La mancanza di olio di girasole e in genere di semi per la guerra in Ucraina, hanno portato i mercati dell’agroalimentare a puntare sull'olio di palma come alternativa. L'impennata della domanda ha però spinto l'Indonesia a vietare tutto l'export di olio da cottura allo scopo di contrastarne la carenza sul mercato locale. Di conseguenza ha cominciato a volare il prezzo dell'olio di palma sui mercati internazionali. Per l’Italia, secondo paese importatore, il mercato dell’olio di palma ha un valore complessivo di 590 milioni. Coldiretti suggerisce quibdi di puntare su un prodotto nostrano e a basso costo per colmare la penuria: l'olio di oliva.

Stop all’import dell’olio di palma, l’Italia punta sull’olio di oliva?

L’Indonesia ha fermato l’esportazione dell’olio di Palma

I future con consegna a luglio hanno segnato un rialzo del 6,3% a 6.754 ringgit alla tonnellata sul mercato di Kuala Lumpur. L'olio di palma è quindi diventato più costoso e ora anche di difficile reperimento, vista la decisione del Governo indonesiano di bloccare l'esportazione. La decisione è diventata effettiva il 28 aprile e resta in vigore fino a quando il problema non verrà risolto.

 

 

L’utilizzo dell’olio di palma nell’industria alimentare

«L’olio di palma – spiega la Coldiretti – è utilizzato nell’industria alimentare in alimenti dolci e salati come biscotti, brodi e zuppe, dolciumi, creme spalmabili, torte, grissini, brioche e alcuni piatti pronti. Una possibilità che oggi può essere addirittura nascosta ai consumatori per effetto della circolare dal Ministero dello Sviluppo economico emanata all’inizio di aprile che consente all’industria alimentare di utilizzarlo in sostituzione di quello di girasole senza indicarlo esplicitamente in etichetta».

Si tratta di un prodotto che già molte imprese in Italia hanno deciso di sostituire poiché alle preoccupazioni sull’impatto sulla salute, a causa dell’elevato contenuto di acidi grassi saturi, si aggiungono quelle dal punto di vista ambientale «perché – sottolinea la Coldiretti – l’enorme sviluppo del mercato dell’olio di palma sta portando a livello globale al disboscamento selvaggio di vaste foreste, senza dimenticare le denunce per lo sfruttamento del lavoro e l’inquinamento provocato dal trasporto a migliaia di chilometri di distanza dal luogo di produzione».

La proposta di Coldiretti: «Sostituire l’olio di palma con quello di oliva»

Per Coldiretti un'alternativa in casa e a basso costo per surrogare l’olio di palma ci sarebbe già. «L’Italia che è il secondo produttore mondiale di olio di oliva può contare -  ha spiegato Coldiretti - su un prodotto sostitutivo di grande qualità alla base della dieta mediterranea che peraltro ha avuto aumenti di prezzi contenuti al 5,3% rispetto al +25,9% degli altri oli vegetali».