Bene, ma non benissimo. Così sarà, per Assoturismo Confesercenti, il ponte dell'Immacolata. Per l'8 dicembre, infatti, secondo un'analisi condotta da Cst Centro Studi Turistici, il turismo tornerà a crescere, ma senza far registrare il "tutto esaurito". La percentuale di riempimento degli alberghi è del 71% tra il 7 e l'11 dicembre, per un totale di 4,5 milioni di pernottamenti

Nel complesso, secondo i dati di Confcommercio, saranno 11 milioni gli italiani in viaggio, per un giro d'affari di 4,4 miliardi di euro

Una turista di fronte al Pantheon, a Roma  Immacolata prenotato il 71% delle camere: “Non c'è il pienone”
Una turista di fronte al Pantheon, a Roma

Per l'Immacolata si scelgono città d'arte e montagna 

Il movimento di turisti per il ponte dell’Immacolata è atteso per tutte le tipologie di destinazione, anche se località montane e mete culturali rimangono le più gettonate. In particolare, il tasso di occupazione delle strutture delle aree montane si attesta all’82%, mentre quello delle città d’arte è al 78% con punte di oltre il 90% per alcune realtà. Al di sotto della media, invece, le prenotazioni nelle strutture delle località marine, termali e dei laghi. I risultati, inoltre, indicherebbero un trend abbastanza diversificato tra le macroaree del Paese. In assoluto, le regioni che presentano un maggior dinamismo sono quelle del Nord Italia e del Centro.

 

 

Percentuale di occupazione per l'8 dicembre, la classifica: 

  1. Località montante 82%
  2. Città d'arte 78%
  3. Località rurali e collinari 73%
  4. Località lacustri 68%
  5. Località termali 63%
  6. Località marine 60%

La destinazione preferita è il Trentino-Alto Adige 

Per quanto riguarda la percentuale di occupazione delle camere regione per regione, a spiccare è il Trentino-Alto Adige con un notevole 91%. Bene anche la Valle d'Aosta, con l'87%, a conferma della preferenza dei viaggiatori per le località montane. Male il Sud: Sicilia (55%), Molise (52%) e Calabria (50%). 

  1. Trentino-Alto Adige 91%
  2. Valle d'Aosta 87%
  3. Umbria 79%
  4. Piemonte, Toscana e Friuli Venezia Giulia 78%
  5. Lombardia e Lazio 77%
  6. Veneto 76%
  7. Emilia-Romagna 75%
  8. Campania 73%
  9. Basilicata 70%
  10. Sardegna 68%
  11. Marche 65%
  12. Liguria 62%
  13. Puglia 60%
  14. Abruzzo 57%
  15. Sicilia 55%
  16. Molise 52%
  17. Calabria 50%

400 euro di spesa media per i turisti in partenza 

Anche Confcommercio ha tracciato un quadro in vista del ponte dell'Immacolata. La spesa media pro capite sarà di 400 euro tutto compreso per i turisti in partenza. Il 40% resterà nella sua regione e il 60% farà una vacanza inferiore ai 3 giorni. 

La ricerca dell’atmosfera natalizia - quindi luci, suoni, shopping e mercatini di Natale - è in 3 casi su 10 il driver principale, l’esperienza alla base del progetto di viaggio. Da questo mix risultano quindi premiate – e in vetta alla classifica delle destinazioni nazionali, a conferma della classifica di Assoturismo – quelle che più evocano le atmosfere del periodo: Trentino-Alto Adige, Lombardia, Toscana, Lazio e Campania. 

Per quell’11% di connazionali che invece si recheranno all’estero, facendo una vacanza presumibilmente di 5 o più giorni, la prima meta è la Francia – tipicamente Parigi – tallonata da Austria e Germania, dove il Natale è fortemente sentito, e a seguire dalla Spagna.

«Un settore in ripresa»

In vista del ponte dell'Immacolata, è arrivato anche il commento di Confindustria Alberghi, per voce del suo presidente Maria Carmela Colaiacovo: «I risultati confermano un settore in ripresa. Un segnale importante per gli operatori e per il Pil del Paese a cui negli ultimi 6 mesi il turismo ha dato un apporto davvero significativo. Resta il problema del caro energia e dei conseguenti aumenti che pesano sui conti degli alberghi, ma confidiamo sulla tenuta del mercato e sugli aiuti del Governo per affrontare anche i prossimi mesi». 

Turismo, il 2019 resta ancora lontano 

«Potrebbe trattarsi di un rallentamento fisiologico della domanda prima delle vacanze natalizie», spiega Assoturismo, riferendosi al mancato "pienone" per il ponte dell'Immacolata. Una visione che sembra confermata dai numeri generali sul turismo nel 2022, positivi anche se ancora lontani dal 2019, ultimo anno pre pandemia. 

Secondo i dati provvisori relativi ai primi 8 mesi dell’anno (gennaio-agosto 2022), il numero dei pernottamenti in Italia è aumentato del +46,2%, avvicinandosi ai livelli del 2019 (-11,5%). Le presenze dei turisti stranieri, rispetto al 2021, sono cresciute del +110,8%, anche se la distanza con i valori del 2019 segna ancora il -15,5%. Invece, le presenze degli italiani sono aumentate del +14,9%, con una differenza rispetto al 2019 del -7,6%

Tradotto in numeri, tra gennaio e agosto 2019 gli arrivi furono 94.380.242 e le presenze 330.217.876, mentre tra gennaio e agosto 2022 sono stati rispettivamente 76.887.426 e 292.260.161. 

Prenotazioni in aumento secondo Enit

Sul tema è intervenuta anche Enit - Agenzia Nazionale del Turismo, che ha diffuso i dati sul Ponte dell'Immacolata, sottolineando come in Italia ci sia in ripresa del turismo con prenotazioni in aumento anche fino al 100 per cento in alcune città d’arte e come per il Ponte dell’Immacolata dal 7 all’11 dicembre le offerte sulle maggiori Ota (Online Travel Agencies) facciano registrare un buon tasso di saturazione delle strutture ricettive. Le prenotazioni delle camere disponibili nelle strutture ricettive sui canali Ota sono attualmente al 35% per la settimana dal 5 al 12 dicembre, una percentuale in crescita rispetto al 19,6% dello stesso periodo del 2021.
Con picchi nelle giornate del ponte dell’immacolata dall’8 al 10 dicembre quando il tasso di saturazione rispettivo raggiunge il 43,8%, il 50,2% e 44,9% contro il 14,6%, 16,7% e 19,7% del 2021.

A vincere è il turismo montano, seguito da lago, cultura e terme

È il turismo montano a trainare la stagione essendo in testa alle preferenze e sempre nelle giornate del ponte supera di gran lunga la media nazionale con il 62,4%, 68,9% e 60,0% della disponibilità prenotate.
Bene anche il lago (8 dicembre 47,4%; 9 dicembre 52,4%: 10 dicembre 49,8%), il turismo culturale (48,3%; 56,1%; 47,8%) e quello termale (51,6%; 53,1%; 46,4%).

Le prenotazioni aeree dall’estero verso l’Italia aumentano del +57,3% rispetto al 2021

I viaggiatori internazionali confermano le proprie preferenze per l’Italia anche in questo anticipo di Natale. Per la settimana dal 5 all’11 dicembre le prenotazioni aeree dall’estero verso l’Italia sono oltre 74mila e aumentano del +57,3% rispetto allo stesso periodo del 2021. Sono soprattutto viaggiatori provenienti da Usa e Penisola Iberica. Gli arrivi aeroportuali dall’estero sono trainati dalle provenienze statunitensi (10.689; +37,9% sul 2021) e spagnole per le quali si rileva anche la crescita maggiore rispetto alla stessa settimana 2021 (7.168; +78,8%).
In leggera flessione il dato dalla Francia che, al momento, vede un calo del -4,1%. L’Italia non raggiunge in questa settimana i volumi dei competitor Spagna e Francia ma li supera per performance di crescita con un +57,3% nella settimana 5-11 dicembre 2022 sul 2021 rispetto a Spagna (+15,5%) e Francia (+42,7%) e Grecia (+48,1%) superate di 10 punti percentuali.

Anche le città d’arte si fanno notare

Al netto dei volumi, le prenotazioni aumentano più del 100% verso Verona (+141,7%), Torino (+131,3%) e Palermo (+121,1%). Seguono Roma (+89,2%) e Trieste (+73,3%). Per Ivana Jelinic, amministratrice delegata di Enit, «Si stanno raggiungendo i livelli del 2019: se nel complesso per la settimana che copre il ponte dell’Immacolata il risultato complessivo delle prenotazioni aeree verso l’Italia è indietro del -31,7%. Fa ben sperare invece il dato positivo secondo cu si assottiglia il gap per le prenotazioni dagli Usa del -4,8%».