La raccolta delle olive non è ancora iniziata, ma già si prospetta sui laghi di Garda, Iseo e Como un anno nero, con un calo dell'80%. «Forse andrà anche peggio - dice Gian Franco Comincioli, produttore leader per la qualità, a Puegnago (Bs) - Da noi si avvicina quasi allo zero». Stessa situazione sul Sebino: «Per noi - rimarca Nadia Turelli produttrice a Sale Marasino (Bs) - sarà un 2021 avvilente!».

In Lombardia ci sono 3mila ettari di oliveti Annata da dimenticare per le olive lombarde: male la raccolta sui laghi
In Lombardia ci sono 3mila ettari di oliveti


La colpa del clima e della cimice asiatica

Sotto accusa i fattori climatici. Gran caldo e il gelo hanno ridotto al minimo la produzione, senza dimenticare i nuovi patogeni, come la cimice asiatica. In Lombardia ci sono 3mila ettari di oliveti, prevalentemente coltivati sulle sponde lacustri e sulle colline franciacortine e bergamasche. Interessate, soprattutto, le provincie di Brescia, Bergamo, Lecco e Como.


Perdita pesante in tutto il nord

«La perdita di raccolto e produzione si preannuncia pesante in tutto il Nord Italia - dice il presidente di Aipol-Associazione Interprovinciale Produttori Olivicoli Lombardi Silvano Zanelli - ma continuiamo a monitorare l'andamento stagionale. Gli effetti di questa difficile situazione si ripercuotono drammaticamente su un sistema produttivo estremamente fragile e fornitore di un prodotto di altissimo valore qualitativo, quale l'olio di oliva. In questo contesto serve uno sforzo straordinario da parte di tutte le istituzioni interessate per avviare azioni coordinate a supporto di un comparto di grande rilievo per la qualità del prodotto e per l'immagine di importanti porzioni del territorio lombardo».


Le attività di monitoraggio svolte nel corso della stagione 2021, anche grazie al sostegno della Regione e dell'Ersaf-Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste, hanno evidenziato il sovrapporsi di problematiche tra loro interconnesse. Secondo Aipol, queste sono riconducibili soprattutto ad effetti anomali, meteo-climatici  durante la stagione produttiva. Fattori che hanno causato scarsa differenziazione a fiore delle gemme, colatura dei fiori e cascola dei frutti, forti grandini nel periodo estivo e problematiche fitosanitarie riconducibili a cascola anomala dalla fase di allegagione alla fase di indurimento del nocciolo. Senza dimenticare l'invasione delle cimici asiatiche. Insomma, annata da dimenticare.