Torino, il giudice ferma l'Esselunga nell'ex Fiat. La deroga concessa dal Comune non era lecita
Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di Carrefour sulla costruzione in corso Bramante. Il via libera era stato dato per far quadrare i bilanci. L'amministrazione rischia ora di dover sborsare 10 milioni di euro
A Torino l’Esselunga già in costruzione nell’ex filiale Fiat di via Bramante non si farà più. Un duro colpo sia per i torinesi che per il Comune che dovrà trovare il modo di fare quadrare i bilanci anche con questa falla che si apre.

La deroga nel 2017
Nel 2017 infatti la Giunta Appendino riuscì a far quadrare i conti di Palazzo Civico concedendo un permesso di costruire in deroga al piano regolatore in vigore quell’anno; il progetto rientrava in un pacchetto più ampio e più ricco di operazioni urbanistiche che ammontava a circa 30 milioni di euro.
La sentenza del giudice
Ma ora il Consiglio di Stato ha annullato la concessione del Comune, bocciando tutti gli atti dell’amministrazione. A sorridere in questa vicenda è solo Carrefour che aveva presentato ricorso poiché il punto vendita di Esselunga sarebbe sorto nello stesso isolato in cui lo stesso marchio Carrefour era presente. L’anno scorso il Tar del Piemonte si era già espresso in primo grado, ma la sentenza aveva premiato Esselunga.
Il motivo della sentenza emessa dal giudice Roberto Caponigno è da ricondurre al fatto che la deroga per un nuovo centro non è stata data per riqualificare alcuna area degradata o per ristrutturare un vecchio edificio. Il cantiere si deve dunque fermare, ma il compito più arduo è quello del Comune che deve trovare un’alternativa valida.
Se non si dovesse riuscire, e l’impresa sembra davvero impossibile perché bisognerebbe modificare il piano regolatore, il Comune dovrebbe sborsare 10 milioni di euro a favore di Esselunga. Non certo delle briciole.

L'area dove stava nascendo il nuovo punto vendita (Torino News 24)
La deroga nel 2017
Nel 2017 infatti la Giunta Appendino riuscì a far quadrare i conti di Palazzo Civico concedendo un permesso di costruire in deroga al piano regolatore in vigore quell’anno; il progetto rientrava in un pacchetto più ampio e più ricco di operazioni urbanistiche che ammontava a circa 30 milioni di euro.
La sentenza del giudice
Ma ora il Consiglio di Stato ha annullato la concessione del Comune, bocciando tutti gli atti dell’amministrazione. A sorridere in questa vicenda è solo Carrefour che aveva presentato ricorso poiché il punto vendita di Esselunga sarebbe sorto nello stesso isolato in cui lo stesso marchio Carrefour era presente. L’anno scorso il Tar del Piemonte si era già espresso in primo grado, ma la sentenza aveva premiato Esselunga.
Il motivo della sentenza emessa dal giudice Roberto Caponigno è da ricondurre al fatto che la deroga per un nuovo centro non è stata data per riqualificare alcuna area degradata o per ristrutturare un vecchio edificio. Il cantiere si deve dunque fermare, ma il compito più arduo è quello del Comune che deve trovare un’alternativa valida.
Se non si dovesse riuscire, e l’impresa sembra davvero impossibile perché bisognerebbe modificare il piano regolatore, il Comune dovrebbe sborsare 10 milioni di euro a favore di Esselunga. Non certo delle briciole.

