Al Castello di Miramare arriva la Madonna delle Rose di Tiziano
L’iniziativa inaugurerà la collaborazione con le Gallerie degli Uffizi. Nel futuro di Miramare il potenziamento della comunicazione e dell’accessibilità dell’offerta culturale
È diventata ormai un’abitudine consolidata per il direttore del Museo storico e Parco del Castello di Miramare a Trieste Andreina Contessa incontrare istituzioni e cittadini una volta all’anno per condividere azioni passate e progetti futuri al servizio della comunità. Negli ultimi anni, l’istituzione museale si è avvicinata moltissimo al territorio, il quale fa percepire quotidianamente l’attenzione costante nei confronti di Miramare.
Il ruolo dei musei al momento della ripartenza
L’appuntamento del 30 aprile, che si è svolto in modalità da remoto, ha aperto un dibattito sul ruolo dei musei nel particolare momento vissuto dalla cultura derivato dalla situazione pandemica e riflettere sul ruolo di Miramare come protagonista di un ampio sistema culturale.Di questo tema hanno parlato i due direttori dei musei nazionali, Eike Schmidt per le Gallerie degli Uffizi di Firenze e Andreina Contessa per il Museo storico e il Parco del Castello di Miramare. Erano presenti il presidente della Regione Fvg Massimiliano Fedriga e il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza. Il confronto è stato moderato dal direttore de Il Piccolo e Messaggero Veneto Omar Monestier.
Il Castello che piace ai turisti
Il Presidente Fedriga conferma l’immensa capacità attrattiva del castello nei confronti dei turisti sia italiani che stranieri e racconta che il suo nome, Massimiliano, deriva proprio dal Massimiliano d’Asburgo essendo lui si veronese ma concepito a Trieste.Parco simbolo della città
Si continua poi con una bellissima sorpresa, il sindaco Dipiazza conferisce al Direttore Andreina Contessa il sigillo trecentesco della città di Trieste per il gran lavoro svolto e per aver donato splendore e fruizione al parco e Castello, simbolo della città. «Vorrei esprimere il mio ringraziamento al Sindaco Roberto Dipiazza per il conferimento del sigillo trecentesco della città di Trieste. È un onore che accetto con particolare gioia perché è il suggello di un dialogo con la città iniziato quattro anni fa. Una città la cui bellezza ho amato fin da subito per i suoi larghi orizzonti, le sue eleganti simmetrie, i suoi cieli barocchi. Ma il dialogo con la città è cominciato ancor prima del mio arrivo a Trieste, quando ancora vivevo a Gerusalemme. Ricordo perfettamente la sera in cui furono pubblicati dal Ministero della Cultura i nomi dei vincitori del concorso internazionale per i Direttori dei musei di rilevanza nazionale, e il mio nome fu associato a Miramare. Immediatamente il mio cellulare cominciò a segnalare una serie di messaggi su Messenger e Facebook: erano cittadini triestini sconosciuti che mi davano il benvenuto e mi affidavano con speranza e fiducia la cura del parco di Miramare. Ebbi presto coscienza che io non stavo ricevendo “solo” una nomina dal ministero ma anche un mandato che proveniva direttamente dai cittadini di Trieste e che riguardava un luogo del cuore, carissimo a ciascuno. Ho preso molto sul serio questa missione, e ho lavorato in questi anni con impegno, determinazione, passione e lungimiranza, insieme al mio piccolo, valido gruppo di collaboratori. Ringrazio il Sindaco e con lui tutti i cittadini che mi hanno accolto, tutti gli amici che qui ho conosciuto, tutti coloro che mi hanno sostenuto e che quotidianamente mi dicono e scrivono parole di stima e di simpatia. Permettetemi di interpretare questo sigillo come un attestato di adozione da parte della città». Questo è il ringraziamento del direttore.Il museo ha retto con i visitatori di prossimità
Ma veniamo ai numeri a cominciare dalle note dolenti, gli ingressi del 2020, l’anno della pandemia, quando c’è stato nel Museo un afflusso del 79% in meno relazionato al 2019. Il parco ha “retto” con un meno 50% degli ingressi: si è trattato di un pubblico strettamente di prossimità, che dà comunque l’idea dell’affezione dei cittadini per il Parco.La crescita sui social
Ci sono ovviamente anche numeri positivi, come quelli relativi alla comunicazione e alle attività legate ai social media, che sono state molto incrementate e si sono reinventate per raggiungere un pubblico virtuale: nel 2020 ci sono stati 108.282 mila visitatori virtuali nel sito, 4375 nuovi follower su Instagram e 4325 su Facebook.Le sfide per il prossimo futuro
Il direttore ha fatto anche una breve panoramica sui numeri che stanno dietro le quinte del Museo di Miramare, accennando ai grandi restauri, come ad esempio quello del Castelletto e del Bagno Ducale, a quelli piccoli e ai progetti che quotidianamente rappresentano l’investimento che si è scelto di fare sul patrimonio, sulla collezione e sulle aree verdi per le quali si è scelto un approccio filologico per recuperare la visione e il disegno del Parco voluta da Massimiliano. Molte, ha concluso il direttore Contessa, anche le sfide per il futuro che dovranno, appunto, rispondere alla domanda in premessa sul ruolo dei musei nel post pandemia: il potenziamento della comunicazione e dell’accessibilità - anche wi-fi -, dell’offerta culturale e delle collaborazioni, il riavvio dell’attività espositiva. Ci sta anche qualche sogno, come un museo dei ragazzi in una delle casette e l’installazione di qualche opera d’arte contemporanea nel parco.Collaborazione con le Gallerie degli Uffizi
È toccato al direttore Eike Schmidt, che è salito fin quassù per vedere con i suoi occhi quello che la stampa raccontava, e cioè la trasformazione del castello e del parco. Ne è rimasto stupefatto e contemporaneamente ha annunciato un’iniziativa che inaugurerà, nei primi mesi del prossimo anno una proficua collaborazione con le Gallerie degli Uffizi che presterà al Museo di Miramare un capolavoro dell’arte italiana “La Madonna delle Rose” di Tiziano, che fa parte del nuovo allestimento permanente del museo fiorentino nella sezione della Pittura veneta e veneziana.Il dipinto è considerato uno dei migliori Tiziano del terzo decennio del ‘500. Schmidt ha anche accennato alla connessione tra i due musei: entrambi sono legati agli Asburgo Lorena – un vero e proprio programma politico dell’arte fu scritto da Maria Luisa, l’ultima de’ Medici anche sulla funzione delle opere d’arte e dei musei – e possiedono appartamenti dove hanno abitato i Duchi d’Aosta. Ricollegandosi a questa codificazione della funzione culturale che risale ai primi decenni del ‘700 e che prefigurava la fruizione ampia dei beni culturali, Eike Schimidt ha contestualizzato il prestito di Tiziano a Miramare come un collegamento ideale con il progetto dei Lorena che nel 1769 hanno aperto al pubblico gli Uffizi, primo caso in cui una grande collezione principesca veniva messa a disposizione di tutti.


