L'Rt nazionale si alza a 0,99 e cambia i colori delle Regioni
Nel periodo 27 gennaio-9 febbraio, l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è in crescita rispetto alla settimana precedente e spinge Campania, Emilia-Romagna e Molise in arancione. Salve Lombardia e Lazio, gialle
Nel periodo 27 gennaio-9 febbraio, l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,99 (range 0,95-1,07), in crescita rispetto alla settimana precedente e con un limite superiore che comprende l'uno. Questo uno dei dati principali dell'epidemia emersi dal monitoraggio settimanale dell'Iss, Istituto superiore di sanità. Dati che, nel loro insieme, da domenica 21 febbraio spingono verso il cambio di colore almeno tre regioni (Campania, Emilia Romagna e Molise). Salve Lazio e Lombardia, che restano gialle. Mentre aumentano le zone rosse localizzate con due nuovi lockdown a Perugia e Terni.

L'aumento dell'indice di diffusione
L'incidenza dei casi Covid in Italia a livello nazionale nella settimana di monitoraggio cresce rispetto alla settimana precedente: 135,46 per 100.000 abitanti (8-14 febbraio) contro 133,13 per 100.000 abitanti del periodo 1-7 febbraio. Un trend che si allontana «da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull'intero territorio nazionale dell'identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti». Così l'Istituto superiore di sanità in una nota sui numeri principali dell'epidemia emersi dal monitoraggio settimanale.
I nuovi colori delle Regioni
Il monitoraggio settimanale dell'Iss è anche la base su cui il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha deciso il passaggio da un colore all'altro per alcune Regioni. Diventano arancioni Campania, Emilia Romagna e Molise che si aggiungono ad Abruzzo, Toscana, Liguria e Provincia di Trento che mantengono l'arancione. Salve, Lombardia e Lazio che rimangono gialle (quindi bar e ristoranti aperti a mezzogiorno oltre che libertà di spostamento senza autocertificazione all'interno del territorio regionale) insieme ad altre 11 Regioni. In rosso, per autoimposizione, c'è la Provincia di Bolzano.
Rimangono da decifrare, invece, le zone rosse locali a cui i territori hanno fatto riscorso per tenere sotto controllo i focolai causati dalle varianti Covid. In Umbria, arancione, ne verrano attivate nell'area di Perugia e nel Ternano. Mentre il Piemonte (giallo) sta pensando di attivarle sul modello Lombardia (anch'essa gialle ma con quattro zone rosse locali attive).
C'è chi vede bianco
Intanto ci sono due regioni che vedono bianco. Quasi un sogno che si avvera per Valle d'Aosta e Sardegna che, prossimamente, potrebbero essere le prime a vedere decadere tutti i divieti alle attività ancora soggette alla sospensione (palestre, piscine, cinema, sci). Per entrambe, l'obiettivo è quello di confermare l'incidenza di meno di 50 persone positive su 100mila abitanti, requisito necessario per passare al livello più basso della scala cromatica.
Il bollettino del 19 febbraio
Aumentano ancora i test e c'è una nuova, limitata impennata dei positivi al coronavirus in Italia, mentre resta alto il numero delle vittime giornaliere, con il totale che supera anche la quota di 95mila. È questa una delle rilevazne del bollettino diffuso dal ministero della Salute per il 19 febbraio. Nelle ultime 24 ore, sono 15.479 i test positivi registrati (ieri erano stati 13.762). Le vittime sono invece 353 (ieri erano state 347). In generale, sono stati 297.128 i test (molecolari e antigenici) effettuati (ieri erano stati 288.458). Il tasso di positività è del 5,2%, a fronte del 4,8% di ieri, quindi con un aumento dello 0,4%. Aumentano i pazienti in terapia intensiva, mentre diminuiscono quelli nei reparti ordinari. Sono 2.059 le persone ricoverate in rianimazione, con un incremento di 14 unità nel saldo quotidiano tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono stati 151. Nei reparti ordinari sono ricoverate con sintomi ora 17.831 persone, in calo di 132 unità rispetto a ieri. I casi totali da inizio epidemia in Italia sono ora 2.780.882, i morti 95.235. Gli attualmente positivi sono 382.448 (-2.053 rispetto a ieri), i dimessi e guariti 2.303.199 (+17.170), in isolamento domiciliare ci sono 362.558 persone (-1.935).

Le regioni aspettano i nuovi colori
L'aumento dell'indice di diffusione
L'incidenza dei casi Covid in Italia a livello nazionale nella settimana di monitoraggio cresce rispetto alla settimana precedente: 135,46 per 100.000 abitanti (8-14 febbraio) contro 133,13 per 100.000 abitanti del periodo 1-7 febbraio. Un trend che si allontana «da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull'intero territorio nazionale dell'identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti». Così l'Istituto superiore di sanità in una nota sui numeri principali dell'epidemia emersi dal monitoraggio settimanale.
I nuovi colori delle Regioni
Il monitoraggio settimanale dell'Iss è anche la base su cui il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha deciso il passaggio da un colore all'altro per alcune Regioni. Diventano arancioni Campania, Emilia Romagna e Molise che si aggiungono ad Abruzzo, Toscana, Liguria e Provincia di Trento che mantengono l'arancione. Salve, Lombardia e Lazio che rimangono gialle (quindi bar e ristoranti aperti a mezzogiorno oltre che libertà di spostamento senza autocertificazione all'interno del territorio regionale) insieme ad altre 11 Regioni. In rosso, per autoimposizione, c'è la Provincia di Bolzano.
Rimangono da decifrare, invece, le zone rosse locali a cui i territori hanno fatto riscorso per tenere sotto controllo i focolai causati dalle varianti Covid. In Umbria, arancione, ne verrano attivate nell'area di Perugia e nel Ternano. Mentre il Piemonte (giallo) sta pensando di attivarle sul modello Lombardia (anch'essa gialle ma con quattro zone rosse locali attive).
C'è chi vede bianco
Intanto ci sono due regioni che vedono bianco. Quasi un sogno che si avvera per Valle d'Aosta e Sardegna che, prossimamente, potrebbero essere le prime a vedere decadere tutti i divieti alle attività ancora soggette alla sospensione (palestre, piscine, cinema, sci). Per entrambe, l'obiettivo è quello di confermare l'incidenza di meno di 50 persone positive su 100mila abitanti, requisito necessario per passare al livello più basso della scala cromatica.
Il bollettino del 19 febbraio
Aumentano ancora i test e c'è una nuova, limitata impennata dei positivi al coronavirus in Italia, mentre resta alto il numero delle vittime giornaliere, con il totale che supera anche la quota di 95mila. È questa una delle rilevazne del bollettino diffuso dal ministero della Salute per il 19 febbraio. Nelle ultime 24 ore, sono 15.479 i test positivi registrati (ieri erano stati 13.762). Le vittime sono invece 353 (ieri erano state 347). In generale, sono stati 297.128 i test (molecolari e antigenici) effettuati (ieri erano stati 288.458). Il tasso di positività è del 5,2%, a fronte del 4,8% di ieri, quindi con un aumento dello 0,4%. Aumentano i pazienti in terapia intensiva, mentre diminuiscono quelli nei reparti ordinari. Sono 2.059 le persone ricoverate in rianimazione, con un incremento di 14 unità nel saldo quotidiano tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono stati 151. Nei reparti ordinari sono ricoverate con sintomi ora 17.831 persone, in calo di 132 unità rispetto a ieri. I casi totali da inizio epidemia in Italia sono ora 2.780.882, i morti 95.235. Gli attualmente positivi sono 382.448 (-2.053 rispetto a ieri), i dimessi e guariti 2.303.199 (+17.170), in isolamento domiciliare ci sono 362.558 persone (-1.935).

