Il mondo del turismo marcia coi famigerati piedi di piombo. L’estate è andata bene, ma più per il morale che per l’economia. E ora, arriva uno dei banchi di prova più importanti: la stagione invernale, con Immacolata, Natale, Capodanno, Epifania e poi le settimane bianche. In vista di queste ricorrenze gli albergatori sono fiduciosi e speranzosi, non hanno ancora numeri alla mano ed evitano qualunque tipo di illusione.

Sarà soprattutto un turismo domestico Che inverno sarà per il turismo? Gli albergatori: Fiduciosi, ma senza trionfalismi
Sarà soprattutto un turismo domestico

 

Prima questione: come evolverà la pandemia?

La prima, fondamentale, questione è: l’ondata che sembra in corso in tutta Europa, che effetti avrà? C’è il rischio di nuove chiusure? Chiaro che lo spartiacque si gioca qui, se dovesse ripresentarsi una situazione simile a quella del Natale scorso andrebbe tutto a monte, col rischio però che l’intero settore dell’accoglienza stavolta chiuda. A livello governativo però si sta lavorando per evitare di andare in questa direzione e l’auspicio dell’Horeca è proprio fare di tutto per evitare di chiudere.

 

Seconda questione: ci sarà la neve?

La seconda questione poi è storica: ci sarà neve? Se è vero, come è vero, che il turismo invernale si fa maggiormente in montagna va da sé che avere piste innevate abbondantemente e paesaggi bianchi possa attirare turisti. L’anno scorso, beffa delle beffe, la neve scese copiosa, quest’anno è già comparsa a quote anche basse per cui si è partiti col piede giusto.

 

Terza questione: quanto potranno spendere gli italiani?

La terza questione riguarda i costi. I prezzi delle materie prime che impazzano rischiano di diventare un deterrente. Fipe ha già detto che il Natale sarà all’insegna dei rincari: costerà di più il caffè (di 10-20 centesimi), costerà di più il panettone (un 10% buono), gas e luce sono schizzate alle stelle e l’ascesa della benzina non stenta a fermarsi. Quanta disponibilità economica avranno gli italiani tra un mese, dopo quasi due anni di casse integrazioni e licenziamenti? Dovranno scegliere tra il cenone e qualche giorno in montagna? Probabilmente sì e in ogni caso qualcuno, tra ristoratori o albergatori, ci rimetterà.

Cenoni cari per quest'anno Che inverno sarà per il turismo? Gli albergatori: Fiduciosi, ma senza trionfalismi
Cenoni cari per quest'anno

 

Quarta questione: quanti stranieri arriveranno?

L’ultima questione riguarda la presenza degli stranieri: quanti riusciranno a venire in Italia? E da quali Paesi? I pernottamenti - stime di Federalberghi - per tradizione sono divisi al 50% tra italiani e stranieri nell’arco di tutto l’anno, con gli stranieri che però spendono molto più degli italiani, per cui hanno un peso maggiore.

 

Bankitalia sugli stranieri: in estate spesi 9,4 miliardi

L’importanza delle festività natalizie sta nel fatto che dovrebbero consolidare i dati buoni fatti registrare in estate proprio anche relativamente agli arrivi dall’estero. Le stime di Bankitalia dicono che è balzata ad oltre 9,4 miliardi la spesa dei turisti stranieri in Italia nell’estate 2021 per effetto di un aumento del +29% rispetto all’anno precedente.

 

Un risultato spinto dall’avanzare della campagna di vaccinazione e dal green pass che ha permesso la riapertura delle attività di ristorazione in un Paese come l’Italia che detiene la leadership nel turismo enogastronomico con 1/3 della spesa delle vacanze destinato alla tavola. Più contenuto è l’aumento del numero di viaggiatori che è salito a 14,5 milioni con un aumento del +4% rispetto all’anno precedente. Si tratta di valori incoraggianti ma tuttavia ancora lontani dal periodo pre-pandemia nel 2019, con 32,6 milioni vacanzieri dall’estero ed una spesa di 16,6 miliardi.

 

Nucara (Federalberghi): Mancheranno gli altospendenti

Cosa si aspettano gli albergatori? «Siamo fiduciosi e ottimisti - spiega Alessandro Nucara, vicepresidente di Federalberghi - anche se solo a fine mese avremo i numeri sul ponte dell’Immacolata e a metà dicembre quelli relativi a Natale e Capodanno. I segnali di ripresa ci sono, gli stranieri aumentano, ma guai a fare proclami trionfalistici. Mancheranno all’appello ancora turisti provenienti da Usa, Canada, Brasile, Russia, Emirati Arabi, Sud Africa, Australia (completamente chiusa fino a pochi giorni fa), Cina, India, Giappone e Corea. Non è vietato venire da tutti questi Paesi, ma ci sono ostacoli tecnici e difficoltà (ad esempio il bisogno di fare tamponi ogni due giorni) che allontanano l’Italia dalle mete preferite. Arriveranno più facilmente francesi, tedeschi, austriaci, belgi, ma mancheranno comunque i turisti “altospendenti”: basti pensare che un americano spende come quattro italiani».

 

 

La montagna, come detto, sarà sicuramente la meta prioritaria, ma ci sono da “curare” altre realtà profondamente in crisi, come le città d’arte: «I dati dell’estate - prosegue Nucara - non devono ingannare, sono “buonini”, ma comunque nei primi sei mesi del 2021 si è fatto peggio che nel primo semestre 2020. Pensiamo che a Roma sono aperti 400 alberghi su 1.200, gli altri sono chiusi da marzo 2020. E a soffrire sono le località nei dintorni, come può succedere a Montecatini Terme con Firenze».

Città d’arte, ma non solo perché anche il turismo congressuale attende ancora una vera e propria ripartenza: «Questo comparto manca quasi completamente - attacca Nucara - perché manca un’ordinanza chiara del ministero della Salute che stabilisca le regole. A oggi le sale riunioni sono sfruttabili al 50%, mentre cinema e teatri sono ormai al 100%».

Alessandro Nucara e Maria Carmela Colaiacovo Che inverno sarà per il turismo? Gli albergatori: Fiduciosi, ma senza trionfalismi
Alessandro Nucara e Maria Carmela Colaiacovo

 

Colaiacovo (Confindustria alberghi): Camminiamo "sulle uova"

Gli fa eco Maria Carmela Colaiacovo, presidente di Confindustria Alberghi che aggiunge: «A Roma il tasso di occupazione delle camere d’albergo è al 25%, a Venezia al 29%, numeri lontanissimi da quelli del 2019, anno che per noi resta un riferimento, ma che pensiamo di poter replicare nel 2023. Per Natale e Capodanno la tendenza ricalcherà quello dell’estate, la famiglia italiana prediligerà un turismo domestico, verso la montagna. Quanto al turismo straniero i numeri sono talmente bassi che non influiranno sui bilanci. Siamo abbastanza fiduciosi di superare l’inverno bene, ma tutto dipenderà da come si supererà questa ondata, viaggiamo “sulle uova”».