Gli esperti temono le varianti. Galli: «Diffuse anche in Italia
Esperti ancora in prima linea per confrontarsi sulle strategie più efficaci per contrastare la pandemia. A preoccupare maggiormente sono le varianti di Covid in costante diffusione. 7.970 i nuovi casi di oggi
Con l’avvicinarsi di due date “x” per il futuro prossimo dell’Italia - il 15 febbraio scade lo stop allo spostamento tra regioni, il 5 marzo scade il Dpcm post-natalizio, gli esperti di sanità tornano a dibattere con decisione su quelle che potrebbero essere le misure più efficaci per contrastare la pandemia.
Mentre i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore sono 7.970 con 307 decessi e un tasso di positività al 5,5%, i pareri sono (a sorpresa) in linea e la linea è quella della massima cautela.

Pregliasco: I colori mitigano il contagio
«Il lockdown a colori - ha detto Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi di Milano, intervenendo a Tagadà, su La7 - è una forma di mitigazione del contagio, quindi è fisiologico che possano esservi delle risalite nei numeri dei casi. Se le riaperture sono state precoci e in virtù delle varianti, è difficile dirlo, dobbiamo in ogni caso ridurre i contatti, è l’elemento fondamentale del nostro comportamento, al di là della chiusura di ristoranti e coprifuoco. La gestione della zona gialla è tra le più difficili perché lascia molte porte aperte, siamo ancora su una lama di rasoio, anche alla luce delle valutazioni in corso del Cts su riaperture di piscine, palestre, cinema e teatri».
Ricciardi: Eliminare il Covid, non conviverci
A tenere banco poi sono le varianti, nuovo spauracchio proprio quando il vaccino stava entrando a pieno regime. «Il Cts indipendente inglese lancia una petizione al Parlamento perché il Regno Unito adotti una strategia per l’eliminazione e non la convivenza con il Covid, dovremmo farlo anche noi». Lo ha detto su Twitter Walter Ricciardi, professore di Igiene all’Università Cattolica di Roma e consigliere del ministro della Salute Speranza, richiamando l’attenzione sulla necessità di una strategia più dura contro Covid-19.
Galli: Varianti in diffusione
Anche il direttore del reparto di Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli teme le varianti. «La pericolosità delle varianti che si stanno diffondendo anche in Italia - ha detto all’Agi - è ancora tutta da definire, ma qualche dato in quella direzione purtroppo c'è». E per non farci «cogliere impreparati è necessario attivare un sistema funzionante e puntuale per la rilevazione dei fenomeni quando accadono».
Galli prova ad indicare la strada per uscirne: «È importante procedere su due fronti: quello dei possibili focolai e quello delle campionature. Ogni Regione - continua - dovrebbe effettuare un certo numero di analisi settimanali per ottenere una campionatura rappresentativa a livello nazionale delle alterazioni che si presentano». Per il virologo, «avere il polso della situazione permette di ottenere un'identificazione rapida dei focolai e di mettere subito in zona rossa totale i comuni». Perché «non c'è alcuna alternativa al lockdown per arginare l'avanzata del virus».
Mentre i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore sono 7.970 con 307 decessi e un tasso di positività al 5,5%, i pareri sono (a sorpresa) in linea e la linea è quella della massima cautela.

Preoccupano le varianti
Pregliasco: I colori mitigano il contagio
«Il lockdown a colori - ha detto Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi di Milano, intervenendo a Tagadà, su La7 - è una forma di mitigazione del contagio, quindi è fisiologico che possano esservi delle risalite nei numeri dei casi. Se le riaperture sono state precoci e in virtù delle varianti, è difficile dirlo, dobbiamo in ogni caso ridurre i contatti, è l’elemento fondamentale del nostro comportamento, al di là della chiusura di ristoranti e coprifuoco. La gestione della zona gialla è tra le più difficili perché lascia molte porte aperte, siamo ancora su una lama di rasoio, anche alla luce delle valutazioni in corso del Cts su riaperture di piscine, palestre, cinema e teatri».
Ricciardi: Eliminare il Covid, non conviverci
A tenere banco poi sono le varianti, nuovo spauracchio proprio quando il vaccino stava entrando a pieno regime. «Il Cts indipendente inglese lancia una petizione al Parlamento perché il Regno Unito adotti una strategia per l’eliminazione e non la convivenza con il Covid, dovremmo farlo anche noi». Lo ha detto su Twitter Walter Ricciardi, professore di Igiene all’Università Cattolica di Roma e consigliere del ministro della Salute Speranza, richiamando l’attenzione sulla necessità di una strategia più dura contro Covid-19.
Galli: Varianti in diffusione
Anche il direttore del reparto di Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli teme le varianti. «La pericolosità delle varianti che si stanno diffondendo anche in Italia - ha detto all’Agi - è ancora tutta da definire, ma qualche dato in quella direzione purtroppo c'è». E per non farci «cogliere impreparati è necessario attivare un sistema funzionante e puntuale per la rilevazione dei fenomeni quando accadono».
Galli prova ad indicare la strada per uscirne: «È importante procedere su due fronti: quello dei possibili focolai e quello delle campionature. Ogni Regione - continua - dovrebbe effettuare un certo numero di analisi settimanali per ottenere una campionatura rappresentativa a livello nazionale delle alterazioni che si presentano». Per il virologo, «avere il polso della situazione permette di ottenere un'identificazione rapida dei focolai e di mettere subito in zona rossa totale i comuni». Perché «non c'è alcuna alternativa al lockdown per arginare l'avanzata del virus».

