Si è seduti ai tavoli, davanti a una cucina a vista e ad alcuni strumenti musicali. Ma non è una cena normale tra amici, e gli strumenti hanno tutt'altro che una funzione decorativa. Si tratta di una performance musical-culinaria dei Food Ensemble che pur forti del successo conquistato con i loro album, è nelle performance live che riescono a far vivere la loro vera filosofia: quella di fondere, letteralmente insieme, cucina gourmet e raffinata musica elettronica. Due arti molto amate e che coinvolgono tanti sensi.

I Food Ensemble all’opera Puoi mangiare un concerto? Sì con la performance tra musica e cibo dei Food Ensemble
I Food Ensemble all’opera


Esperienza unica nel suo genere

Non ci sono altri esempi artistici del genere nel panorama sia sonoro che culinario italiano, e forse internazionale. Potrebbe essere definita una performance che origina dalla cucina e si trasfonde nei suoni, creando un insieme che fa vivere ai presenti un’esperienza unica nel suo genere. Francesco Sarcone, in arte Sarc:o, musicista, Andrea Reverberi, chef e Marco Chiussi Sous chef e sommelier cominciano iniziando a preparare con i microfoni posizionati davanti alle loro mani e amplificano i suoni del taglio di una verdura, del mescolare di una salsa, di qualsiasi cosa sia funzionale alla preparazione del piatto. Questi rumori di cucina vengono campionati e, piano piano, in un crescendo costante, si trasformano in musica. Queste tre anime che compongono i Food Ensemble hanno portato a Roma, in una serata speciale al Collettivo Gastronomico Testaccio di Largo Dino Frisullo.


Presto il nuovo album

Presto sarà pronto il loro nuovo album Signature, un progetto questa volta interamente creato dai Food Ensemble: sia nell’aspetto musicale che gastronomico. Il loro primo album Spaghetti Symphony realizzato per Barilla insieme allo chef stellato Davide Oldani porta la data del 2019.


Un format da tutto esaurito

Il loro format che da anni registra il tutto esaurito ad ogni tappa del tour ha permesso loro di stringere importanti collaborazioni sia con brand rinomati che con grandi chef. I piatti sono poi serviti agli spettatori, nello stesso tempo in cui la melodia raggiunge la sua completezza di sonorità. I presenti sono accompagnati così durante la degustazione da una vera e propria esperienza multisensoriale. Ogni piatto una traccia musicale, ogni cena è un concerto dai confini indefiniti, una performance di show cooking e musica live. Non è facile raccontare i Food Ensemble partendo solo dalla musica perché si tratta di una narrazione per forza incompleta, ma i mesi passati della pandemia sono stati il terreno fertile per concretizzare, intanto musicalmente, la nuova filosofia di musica e di cucina del gruppo.


Obiettivo: zero sprechi e salubrità dei sapori

Questa è l'idea di cucina dello chef Andrea Reverberi: contaminazioni basate sulla filosofia del no waste e del potenziamento dei sapori in favore di una maggiore salubrità dei piatti. Quindi leggerezza, micronutrienti, riduzione dei grassi e tecniche che favoriscono non solo la nascita delle melodie con i loro suoni, ma anche un'esperienza insolita che ha come fil rouge il benessere psico fisico, ottenuto appunto da questa speciale commistione tra musica che nutre l’anima e cucina che nutre bene il corpo.


Sound semplice ed essenziale

Il sound di Francesco Sarcone è semplice ed essenziale e parte dall’osservazione dei grandi compositori jazz e contemporanei per imparare da loro l’arte dello storytelling attraverso le note, la capacità di creare e rilasciare tensione con pochi passaggi netti. Le produzioni si rifanno allo stile dell’elettronica da ascolto, dove i brani seguono uno schema che si ripete e si evolve, dove spesso si identifica un tema portante nel brano e dove l'uso degli ostinati diventa musicale, quasi un mantra, un tappeto su cui stendere melodie libere.


Il menu alla prova

Questo il menu preparato e degustato: Variazioni di pomodoro, Tartelletta salata al burro e farina di mais, con pomodori verdi fermentati, San Marzano in vasocottura. Petali di buccia di pomodoro essiccata. "Pomodoracci" saltati con burro, aglio fresco e zenzero grattugiato, poi affumicati. Composta di pomodoro verde. Protagonisti dello start della performance sono stati i pomodori, frutto dell'estate e della salute, conservati con varie tecniche per protrarre l’essenza del sole fino all’inverno. Sono stati declinati in varie forme e consistenze per creare un’insalata ricca di sfumature agrodolci in un contenitore di frolla salata che ricorda un dolcetto di pasticceria. A seguire il Kale kombucon sferificazione di siero di latte e kombucha di te Lapsang Souchong affumicato, chips di kale Agricola Prati al Sole essiccato, scaglia schiacciata di farina e miso di ceci, vapore di vodka epolvere di bergamotto. Un boccone unico che racchiude la croccantezza e la sapidità del cavolo riccio, l’acidità delle sfere di siero e kombucha e la freschezza del bergamotto. L'Uovo nell’orto con il tuorlo che era in realtà zucca fermentata ai pepi misti, curcuma e patata, mentre l'albume era a base di daikon e kefir di latte intero da Parmigiano Reggiano, di nocciole tostate, menta fresca, coriandolo e briciole croccanti di Parmigiano Reggiano di Vacche Rosse 24 mesi soffiato con olio Evo e clorofilla. La soffiatura del Parmigiano Reggiano ha permesso, per evitare ogni spreco, di utilizzare anche la crosta esterna. A seguire è stato degustato il Balsamo di Umami invernale: mini porri fermentati nel kombucha di Lapsang Souchong, testa di cavolfiore in doppia cottura, laccato al miele all'aglio e aceto balsamico tradizionale di Modena, spuma di panna fresca al 40% di grasso montata al sifone, cipolla di Tropea al forno e miso di riso integrale, nel cannolo di farina di castagne dell’Appennino emiliano, polvere di pepe Timut e pepe rosa. Il sapore ricordava le note aromatiche e la pienezza di un boccone di carne grigliata.


Infine, ecco gli Gnocchetti di cacio-ricotta fresca di capra nel té, sedano rapa al forno, polvere di erba cipollina e di cappero affumicato con aneto e paprika. Infine il Dashi affumicato, “umami bomb”: funghi porcini, cialda nera di riso fritta e un concentrato di verdure di stagione dalle quali è stato estratto ogni aroma così da ricavarne un dashi leggerissimo ma estremamente profumato la cui nota aromatica portante era affidata ai funghi porcini dell’Appennino emiliano.


Per informazioni: www.foodensemble.it