Or), ancora avvolto nel mistero
«Una scoperta eccezionale alla quale ne seguiranno altre», questo il commento a caldo del ministro della cultura Dario Franceschini dopo il ritrovamento nella necropoli nuragica di Mont'e Prama a Cabras (Or) di due nuove statue monumentali, due giganti, che si aggiungono all'esercito in pietra di guerrieri, arcieri e pugilatori di tremila anni rinvenuto nel sito archeologico sardo ancora avvolto nel mistero.
Diversi dagli altri
L'archeologo Alessandro Usai, dal 2014 responsabile scientifico dello scavo, ha sottolineato che i due nuovi giganti sono diversi nelle loro caratteristiche rispetto ai pugilatori trovati nell'ultima metà degli anni Settanta. Idue nuovi giganti sono, infatti, del tipo "Cavalupo" come gli ultimi due riportati alla luce nel 2014, non a caso a poca distanza dall'attuale scavo, che si connotavano proprio per il particolarissimo scudo incurvato. «Una figura rara che ha un modello di riferimento nel bronzetto nuragico conservato a Roma nel museo etrusco di Villa Giulia», precisa all’Ansa l'archeologo citando il piccolo capolavoro proveniente appunto da una tomba della necropoli di Cavalupo, nella laziale Vulci.
Ulteriori informazioni emergeranno con l’esame accurato dopo la pulitura e la rimozione dei due grossi torsi, interventi delicati che richiederanno molto tempo. Nel mentre si pensa ad ampliare l'area dello scavo in corso, portandola da 10 a 20 metri quadrati.
Luogo ancora ancora avvolto nel mistero
In questo modo si spera di trovare risposte alle tante domane e ai problemi storici posti da questo speciale cimitero di tremila anni fa, costruito lungo una via funeraria e riservato quasi esclusivamente a giovani uomini, dove in oltre 170 tombe indagate mancano completamente anziani e bambini e sono pochissime le donne. Di certo sui secoli di vita di questo sito, nato intorno al XII secolo a.C, e su quella dei Giganti, che gli storici collocano tra il IX e l'VIII sec. a.C, rimane ancora tanto mistero, come pure sulla loro fine.
Chi erano davvero questi colossi di pietra alti 2 metri e mezzo: custodi ancestrali di un’area sacra, rappresentazione delle funzioni sociali dei defunti inumati, eroi, antenati, simboli identitari di una comunità? E poi perché sono caduti, ridotti in macerie sulle tombe che avrebbero dovuto vegliare: la loro fine fu la conseguenza di una lotta intestina tra comunità locali o magari fu colpa dei Cartaginesi? Oppure come ipotizza l’archeologo «che i Giganti siano caduti via via da soli».
Chissà che con questa nuova scoperta i segreti e i misteri di questo luogo misterioso.

