Attesa per il nuovo monitoraggio. Abruzzo e Campania verso l'arancio
Le proiezioni sui dati trasmessi a Roma per il report settimanale mostrano un forte incremento dell’indice Rt in diverse Regioni. Da lunedì 15 febbraio, l'Italia potrebbe ricolorarsi di nuovo
Italia sempre alle prese con il Covid: sono 15.146 i nuovi casi di nelle ultime 24 ore. Lo si apprende dal nuovo bollettino del ministero della Salute che registra anche 391 decessi. Il tutto mentre alcune regioni attendono con preoccupazione il monitoraggio del contagio che, dal 15 febbraio, potrebbe ricolorare la Penisola con nuove tinte d'arancio.
«Le proiezioni sui dati trasmessi a Roma per il report settimanale mostrano un forte incremento dell’indice Rt, che oscilla intorno a 1,20 e comunque con un valore minimo intorno o superiore a 1,10. Con questi dati, la Cabina di Regia che si riunirà domani non potrà che classificare l’Abruzzo in zona arancione. Se l’ordinanza del ministro verrà pubblicata sabato, la nuova disciplina scatterà da domenica», ha annunciato il presidente della giunta regionale abbruzzese, Marco Marsilio.
«Purtroppo - ha continuato Marsilio - la forte incidenza della variante inglese in alcune aree del territorio abruzzese, e in particolare nell’area metropolitana Pescara-Chieti, sta facendo rapidamente risalire la curva dei contagi. A tal proposito, domani mattina il gruppo tecnico-scientifico regionale tornerà a riunirsi per proseguire nel monitoraggio costante dell’andamento epidemiologico, con particolare attenzione ai comuni sottoposti a discipline più restrittive e a segnalazioni di allerta».
In valutazione anche l’opportunità di prorogare o no la zona rossa per i comuni di Atessa, San Giovanni e Tocco da Casauria, sulla base dei contagi registrati nella settimana trascorsa: «La virulenza e la velocità di trasmissione di questa terza ondata è ben maggiore della seconda ondata che ci ha colpiti a novembre. Per arrestare la corsa del virus e la risalita degli indicatori, che altrimenti porterebbero l’intera Regione in zona rossa tra un’altra settimana, occorre intensificare gli sforzi e l’applicazione di comportamenti corretti», ha concluso Marsilio.
Zaia: Rt a 0,72, restiamo zona gialla
Buone notizie invece arrivano dal Vento, dove Luca Zaia nel corso del punto stampa ha dichiarato: «Abbiamo un indice Rt allo 0,72 e una buona incidenza dei positivi, pari a 98 su 100mila abitanti in una settimana. Quindi non ci sono preoccupazioni: la zona gialla in Veneto dovrebbe essere confermata senza problemi».
Durante l'incontro con i mezzi di informazione, Zaia ha anche spiegato che «per me tra Regioni in zona gialla gli spostamenti dovrebbero essere consentiti». E ancora: «Stiamo preparando l'ordinanza regionale per riaprire le piste da sci da lunedì prossimo. Il Dpcm scade il 15 febbraio, lunedì prossimo, e non sappiamo ancora se si riapre o no: dipende dal Cts e dal governo, dalle linee guida che prevedrà il governo. Siamo in attesa anche noi. Il Veneto è zona gialla e quindi può riaprire gli impianti sciistici e faremo di tutto per riaprirli».
Sulla vaccinazione della popolazione Zaia ha aggiunto: «Non c'è nessuna legge che vieta l'acquisto di vaccini da parte delle Regioni. E mi sembra che il comunicato Ue di ieri sera abbia fatto luce proprio su questo. Noi vogliamo farlo nell'assoluta legalità e ci dovrà essere l'autorizzazione, penso da parte del ministero della Salute. Ma questa autorizzazione la chiederemo non appena la proposta di fornitura sarà concreta: per questo abbiamo chiesto una proposta scritta».
Zaia quindi ha ricordato che «ci sono arrivate moltissime offerte, stornate quelle riguardanti vaccini non autorizzati ne sono rimaste un paio che il direttore generale della sanità regionale sta approfondendo. C'è chi dice che l'idea di cercare di acquistare vaccini sul mercato per i veneti è una fuga in avanti. Io non ho parole. È mio dovere, anche etico, cercare i vaccini per i veneti se oggi i vaccini non ci sono. A me interessa solo vaccinare i veneti e arrivare il prima possibile a un Veneto Covid free».
In Campania previsto aumento contagi
In Campania, invece, l'Unità di crisi della Regione, nella relazione emessa dopo l'ultima riunione per verificare l'incidenza dei contagi scolastici, ha lancaito l’allarme con una previsione di oltre 254.000 casi di Covid-19 al 28 febbraio, rispetto ai 223.000 del primo febbraio.
Per questo, la Regione ha elaborato sulla base degli algoritmi un sistema di alert territoriale per individuare Comuni, Province o macro aree «soggette a incremento dei contagi idonei a impattare in maniera significativa sull'incidenza della malattia a livello regionale». L'Unità di crisi ha sottolineato che gli alert dovranno orientare le decisioni locali.
Per evidenziare il quadro preoccupante, l'Unità di crisi ha sottolineato che, alla luce delle misure previste dal Dpcm del 14 gennaio e con nuovi criteri di mobilità e gestione degli esercizi commerciali e sociali nonché didattici, si è assistito nuovamente e progressivamente a un incremento di incidenza della malattia da Sars-Cov-2, particolarmente in talune aree della Regione.
Nell'area della città metropolitana di Napoli e particolarmente in quella di competenza dell'Asl Napoli 3 Sud si è registrato una significativa accelerazione dei contagi, la cui natura è ancora oggetto di studio anche a livello molecolare per comprenderne le motivazioni. In particolare vengono portati gli esempi di Torre Annunziata, arrivata al 29,24% di tamponi positivi, e di Castellammare di Stabia, che il 7 febbraio ha toccato il 30,86% di tamponi positivi.
I dati nazionali
Detto di contagi e decessi, il bollettino del ministero della Salute riporta ulteriori dati sull'andamento dell'epidemia. Nelle ultime 24 ore sono stati 292.533 i tamponi effettuati, con un tasso di positività rispetto ai nuovi casi che sale al 5,1% dal 4,1% di ieri. Le persone attualmente positive sono 405.019 (-5.092), mentre i guariti o dimessi sono 2.185.655 (+19.838 rispetto a ieri). Le persone attualmente ricoverate in terapia intensiva sono 2.126, due in meno rispetto a ieri. I ricoverati con sintomi sono invece 18.942 (-338 rispetto a ieri). Le vittime totali del coronavirus ad oggi in Italia sono 92.729.
Lo studio Made in Usa
Due mascherine sono meglio di una dal momento che così si può raggiungere il 95% di protezione dal contagio Covid. L'abitudine che si sta diffondendo negli Usa, quella di indossare una protezione in aggiunta all'altra, come hanno fatto Anthony Fauci e Joe Biden, sembra ora confermata dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie americani, Cdc. Secondo i risultati di un esperimento di laboratorio in cui sono state distanziate di circa due metri due teste artificiali, verificando quante particelle delle dimensioni del coronavirus emesse da una sono state poi inalate dall'altra, i ricercatori hanno scoperto che indossare una maschera blocca circa il 40% delle particelle dirette alla testa inalante. Con una mascherina di stoffa sopra una chirurgica, la percentuale sale all'80%. Quando entrambe le teste indossano doppia mascherina, si raggiunge il 95%.
Per ora, le autorità sanitarie Usa spiegano che il primo passo è convincere le persone a indossare almeno una mascherina e farlo correttamente. «La prima sfida - ha evidenziato John Brooks, dei Cdc - è quella di ottenere che il maggior numero di persone indossi la mascherina. E poi aiutarle a ottenere il massimo beneficio da questo dispositivo di protezione».
Da lunedì 15 febbraio possibili nuove restrizioni per alcune Regioni
Abruzzo, arancione ineludibile «Le proiezioni sui dati trasmessi a Roma per il report settimanale mostrano un forte incremento dell’indice Rt, che oscilla intorno a 1,20 e comunque con un valore minimo intorno o superiore a 1,10. Con questi dati, la Cabina di Regia che si riunirà domani non potrà che classificare l’Abruzzo in zona arancione. Se l’ordinanza del ministro verrà pubblicata sabato, la nuova disciplina scatterà da domenica», ha annunciato il presidente della giunta regionale abbruzzese, Marco Marsilio.
In valutazione anche l’opportunità di prorogare o no la zona rossa per i comuni di Atessa, San Giovanni e Tocco da Casauria, sulla base dei contagi registrati nella settimana trascorsa: «La virulenza e la velocità di trasmissione di questa terza ondata è ben maggiore della seconda ondata che ci ha colpiti a novembre. Per arrestare la corsa del virus e la risalita degli indicatori, che altrimenti porterebbero l’intera Regione in zona rossa tra un’altra settimana, occorre intensificare gli sforzi e l’applicazione di comportamenti corretti», ha concluso Marsilio.
Zaia: Rt a 0,72, restiamo zona gialla
Buone notizie invece arrivano dal Vento, dove Luca Zaia nel corso del punto stampa ha dichiarato: «Abbiamo un indice Rt allo 0,72 e una buona incidenza dei positivi, pari a 98 su 100mila abitanti in una settimana. Quindi non ci sono preoccupazioni: la zona gialla in Veneto dovrebbe essere confermata senza problemi».
Durante l'incontro con i mezzi di informazione, Zaia ha anche spiegato che «per me tra Regioni in zona gialla gli spostamenti dovrebbero essere consentiti». E ancora: «Stiamo preparando l'ordinanza regionale per riaprire le piste da sci da lunedì prossimo. Il Dpcm scade il 15 febbraio, lunedì prossimo, e non sappiamo ancora se si riapre o no: dipende dal Cts e dal governo, dalle linee guida che prevedrà il governo. Siamo in attesa anche noi. Il Veneto è zona gialla e quindi può riaprire gli impianti sciistici e faremo di tutto per riaprirli».
Sulla vaccinazione della popolazione Zaia ha aggiunto: «Non c'è nessuna legge che vieta l'acquisto di vaccini da parte delle Regioni. E mi sembra che il comunicato Ue di ieri sera abbia fatto luce proprio su questo. Noi vogliamo farlo nell'assoluta legalità e ci dovrà essere l'autorizzazione, penso da parte del ministero della Salute. Ma questa autorizzazione la chiederemo non appena la proposta di fornitura sarà concreta: per questo abbiamo chiesto una proposta scritta».
Zaia quindi ha ricordato che «ci sono arrivate moltissime offerte, stornate quelle riguardanti vaccini non autorizzati ne sono rimaste un paio che il direttore generale della sanità regionale sta approfondendo. C'è chi dice che l'idea di cercare di acquistare vaccini sul mercato per i veneti è una fuga in avanti. Io non ho parole. È mio dovere, anche etico, cercare i vaccini per i veneti se oggi i vaccini non ci sono. A me interessa solo vaccinare i veneti e arrivare il prima possibile a un Veneto Covid free».
In Campania previsto aumento contagi
In Campania, invece, l'Unità di crisi della Regione, nella relazione emessa dopo l'ultima riunione per verificare l'incidenza dei contagi scolastici, ha lancaito l’allarme con una previsione di oltre 254.000 casi di Covid-19 al 28 febbraio, rispetto ai 223.000 del primo febbraio.
Per questo, la Regione ha elaborato sulla base degli algoritmi un sistema di alert territoriale per individuare Comuni, Province o macro aree «soggette a incremento dei contagi idonei a impattare in maniera significativa sull'incidenza della malattia a livello regionale». L'Unità di crisi ha sottolineato che gli alert dovranno orientare le decisioni locali.
Per evidenziare il quadro preoccupante, l'Unità di crisi ha sottolineato che, alla luce delle misure previste dal Dpcm del 14 gennaio e con nuovi criteri di mobilità e gestione degli esercizi commerciali e sociali nonché didattici, si è assistito nuovamente e progressivamente a un incremento di incidenza della malattia da Sars-Cov-2, particolarmente in talune aree della Regione.
Nell'area della città metropolitana di Napoli e particolarmente in quella di competenza dell'Asl Napoli 3 Sud si è registrato una significativa accelerazione dei contagi, la cui natura è ancora oggetto di studio anche a livello molecolare per comprenderne le motivazioni. In particolare vengono portati gli esempi di Torre Annunziata, arrivata al 29,24% di tamponi positivi, e di Castellammare di Stabia, che il 7 febbraio ha toccato il 30,86% di tamponi positivi.
I dati nazionali
Detto di contagi e decessi, il bollettino del ministero della Salute riporta ulteriori dati sull'andamento dell'epidemia. Nelle ultime 24 ore sono stati 292.533 i tamponi effettuati, con un tasso di positività rispetto ai nuovi casi che sale al 5,1% dal 4,1% di ieri. Le persone attualmente positive sono 405.019 (-5.092), mentre i guariti o dimessi sono 2.185.655 (+19.838 rispetto a ieri). Le persone attualmente ricoverate in terapia intensiva sono 2.126, due in meno rispetto a ieri. I ricoverati con sintomi sono invece 18.942 (-338 rispetto a ieri). Le vittime totali del coronavirus ad oggi in Italia sono 92.729.
Lo studio Made in Usa
Due mascherine sono meglio di una dal momento che così si può raggiungere il 95% di protezione dal contagio Covid. L'abitudine che si sta diffondendo negli Usa, quella di indossare una protezione in aggiunta all'altra, come hanno fatto Anthony Fauci e Joe Biden, sembra ora confermata dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie americani, Cdc. Secondo i risultati di un esperimento di laboratorio in cui sono state distanziate di circa due metri due teste artificiali, verificando quante particelle delle dimensioni del coronavirus emesse da una sono state poi inalate dall'altra, i ricercatori hanno scoperto che indossare una maschera blocca circa il 40% delle particelle dirette alla testa inalante. Con una mascherina di stoffa sopra una chirurgica, la percentuale sale all'80%. Quando entrambe le teste indossano doppia mascherina, si raggiunge il 95%.
Per ora, le autorità sanitarie Usa spiegano che il primo passo è convincere le persone a indossare almeno una mascherina e farlo correttamente. «La prima sfida - ha evidenziato John Brooks, dei Cdc - è quella di ottenere che il maggior numero di persone indossi la mascherina. E poi aiutarle a ottenere il massimo beneficio da questo dispositivo di protezione».

