Uno scomodo interrogativo è doveroso porselo. Praticamente sin dal Dopoguerra, diciamo da almeno 70 anni, importiamo dagli Usa di tutto e di più. Volessimo solo parlare del boogie woogie e della Coca-Cola e chiuderla qui onde non aprire elenco infinito, ci saremmo già convinti. In tempi abbastanza recenti, addirittura a scapito delle nostre Commemorazioni dei Defunti, abbiamo introitato il rito di Halloween.

Ancor più recente il Black Friday, però nulla di nulla della festività che, insieme al 4 luglio, è di certo la più sentita e la più celebrata dagli statunitensi: il Giorno del Ringraziamento che cade ogni anno il quarto giovedì di novembre.

Tacchino principe, poi il resto Thanksgiving day, peccato che non sia ancora arrivato in Italia
Tacchino principe, poi il resto

 

Un festeggiamento particolare

Quest’anno festeggiamenti particolari, sia perché è stato praticamente il ritorno alla convivialità familiare dopo il lockdown dello scorso novembre, e sia perché sono ricorsi i 400 anni dalla nascita della festa americana. Il Thanksgiving (questo il nome inglese) difatti è una festa che affonda le sue radici nel lontano 1621. In quell’anno, a Plymouth, la seconda colonia inglese dopo Jamestown, i padri pellegrini si riunirono insieme alle popolazioni indigene per ringraziare il Signore del buon raccolto ottenuto anche grazie all’aiuto dei nativi, in particolare la tribù dei Wampanoag, che insegnò loro a coltivare il mais e a far fruttare la terra.

Le festose celebrazioni durarono tre giorni e ruotarono intorno alla tavola: banchetti con anatre, tacchini e pesci. Una tradizione così perdurante nei secoli, che il presidente Abramo Lincoln volle ufficializzare nel 1863, durante la guerra di secessione, facendola diventare festa annuale.

Tante le ricette proposte Thanksgiving day, peccato che non sia ancora arrivato in Italia
Tante le ricette proposte

 

Come da tradizione, tacchino protagonista

La mattina, parate con bande musicali e balli, in ogni città. La più fastosa, facile immaginarselo, a New York City. E poi viene l’ora di mettersi a tavola. Sì, ma a che ora? La risposta nelle case in cui si sono radunate le famiglie, è “lo decide il tacchino”. Dipende, insomma, dai tempi di cottura del tacchino, indiscusso re della tavola, e delle salse che in successione sapranno renderlo ancora più succulento.

Noi italiani noteremmo e ci stupiremmo dell’assenza di un ghiotto primo piatto; è vero, ma è così. Il perno della tavola è il tacchino ben cotto al forno. Si porziona, si impiatta e diviene giuoco individuale decidere come accompagnarlo stante la presenza a tavola dei vari side dish. Si va dal classico purè di patate al purè di patate dolci in crosta di noci pecan zuccherate. Ben presenti anche le verdure arrostite rese succulente da una cottura in grasso d’anatra. A proposito, l’anatra può starci a tavola, sebbene in ruolo ancillare al re tacchino così come pure non guasta la presenza di salsicce di maiale. Altro side dish immancabile e di grande piacevolezza in accostamento alle carni del tacchino sono i mirtilli rossi allo zenzero. Ancora, una bella pirofila di fagioli verdi.

Il fascino di una giornata Thanksgiving day, peccato che non sia ancora arrivato in Italia
Il fascino di una giornata

 

A questo punto il rito prandiale diviene chiaro. C’è un perno vitale: il tacchino. E ci sono i side dish, da voler consumare tutti, alcuni, uno solo. Senza questi side dish la pietanza principale costituita dal tacchino scemerebbe in bontà. Senza il tacchino, però, i side dish non acquisirebbero spessore e statura tali da essere pienamente apprezzati. Metafora palese dei ruoli che ci giochiamo nel nostro vivere.

 

Una festa tutta casalinga

Il pranzo si consuma nelle case, addirittura gran parte dei ristoranti sono chiusi nel Giorno del Ringraziamento. Interessante il fenomeno che cominciò lo scorso anno: la dark kitchen. Il ristorante che funziona con la cucina ma non con la sala, ovvero appronta i piatti della tradizione onde erogare un sempre più richiesto servizio di take away.

Un modello esportabile anche in Italia? Thanksgiving day, peccato che non sia ancora arrivato in Italia
Un modello esportabile anche in Italia?

 

Una tendenza che potrebbe far spuntare riflessioni alla ristorazione italiana nell’imminenza delle festività di fine anno. Il Black Friday è il giorno successivo al Giorno del Ringraziamento. Dalla mezzanotte aprono i negozi con offerte speciali, prezzi ribassati, proposte allettanti. Ah, ma cosa è il Black Friday lo abbiamo imparato presto e bene.