Pasticci di Stato
Le quarantene dei lavoratori le paga l'imprenditore. I ristoratori: Scandaloso
L'Inps ha fatto sapere che si occuperà di pagare le assenze relative al 2020, ma non quelle del 2021, per mancanza di fondi. Eppure la normativa esiste. I lavoratori coinvolti rischiano di perdere 600 euro
Per le imprese arriva un’altra stangata: per quanto riguarda il 2021 infatti l’Inps ha reso noto che non si farà più carico delle spese relative alla quarantena dei lavoratori e che le stesse ricadranno sul datore di lavoro. Perché la notizia è sconcertante? Perché la quarantena è stata riconosciuta da una normativa come “malattia” e come tale è l’istituto a dover provvedere al pagamento della somma dovuta. Oggi invece l’Inps scopre che non ha le coperture per provvedere ai pagamenti.
L'Inps pagherà solo le quarantene 2020
La comunicazione è arrivata il 6 agosto scorso in una circolare in cui l'Inps ha confermato che procederà al riconoscimento dell'indennità previdenziale di malattia ai dipendenti che nel corso del 2020 sono stati assenti per quarantena Covid. Non erogherà, invece, nessun importo relativo al 2021 in quanto per l'anno in corso il legislatore non ha stanziato nuove risorse. Eppure una somma esiste e ammonta a circa 631 milioni di euro. Domanda lecita: che fine hanno fatto quei fondi? Nella migliore delle ipotesi sono stati destinati ad altri campi, ma sono pochi gli ambiti più importanti del lavoro, della condizione dei dipendenti e della salvaguardia delle imprese.
I sindacati: Siamo fortemente preoccupati
La quarantena scatta nel momento in cui si entra in contatto con una persona positiva al coronavirus: 7 giorni per chi è vaccinato, 10 per chi non lo è. I sindacati confederali hanno chiesto un’immediata risposta al governo. In una lettera firmata da Cgil, Cisl, Uil (Rossana Dettori, Angelo Colombiani, Ivana Veronese) - che ha come oggetto “Tutela delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti del settore privato in quarantena” - e inviata ai ministri Andrea Orlando e Daniele Franco, i sindacati si sono detti fortemente preoccupati e hanno chiesto “un intervento normativo urgente che consenta all’Istituto di assicurare alle lavoratrici e ai lavoratori le tutele”.
“La mancata equiparazione dei periodi trascorsi in quarantena o sorveglianza fiduciaria a malattia pone seri interrogativi sia su come potranno essere riconosciuti tali periodi di assenza da lavoro per le lavoratrici e i lavoratori che improvvisamente si trovano privi delle tutele che erano previste dalla norma, sia su come sarà assicurata la copertura retributiva e contributiva”, hanno scritto i sindacati.
Fipe: La normativa esiste e va applicata
Le associazioni di categoria hanno ovviamente accolto con indignazione la notizia. «Il problema è che la normativa esiste - spiegano il direttore generale, Roberto Calugi e il direttore dell’area lavoro di Fipe, Silvio Moretti - ma mancano i fondi. Non è possibile che siccome lo stato non dispone dei finanziamenti a rimetterci debbano essere le imprese. I costi della pandemia non possono ricadere sugli imprenditori e sui lavoratori. Stiamo facendo una verifica per capire quanto margine c’è per sovvertire questa prima indicazione, ma il tema è già di estrema attualità».
Le cifre sono pesanti. Tni Italia, sindacato di tutela delle imprese del mondo Horeca, nato a Firenze durante il primo lockdown con il nome di Ristoratori Toscana, stima che ogni lavoratore rimasto a casa dal lavoro in quarantena si ritroverà in busta paga circa 600 euro. Un’enormità se si pensa il periodo dal quale si esce pieno di casse integrazioni non arrivate o arrivate col contagocce e fallimenti.
«È scandaloso - affermano Raffaele Madeo e Cristina Tagliamento, portavoce e segretario del sindacato - si tratta dell'ennesimo schiaffo agli imprenditori, che, dopo 12 mesi di sacrifici, si ritroveranno costretti a coprire i costi del mancato lavoro del dipendente in quarantena. La mancata copertura da parte dell'Inps per le assenze per quarantena nel 2021 porterà a conflitti e divisioni tra datori di lavoro e dipendenti. Questi ultimi, che mediamente si troveranno 600 euro in meno in busta paga per dieci giorni di quarantena Covid, andranno dai loro titolari a chiedere chi pagherà. E se evidentemente lo Stato non vuole garantire le risorse, cosa potremmo fare noi imprenditori se non vogliamo perdere il lavoratore? Saranno perciò le imprese a pagare ancora una volta lo scotto più alto a causa dell'incapacità di chi ci governa».

