Cariche
Confassociazioni, Noschese presidente del ramo tourism, food e hospitality
Il manager, noto nel mondo del turismo, è stato nominato dal presidente Angelo Deiara. Tra gli obiettivi lo sfruttamento di un ministero con portafogli e la voglia di rialzarsi dopo due anni drammatici
Nell’ambito del consolidamento della struttura manageriale, la squadra di Confassociazioni, che raggruppa oltre 1.240.000 iscritti, di cui 220.001 imprese e 715 organizzazioni professionali e d’impresa, si è rafforzata con Palmiro Noschese, manager apicale del mondo turistico e alberghiero, che viene nominato presidente di Confassociazioni Tourism, Food, Hospitality da Angelo Deiana, presidente di Confassocazioni.
Il profilo di Noschese
Laurea in Turismo per i beni culturali, master in Corporate Management all’Ecole di Lausanne, in General Management alla Cornell University di Ithaca e in Scienza dell’economia e della gestione aziendale, Palmiro Noschese ha oltre 30 anni di esperienza come General Manager&Residence Manager in hotel, congressi ed eventi internazionali. Un curriculum che gli è valso l'Award 2016 di Italia a Tavola assegnato a nomi e realtà illustri della ristorazione e del turismo. Ha lavorato per Touring Club Italiano, per Villa D’Este Hotels e Jolly Hotels prima di entrare a far parte della Melia` Hotel Internationals, compagnia all’interno della quale e` arrivato a ricoprire il ruolo di Managing Director Italy. Nel suo programma come presidente di Confassociazioni Tourism, Food, Hospitality, ci sono temi come formazione, certificazioni e maggiore connessione tra ricettività e cibo, vicinanza strategica con il settore del vino e del beverage.
La mission del nuovo presidente
«D’altra parte - ha dichiarato il Noschese - nel settore governato dalla mia branch alcuni importanti segnali di ripresa ci sono stati, ma il recupero della situazione pre-Covid è ancora lontano. Dei 25 milioni di persone che, in media, partono tra giugno e settembre, 4,5 quest’anno non lo hanno fatto, il 71% ha fatto un soggiorno di solo 5 notti, il 18% soggiorni più brevi. Ma noi non ci arrendiamo mai perché ogni crisi genera opportunità: il settore ha un nuovo Ministro dedicato e con portafoglio, e ci saranno fondi e sgravi fiscali per rinnovare gli alberghi. Credo che il 2022 sarà l’anno della ripresa ma tutti dobbiamo fare la nostra parte. E ai giovani che aspirano a lavorare nel turismo, diciamo di non smettere mai di formarsi per far salire l’Italia dal quinto al primo posto tra le mete preferite nel mondo».
«Una strada per superare la crisi del settore - ha aggiunto Clara Trama, nuovo vice presidente esecutivo di Confassociazioni Tourism, Food, Hospitality e presidente dell’Associazione italiana wedding planner - è quella della formazione continua e delle certificazioni. Da poco sono state approvate le procedure di certificazioni di professioni del turismo quali il general manager, il covid manager e il wedding planner. Tutto questo serve ad avere un maggior livello di qualificazione a livello nazionale ed internazionale, offrendo maggiori garanzie a chi si rivolge a queste figure».
La squadra e gli obiettivi
Completano la squadra Annamaria Tiozzo, vice presidente con delega al Turismo Religioso e Consigliere Delegato del presidente Deiana per l’Expo Dubai 2020; Paolo Capurro, vice presidente con delega al Banqueting; Tiziana Briguglio, vice presidente con delega alla Comunicazione ed Eventi; Alberto D’Alessandro, vice presidente con delega alle Relazioni Comunitarie ed Istituzionali; Stefano Potortì, vice presidente con delega al Turismo Formativo; Chiara Pacifico, vice presidente con delega al Wedding Planning; Francesco Comotti, segretario generale della branch.
«Abbiamo affidato a Noschese - ha dichiarato il presidente di Confassociazioni Angelo Deiana - una missione difficile ma straordinariamente importante: costruire una piattaforma di consolidamento in questo settore. Un contesto complesso in cui siamo consapevoli della necessità di supportare la domanda con un’offerta di tipo qualitativo ma basata su format industriali globali di altissimo livello. Questo è l’orizzonte strategico che vogliamo perseguire per valorizzare un settore come quello turistico che vale il 13,7% del Pil, valutandolo anche solo in un perimetro ristretto, senza le logiche del wine, del beverage e degli affitti brevi. Per questo è importante sottolineare come la questione “turismo” sia ancora troppo poco al centro del dibattito sulla ripresa. Dobbiamo fare di più e noi vogliamo esserci».

