Digitalizzazione e capitali, queste gli strumenti a disposizione per la ripresa del settore della ristorazione. Certo, non sono due ambiti facilmente “scalabili” come si usa dire fra gli addetti ai lavori, ma di sicuro dopo la pandemia sono diventati quanto mai necessari per la sopravvivenza stessa delle imprese. Anche perché, nel frattempo, grazie all’avanzare del fintech (ossia l’applicazione del digitale ai servizi finanziari) è sempre più facile coniugare questi due aspetti come dimostra l’esperienza di Qonto, fornitore di servizi digitali per la gestione finanziaria a oltre 200mila imprese e October, fintech specializzata nei prestiti alle piccole e medie imprese.

 

Dalla crisi agli investimenti, come è cambiata la richiesta di finanziamenti

Secondo una loro rilevazione, nel biennio 2020-2021 il numero di richieste di finanziamento, in valore assoluto, relative al settore della ristorazione è aumentato del +35% rispetto al biennio precedente. Il motivo? «Le imprese della ristorazione sono state fra le più e immediatamente colpite dalla crisi pandemica a causa delle chiusure durante il lockdown e il successivo calo di frequentazione dovuto alle varie restrizioni anti-contagio. Ma se nella primavera del 2020 la preoccupazione maggiore era tutelarsi da un punto di vista finanziario, successivamente abbiamo osservato un’evoluzione delle esigenze  verso interventi di maggiore messa in sicurezza dei locali se non di investimento per l’ammodernamento degli spazi e dei servizi offerti», racconta Sergio Zocchi amministratore delegato di October. Più in generale, le richieste di finanziamento relative al settore della ristorazione arrivate nel primo semestre del 2021 rispetto a quelle ricevuto nello stesso periodo dell’anno precedente sono cresciute del +220%, «segnale che questo è uno dei settori che oggi sta pianificando la ripresa e si sta riprendendo più rapidamente di altri».

Sergio Zocchi, amministratore delegato di October Digitale e capitali, ecco dove trovare gli strumenti per la ripresa della ristorazione
Sergio Zocchi, amministratore delegato di October

 

Le potenzialità del fintech per la ristorazione

Contemporaneamente, l’aumento delle richieste dimostra che il tradizionale passaggio in banca ha lasciato spazio anche a nuovi canali alternativi di finanziamento. «In linea con quello che stava già accadendo nel periodo pre-pandemia, i canali di finanziamento alternativi hanno il vantaggio di essere accessibili, semplici e capaci di fornire un’esperienza utente rapida, sicura. Inoltre, il digitale permette di fare un’analisi in maniera puntuale e precisa, anche in momenti di grande complessità. Un esempio, in tal senso, è la capacità di October utilizzare la tecnologia e i dati per rispondere alle esigenze dei richiedenti», sottolinea Zocchi. Il tutto attraverso l’utilizzo dei big data che permette di scattare una fotografia non solo del passato finanziario del richiedente ma anche delle potenzialità future in linea con i progetti che le imprese vogliono mettere in campo; compresi quelli per cui hanno chiesto un finanziamento.

 

A tutta digitalizzazione

Fra i progetti più gettonati, da parte delle imprese della ristorazione, ci sono di sicuro quelli legati alla digitalizzazione dell’impresa. «Secondo una nostra rilevazione effettuata nel primo trimestre 2021 è emerso che c’è un importante gap da colmare: nella ristorazione solo il 65% delle imprese fa uso regolare di strumenti digitali contro una media dell’80% delle imprese attive in altri settori. Nel 2020, il ritardo, per circa il 50% dei casi, è stato legato a una mancanza di liquidità da investire su queste tematiche. E questo, a sua volta, è probabilmente dovuto, oltre che alla crisi pandemica e al calo della domanda conseguito alle varie necessarie restrizioni, anche a una conoscenza minore da parte delle aziende che operano nel settore delle soluzioni offerte dalle aziende fintech per semplificare la gestione finanziaria - incluse soluzioni per accedere a prestiti e finanziamenti online», afferma Mariano Spalletti, country manager di Qonto Italia.

Mariano Spalletti Digitale e capitali, ecco dove trovare gli strumenti per la ripresa della ristorazione
Mariano Spalletti

 

Ma questo dato di partenza è già soggetto a una forte evoluzione: per la stragrande maggioranza (80%) delle Pmi della ristorazione intervistate da Qonto in un report pubblicato a dicembre, nel 2022 gli investimenti in digitalizzazione saranno cruciali e il 96% di queste utilizzerà gli incentivi messi a disposizione dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). I principali motivi alla base della scelta sono, per oltre il 70% delle aziende, sia la possibilità che il digitale offre di ottimizzare i processi e accrescere l'efficienza della propria azienda, sia di mantenere o accrescere la propria competitività nel settore. Gli investimenti saranno quindi destinati soprattutto a implementare nuove attività di marketing e advertising digitale (opzione scelta dal 53% del campione), per avviare e potenziare un canale di e-Commerce (45%), preso atto del forte potenziale del canale di vendita online, e per l’adozione o l’aggiornamento di software gestionali (28%).

 

 

Detto ciò, il passaggio successivo è quello di mettere a terra tutti questi investimenti e rendere concreta l’esperienza digitale del cliente. «Qualsiasi tipo di iniziativa che spinga verso pagamenti cashless, per esempio, può risultare molto utile per far avanzare la digitalizzazione in un settore come quello della ristorazione. È importante mettere in atto, in primis, delle iniziative che stimolino l'utente finale a preferire l'utilizzo di strumenti di pagamento digitale; al contempo però è fondamentale non penalizzare gli esercenti, rendendo l'incasso di pagamenti digitali economico, a partire dalle commissioni per l’utilizzo del Pos», sintetizza Spalletti.